03/10/2007, 00.00
ISRAELE-PALESTINA
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Difficili prospettive nell’incontro di oggi tra Abbas ed Olmert

Per la prima volta i due leader sono accompagnati dalle equipe di negoziatori che debbono elaborare la dichiarazione comune da portare alla conferenza di pace negli Usa. Ma israeliani e palestinesi hanno punti di partenza molto diversi, se non opposti.
Gerusalemme (AsiaNews/Agenzie) – C’è attesa per il difficile incontro che si svolge oggi a Gerusalemme tra il primo ministro israeliano Ehud Olmert ed il presidente palestinese Mahmoud Abbas. I due leader, che si riuniscono nella residenza del premier israeliano a Gerusalemme, sono infatti accompagnati, per la prima volta, dai rispettivi gruppi di negoziatori che hanno il compito di elaborare la dichiarazione comune da portare alla conferenza di pace prevista per il prossimo mese negli Stati Uniti, ad Annapolis, nel Maryland.
 
Sul tavolo, questioni chiave: i confini del futuro Stato palestinese – e quindi la sorte delle colonie israeliane – lo status di Gerusalemme ed il rientro dei profughi palestinesi.
 
A rendere grigie le prospettive il fatto che i due leader arrivano al loro quarto incontro in due mesi con intenzioni ben diverse: Abbas mira ad un documento che esponga linee concrete per la soluzione delle diverse questioni, Olmert ne vorrebbe uno meno impegnativo. “Dobbiamo andare lì – ha detto nei giorni scorsi il presidente palestinese, riferendosi ala conferenza – con un documento chiaro e specifico, dopo il quale sarà possibile aprire negoziati dettagliati su ciò che si dice lo stato finale”. “Credo – ha aggiunto – che andarci con una dichiarazione vaga non sarebbe utile”.
 
Olmert sembra invece deciso a rifiutare una “dichiarazione di principi” o “accordo di principi” e propone una “dichiarazione di interessi”, una formula mai comparsa nei precedenti incontri. Egli inoltre vuole un esplicito riferimento ad una lettera che Bush scrisse nel 2004 all’allora primo ministro Sharon, nella quale si sosteneva che i confini dei due Stati non dovevano necessariamente corrispondere alla green line – ossia quelli precedenti la guerra del 1967 – ma tener conto delle presenza di popolazione israeliana. Ciò per Olmert riguarda i maggiori insediamenti e la possibilità di scambi di territori.
 
Secondo quanto scrive oggi l’israeliano Haaretz, gli Stati Uniti, promotori della conferenza di pace, viste la difficoltà di giungere ad un accordo sarebbero pronti a spostare l’inizio della conferenza di Annapolis per dare ai due leader più tempo per negoziare. E il segretario di Stato Condoleezza Rice si prepara ad un altro viaggio nella regione.
 
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