13/01/2005, 00.00
CINA
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Gran Bretagna e Portogallo favorevoli a togliere l'embargo delle armi a Pechino

Il ministro degli Esteri inglese ha detto che l'abolizione è "vicina". Ma Londra e Lisbona chiedono progressi sui diritti umani. Attraverso l'embargo la Cina chiede una scelta di campo a favore della sua politica su Taiwan e Tibet.

Londra (AsiaNews/Agenzie) -  Il ministro britannico degli esteri Jack Straw ha espresso ieri la possibilità che l'embargo sulla vendita di armi alla Cina venga abolito in pochi mesi.  Parlando ad una commissione parlamentare europea, egli ha detto:"E' verosimile che la decisione venga presa durante la presidenza lussemburghese dell'Unione", cioè in questo semestre.

Ieri sera, anche il presidente portoghese, Jorge Sampaio, in visita ufficiale in Cina, ha rilasciato un'intervista alla televisione nazionale cinese si è detto d'accordo con la fine dell'embargo.

Entrambi i rappresentanti hanno però posto dei limiti: la Cina dovrà mostrare progressi politici e miglioramenti nel campo dei diritti umani.

L'embargo sulla vendita delle armi vige dal tempo del massacro di Tiananmen. In questi mesi la fine dell'embargo è stata appoggiata da Francia, Germania e Italia, ma non ha mai ricevuto il consenso di tutta l'unione. Finora la Gran Bretagna era fra gli stati contrari.

La richiesta della fine dell'embargo è considerata dalla Cina una specie di scelta di campo. Lo scorso ottobre Pechino ha inviato un documento ufficiale sulle relazioni tra Cina ed UE.

Il documento, il primo elaborato dal governo di Pechino sulle relazioni con un' entita' plurinazionale, afferma che i rapporti tra Cina ed UE sono "migliori ora rispetto ad ogni altro periodo storico", e che la rimozione dell'embargo "eliminerebbe molti ostacoli ai rapporti socio-economici".

Nel documento l' UE viene però invitata ad essere "prudente" nei propri rapporti con Taiwan, che la Cina considera una provincia ribelle, e si chiede all' Europa di non vendere armi a Taiwan, nè di accettare la sua entrata come paese indipendente in organismi internazionali. Pechino chiede anche di non intrattenere alcun rapporto con il governo tibetano in esilio e con il Dalai Lama. 

Gli Stati Uniti da parte loro hanno chiesto all'UE di mantenere il bando per timore che si inneschi un'escalation militare nello stretto fra Cina e Taiwan.  La Russia non ha ancora dato un parere ufficiale sulla proposta. Ciò deriva soprattutto da motivazioni economiche: per tutto il periodo dell'embargo Mosca è stato  il più grande mercato di armi per la Cina.

 

 

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