15/11/2022, 12.19
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G20 Bali: Occidente e alleati provano a ‘congelare’ fratture con la Cina

di Li Qiang

L’obiettivo è di allontanare Pechino da Mosca e cooperare per superare la crisi economica globale. Premier australiano parla di incontro “costruttivo” con Xi Jinping. Il leader cinese e Macron contro l’uso delle armi nucleari in Ucraina. I cinesi pronti ad accelerare su accordo commerciale con la Corea del Sud. Attesa per la dichiarazione finale del summit.

Pechino (AsiaNews) – Sull’onda del “costruttivo” vertice di ieri a Bali tra Xi Jinping e Joe Biden, leader occidentali e alleati degli Usa impegnati oggi e domani al summit del G20 nella località turistica indonesiana sembrano voler “congelare” le fratture con la Cina.

L’obiettivo è quello di trovare un punto d’incontro con Pechino per superare la difficile congiuntura internazionale: tutti i Paesi si trovano ad affrontare rischi recessivi dovuti agli effetti dell’aggressione russa all’Ucraina. Il blitz miliare di Putin ha accelerato l’impennata dei prezzi energetici (e dunque dell’inflazione), scatenato una crisi alimentare globale e più in generale reso il mondo più instabile e insicuro.

Dopo sei anni, segnati da scontri su commercio, sicurezza nell’Indo-Pacifico e diritti umani, un premier australiano ha avuto un contatto diretto con il presidente cinese. Anthony Albanese ha detto che il faccia a faccia di stamane con Xi è stato “positivo e costruttivo”, un passo avanti per stabilizzare le relazioni tra i due Paesi.

Primo colloquio con Xi anche per Yoon Suk-yeol. Il presidente sudcoreano ha espresso la speranza per una relazione con la Cina “matura e reciprocamente vantaggiosa”. Secondo la Cctv,  Xi ha sottolineato invece che Pechino è pronta a imprimere una accelerazione ai negoziati bilaterali per la conclusione di un accordo di libero scambio.

“Stabilità” è la parola magica per descrivere le manovre diplomatiche in corso a Bali. Una delle preoccupazioni principali dei leader mondiali è il possibile uso di armi nucleari nel conflitto in Ucraina. Riecheggiando le dichiarazioni rilasciate ieri da Washington e Pechino, il presidente francese Emmanuel Macron e Xi hanno ribadito la comune posizione di voler prevenire l’utilizzo di ordigni atomici nella guerra in corso tra Mosca e Kiev.

Spingere in qualche modo i cinesi a prendere le distanze da Putin per cooperare sull’economia, che gli ultimi dati danno in continuo peggioramento in Cina: è questa la tattica in apparenza scelta dall’Occidente per corteggiare Pechino.

Xi ha dato finora copertura politica al suo omologo russo in tutti i consessi globali. La misura della riuscita o meno dell’avvicinamento occidentale alla Cina lo darà il contenuto del comunicato finale del meeting di Bali: secondo la Reuters circola una bozza con l’esplicita condanna dell’invasione russa dell’Ucraina, una affermazione che finora Pechino si è sempre rifiutata di sottoscrivere.  

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