18/11/2004, 00.00
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Domani l'Onu vota sulla clonazione umana

Il Costarica – insieme a 63 stati – è per il bando totale; ma c'è chi vuole la clonazione dell'uomo "per scopi scientifici". Vaticano: "No a una scienza eticamente irresponsabile".

New York (AsiaNews) – Su proposta del Costarica, domani è previsto il voto all'Onu per bandire ogni forma di clonazione umana. Alla proposta del paese centro-americano – appoggiata da 63 stati - si è contrapposto il Belgio, che propone la cosiddetta clonazione terapeutica, ossia la possibilità di clonare embrioni umani da usare per scopi scientifici. La posizione belga ha finora l'appoggio di 20 nazioni.

Il voto all'Onu doveva avvenire lo scorso ottobre, ma è stato posticipato per la concomitanza con le elezioni americane. La vittoria di Bush – fortemente contrario alla clonazione – dà un appoggio autorevole agli stati che vogliono bandirla.

Nelle ultime settimane si era affacciata l'ipotesi di un compromesso fra le 2 posizioni: l'Onu avrebbe dovuto adottare una dichiarazione di principio, e non una proibizione della clonazione umana. Ma tale compromesso è stato giudicato inaccettabile dal Costarica e dai paesi anti-clonazione perché avrebbe permesso agli scienziati di continuare a clonare embrioni e sopprimerli in nome della ricerca scientifica.

Alla posizione americana si sono aggiunti di recente Kenya, Nigeria e Arabia Saudita i cui rappresentanti all'Onu hanno affermato che "clonare essere umani per la ricerca distrugge la vita umana". Anche Norvegia, Italia e molti paesi sudamericani – oltre alla Santa Sede – appoggiano la proposta anti-clonazione. Il rappresentante vaticano all'Onu, mons. Celestino Migliore, aveva affermato così la posizione della Chiesa cattolica: "La scelta non è tra scienza ed etica, ma tra una scienza eticamente responsabile e una che non lo è". Alla posizione del Costarica hanno aderito, tra i paesi asiatici, Tajikistan, Kyrgyzstan, Filippine.

Di fronte alle pressioni che vogliono distinguere la clonazione "riproduttiva" da quella detta "terapeutica" o "sperimentale", Susan Moore, portavoce americana all'Onu, ha dichiarato: "Un divieto che faccia distinzione fra clonazione riproduttiva e terapeutica autorizza in pratica la creazione di embrioni umani con l'intenzione di distruggerli. In questo modo il valore della ricerca e della sperimentazione scientifica viene reso più importante della vita umana. La comunità internazionale deve agire per dare oggi un messaggio che la clonazione è un affronto alla dignità umana che non può essere tollerato". Secondo Moore "la clonazione darebbe avvio a un commercio di ovuli che andrebbe a sfruttare le donne dei paesi poveri".

Alla Moore ha replicato il rappresentante britannico all'Onu, Emyr Jones Parry, dicendo di "aver fiducia che le Nazioni Unite respingeranno la proposta del Costarica [contraria alla clonazione, ndr] che cerca di imporre una visione dogmatica e inflessibile al resto del mondo, e impedisce a ciascun governo nazionale di prendere in modo legittimo decisioni su tale materia. Se le Nazioni Unite approveranno la proibizione sia della clonazione "sperimentale" che di quella "riproduttiva", noi non firmeremo questa norma. La Gran Bretagna continuerà a permettere la clonazione terapeutica". Alla proposta belga hanno aderito i paesi dell'Asia Cina, Thailandia, Singapore, Corea del Sud, Giappone, Cambogia, Turchia. (LF)

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