02/03/2009, 00.00
BANGLADESH
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Esercito bangladeshi: caccia ai paramilitari fuggitivi

La rivolta dei Bangladesh Rifle ha causato 160 morti, tra cui 140 ufficiali dell’esercito e 20 civili. Il governo ha chiesto la collaborazione di Scotland Yard e Fbi per rintracciare i fuggiaschi. Decine di migliaia di persone hanno partecipato ai funerali di Stato di una parte delle vittime.

Dhaka (AsiaNews/Agenzie) – L’esercito del Bangladesh ha iniziato una caccia all’uomo per scovare 1000 ribelli appartenenti ai Bangladesh Rifle, le guardie di frontiera protagoniste della rivolta che ha causato oltre 160 morti nel Paese. Oggi a Dhaka si sono tenuti i funerali di una parte delle vittime, ai quali hanno partecipato decine di migliaia di persone.

Il governo del premier Sheikh Hasina ha emesso un “mandato di arresto per 1000 guardie e i loro complici”. Per scovare e punire i responsabili delle violenze, il primo ministro ha chiesto l’aiuto di Scotland Yard e dell’Fbi. Fra le accuse a carico dei paramilitari ribelli vi sarebbero la “cospirazione volta a uccidere ufficiali dell’esercito e civili, l’uso di armi ed esplosivi, occultamento di cadavere e saccheggi”.

Il 25 febbraio scorso i Bangladesh Rifle avevano scatenato una rivolta per salari in arretrato non pagati. In un primo momento il governo aveva promesso un’amnistia generale in caso di resa. Il ritrovamento di fosse comuni all’interno del quartier generale delle guardie di frontiera e l’assassinio di decine di ufficiali dell’esercito ha convinto l’esecutivo del premier Hasina a usare il pugno duro verso i ribelli. Il primo bilancio riferisce di 160 morti, tra cui 140 ufficiali dell’esercito e 20 civili. I militari hanno ribadito che quanti si sono resi responsabili di omicidio “verranno giustiziati”.

Questa mattina a Dhaka decine di migliaia di persone hanno partecipato ai funerali di Stato di un primo gruppo di ufficiali, assassinati dai ribelli nel corso della rivolta. Le bare, avvolte dalla bandiera del Bangladesh, sono state trasferite allo stadio militare della capitale e sistemate su un tappeto rosso; ufficiali dell’esercito e soldati hanno recitato preghiere per i commilitoni uccisi. 

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