14/04/2008, 00.00
BANGLADESH – INDIA
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Dopo più di 40 anni riparte il treno Dhaka-Calcutta

Il servizio, sospeso nel 1965 durante la guerra indo-pakistana, è stato inaugurato oggi. L’iniziativa rientra in una più ampia politica di distensione tra i due Stati confinanti. Ma la prima corsa è già stata segnata da proteste di attivisti indù e nazionalisti.
Dhaka (AsiaNews/Agenzie) – Dopo 43 anni di interruzione hanno ripreso oggi i collegamenti ferroviari tra il porto indiano di Calcutta e la capitale del Bangladesh, Dhaka. Il servizio era stato sospeso nel 1965, a causa della guerra indo-pakistana. Allora il Bangladesh, Pakistan Orientale, era sotto il controllo di Islamabad.
 
Il treno, chiamato Maitreyi (dell’amicizia), è stato inaugurato dal ministro degli esteri indiano Pranab Mukherjee e rappresenta una misura di distensione nelle difficili relazioni tra New Delhi e il Paese musulmano, diventato indipendente nel 1971. I negoziati per la ripresa del collegamento ferroviario risalgono al 2001, ma erano stati sospesi quando il Bangladesh Nationalist Party (BNP) dell’ex premier Khaleda Zia, era salito al potere.
 
La data di oggi è simbolica, segna infatti il Capodanno bengalese. Un treno è partito da Dhaka e un altro, simultaneamente, da Calcutta. Percorreranno 345 km in circa 12 ore. Al momento la frequenza sarà limitata a un solo giorno della settimana e il prezzo del biglietto in classe economica è di 8 dollari. I dirigenti delle ferrovie indiane si aspettano un grande successo dell’iniziativa, anche se ancora la popolazione non è ben informata riguardo orari e costi. Tra il Bangladesh e il Bengala occidentale vivono numerose famiglie separate durante la “partizione” e la seguente migrazione di massa. Si pensa che il servizio Dhaka-Calcutta sarà di grande utilità a molti bangladeshi in visita ai parenti o in cerca di lavoro o di cure mediche oltre confine.
 
Ma il terno dell’amicizia ha anche degli oppositori. Non è ben visto da attivisti indù e nazionalisti. Durante l’inaugurazione un gruppo di profughi indù ha provato a fermare la corsa, lamentando persecuzioni in Bangladesh. “Non vi è ragione per cui l’India debba sviluppare legami più stretti con quel Paese che ci perseguita” ha detti Subhas Chakrabarti, leader dell’ All Bengal Cizitens Committe. Lungo il percorso il treno ha incontrato anche slogan ostili di alcuni seguaci del Sangh Parivar, la sigla che raccoglie diverse organizzazioni fondate sull’ideologia hindutva e che combattono per proteggere l’identità indù dell’India.
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