01/04/2026, 08.54
RUSSIA-UNGHERIA
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Gli interessi della Russia in Ungheria

di Vladimir Rozanskij

Per la prima volta nelle prossime elezioni del 12 aprile Viktor Orban appare a rischio di sconfitta da parte dell'avversario Peter Magyar. Questo provoca particolari attenzioni da parte di Mosca, che in lui ha trovato finora il principale alleato tra i Paesi dell’Unione Europea. E Putin ha delegato il suo più fidato consigliere a seguire da vicino questa tornata elettorale. 

Mosca (AsiaNews) - Alla vigilia delle elezioni parlamentari in Ungheria, in programma il 12 aprile, il lungo governo di Viktor Orban appare a rischio di essere sconfitto all’avversario Peter Magyar, con una svolta che modificherebbe radicalmente l’impostazione anti-europeista e anti-ucraina del premier uscente. Questo provoca particolari attenzioni da parte della Russia, che in Orban ha avuto finora il principale alleato tra i Paesi dell’Unione Europea, considerando che gli ungheresi si ritengono “il più asiatico dei popoli europei” per la discendenza dagli Unni, provenienti dall’Asia centrale.

Il giornalista e scrittore russo Andrej Šaryj ha scritto insieme allo storico bielorusso Jaroslav Šimov il libro Austro-Ungheria: il destino di un impero, dedicato al periodo della monarchia asburgica, che lega gli ungheresi più agli europei che agli antichi avi orientali. A suo parere “l’Ungheria ha un cammino storico particolare, soprattutto per l’uso che i politici fanno dei traumi storici del passato”, ciò che a Orban era riuscito finora piuttosto bene. Le tribù nomadi ungheresi erano arrivate sul territorio della Pannonia nel X secolo, distinguendosi da tutti i popoli vicini sia per le radici etniche, sia per l’espressione linguistica “ugro-finnica”.

Da qui nasce la concezione della “solitudine storica” dell’Ungheria, che si riflette in un’ampia letteratura locale, sviluppatasi nella seconda metà dell’800 con la formazione delle nazioni europee moderne. Oggi questa teoria sostiene il nazionalismo ungherese, che dopo le dinastie medievali ha sempre subito il dominio di altri regni, dall’impero asburgico a quello sovietico, e intende affermare la propria superiorità sui sette Stati confinanti, in cui esistono minoranze ungheresi: la Slovacchia, la Serbia, la Croazia, la Romania, l’Austria e soprattutto l’Ucraina, dove secondo le statistiche ufficiali vivono almeno 150mila ungheresi.

Gli ungheresi che vivono in altri Paesi hanno il diritto di ricevere la cittadinanza ungherese e di partecipare alle elezioni, e dal 2010 Orban sostiene attivamente i progetti sociali e culturali al di fuori dei suoi confini, alimentando l’idea di un “mondo ungherese” analogo al “mondo russo”, attirando tanti popoli a partire dalla presenza dei propri connazionali. Questa è dunque una motivazione profonda della sintonia tra Orban e Putin, che si sostengono a vicenda in una proiezione eurasiatica per contestare “l’egemonia occidentale” e proporre il mondo “multipolare”, in cui Mosca e Budapest svolgono ruoli di aggregazione e “unificazione”.

Rispetto alla Russia e all’Asia centrale, il livello di libertà e democrazia in Ungheria appare comunque superiore, e alle elezioni possono effettivamente partecipare diversi partiti, anche se finora le opposizioni erano state agevolmente controllate da Orban, con sistemi simili al regime di Vladimir Putin. Orban aveva radicalmente cambiato il suo atteggiamento, inizialmente anti-russo, quando fu invitato nel 2009 al congresso del partito putiniano Russia Unita a San Pietroburgo, ottenendo il coinvolgimento ungherese in grandi progetti energetici, ciò che costituisce oggi uno degli argomenti di maggior frizione con l’Ucraina e l’intera Europa.

Come si è venuto a sapere nei giorni scorsi, Putin ha delegato al suo più fidato consigliere Sergej Kirienko il compito di seguire da vicino le vicende elettorali ungheresi. Dai sondaggi oggi appare diifficile che Orban riesca a vincere queste elezioni; ma certamente è disposto a provarci con ogni mezzo, ispirato dai grandi amici del Cremlino.

 

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