04/03/2011, 00.00
BANGLADESH
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Giochi politici dietro la richiesta di dimissioni di Yunus, inventore del microcredito

di Nozrul Islam
La mossa nasce da rivalità politiche, nate nel 2007 quando Muhammad Yunus, fondatore della Grameen Bank e Nobel per la pace, ha tentato di fondare un proprio partito anti-corruzione. L’uomo ha presentato ricorso all’Alta corte del Bangladesh.
Dakha (AsiaNews) – L’economista e Nobel per la pace Muhammad Yunus ha fatto ricorso ieri all’Alta corte del Bangladesh, contro la decisione della Banca centrale di estrometterlo dalla direzione generale della Grameen Bank, da lui fondata nel 1983. La data per la nuova udienza è fissata per il 6 marzo prossimo. Il governo contesta all’inventore del microcredito le dinamiche relative all’ultimo rinnovo dell’incarico, nel 2000: i vertici della banca non avrebbero infatti chiesto l’approvazione finale della decisione alla Banca centrale. A questo, si aggiunge la legge del Bangladesh, che pone a 60 anni l’età pensionabile per i direttori esecutivi di istituti bancari. Yunus ne ha 70. Il Nobel ribadisce che la sua nomina è avvenuta in maniera legale. Tuttavia, non è la prima volta che Yunus si trova al centro di attacchi e polemiche. Per questo, come sostiene una fonte locale di AsiaNews, anonima per ragioni di sicurezza, le recenti accuse hanno forse radici più profonde nel tempo, legate all’incursione dell’economista nel mondo politico qualche anno fa.

“I politici si stanno vendicando di lui”, afferma la fonte. Nel 2007, durante il governo straordinario, Yunus tentò di fondare un proprio partito anti-corruzione. La mossa ha avuto vita breve, ma ha scatenato contro di lui le ire dei politici. “Yunus aveva lanciato parecchie accuse, denunciando episodi di corruzione e pratiche illegali. In particolare – spiega la fonte – contro le due donne alla guida dei principali partiti del Paese: l’attuale primo ministro Sheikh Azina, del Bangladesh Awami League [Al, partito liberal-socialista di inclinazione laica], e Khaleda Zia, del Bangladesh Nationalist Party [Bnp, partito nazionalista e ultra-religioso], ora capo dell’opposizione. All’epoca, erano entrambe sotto tiro da parte del governo provvisorio, che ha tentato in tutti i modi di delegittimarle. Prima, mandandole all’estero e non lasciandole rientrare per qualche tempo; poi, mettendole in carcere con l’accusa di corruzione”. Yunus si è a lungo battuto per provare il loro coinvolgimento in affari illegali, ma alla fine ha dovuto cedere.

Come è prevedibile, spiega ancora la fonte, Azina e Zia si sono legate al dito il comportamento del direttore della Grameen Bank. “È noto il feroce commento del primo ministro, quando saltò fuori un documento norvegese che accusava Yunus di aver spostato i fondi ricevuti per il Nobel in maniera impropria. Azina si diceva ‘soddisfatta’ per la caduta del mito del microcredito”.

Certo non manca chi continua a ritenerlo una persona pulita. È ovvio però che “anche all’interno di una struttura guidata da un uomo onesto non è impossibile che siano nati traffici sporchi, a livello di corruzione minuta ma anche a livelli più importanti”. Quali che siano le sue responsabilità “ormai Yunus è diventato una vittima. Non so chi possa vincere la battaglia. E non è detto che venga fatta giustizia. èÈ un gioco politico grosso, chi la spunterà deciderà se far vincere o perdere Yunus”.

Resta da capire a quali sorti andrà incontro la banca, qualora il direttore dovesse essere estromesso com’è stato chiesto. Secondo la fonte, “non si possono fare previsioni. Negli anni la Grameen Bank si è allargata, creando strutture nuove in parte slegate dalla banca. Tra queste, per esempio, c’è la compagnia telefonica più grande del Paese [la Grameen Phone]. Adesso però immagino che, all’interno della banca, si scatenerà una lotta per la successione. Ed è certo che chi desidera il suo posto, non correrà a tendergli la mano in caso di bisogno”. 
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