Halki e la chiesa-biblioteca di Adana: il futuro (incerto) del patrimonio cristiano turco
La storica chiesa ortodossa di Agios Nikolaos diventerà una biblioteca pubblica. Per gli studiosi la sorprendente architettura dell'edificio offre un’atmosfera unica per la lettura. Bartolomeo I intanto annuncia per settembre la riapertura dello storico seminario con una grande cerimonia, ma resta incerta la destinazione d’uso.
Istanbul (AsiaNews) - Una storica chiesa trasformata in una biblioteca pubblica e un seminario che sta per riaprire dopo decenni di chiusure. Luci e ombre per la comunità cristiana in Turchia che, pur essendo una piccola minoranza, cerca di mantenere vivo il secolare patrimonio storico e culturale del Paese, oltre alla memoria del viaggio apostolico di papa Leone XIV fra la fine di novembre e i primi di dicembre dello scorso anno. Al contempo non mancano attacchi o episodi di violenze contro singoli e comunità, così come tentativi di esproprio di beni ecclesiastici o di dimore storiche come Santa Sofia e Chora e, in tempi più recenti, anche la cattedrale di Ani diventate moschee.
Nei giorni scorsi è arrivato l’annuncio relativo alla storica chiesa ortodossa di Agios Nikolaos, meglio nota come Adana Greek Orthodox Church, che è diventata una biblioteca pubblica, ultimo atto di una serie di cambiamenti d’uso nei due secoli di vita dello storico edificio (religioso). In origine era stata costruita nel 1845 dalla comunità greco-ortodossa locale in seguito all’editto Tanzimat del 1839, che concedeva ai non musulmani dell’Impero Ottomano il diritto di stabilire luoghi di culto e istruzione. Dopo la sua inaugurazione, il luogo di culto è rimasto per decenni come un punto di riferimento stabile a livello religioso e culturale per i fedeli.
Dopo lo scambio di popolazione del 1923 tra Turchia e Grecia, la chiesa è stata abbandonata e solo in seguito riproposta come museo archeologico di Adana, uno dei primi musei della neonata Repubblica, fino al 1972. Da quel momento in poi, ha funzionato come deposito museale prima di riaprire nel 1983 come museo di etnografia di Adana. A seguito di un restauro completo tra il 2013 e il 2015, l’originario edificio di culto è stato ribattezzato museo commemorativo della chiesa di Kuruköprü e, dal 2025, ha accolto una nuova comunità di lettori.
Infine, la decisione di trasferire nella struttura la biblioteca pubblica provinciale di Adana, dopo che la sede storica e originaria al centro culturale Sabancı è stata danneggiata nel devastante terremoto del 6 febbraio 2023, tanto da essere inserita nella lista di quelle soggette a demolizione. Esperti e studiosi locali affermano che la sorprendente architettura della chiesa offre un’atmosfera unica per la lettura, con le sue pareti usate per archiviare la popolare collezione che comprende, fra gli altri, centinaia di classici letterari.
Adana, situata nel sud della Turchia, vanta una storia lunga e stratificata e ha intrecciato nel tempo legami storici col mondo greco, specialmente attraverso le epoche ellenistiche e bizantine. Dopo la morte di Alessandro Magno (323 a.C.), il suo impero viene diviso tra i suoi generali e la regione circostante rientra sotto il controllo dell’Impero Seleucide, uno stato ellenistico fondato da Seleuco I Nicatore. I Seleucidi stabiliscono numerose città greche e diffondono la cultura, la lingua e la pianificazione urbana greca in tutta l’Anatolia, compresa la Cilicia, regione in cui si trova Adana, essa stessa influenzata dall’amministrazione e dalla cultura greca durante questo periodo.
Sotto il dominio ottomano, Adana aveva una comunità minoritaria greco-ortodossa, elemento in comune con molte città di tutto l'impero. Questa popolazione rimane fino allo scambio del 1923 tra Grecia e Turchia, quando i cristiani ortodossi dalla Turchia vengono trasferiti in Grecia e i musulmani dalla Grecia alla Turchia. Pur rimanendo poche tracce nell’Adana moderna, alcune architetture, echi culturali e riferimenti storici indicano ancora il suo passato multietnico.
Al contempo il patriarca ecumenico Bartolomeo I ha annunciato che il seminario di Halki, importante istituzione educativa per la comunità greca sull’isola Heybeliada di Istanbul, riaprirà a settembre con una grande cerimonia. Il primate ha condiviso l’aggiornamento sui tempi di riapertura il 10 maggio scorso, durante una visita ufficiale ad Atene, aggiungendo che “il contro alla rovescia in vista della riapertura è iniziato”. “Nei prossimi mesi, saranno completati - ha proseguito - ampi lavori di ristrutturazione del complesso scolastico. Festeggeremo l’apertura a settembre”.
La questione del seminario è stata discussa anche durante un incontro tra Bartolomeo e il primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis. “Le notizie positive che ci avete portato riguardo alla riapertura del Seminario Halki sono estremamente importanti” ha sottolineato il capo del governo di Atene, che parla di “decisione storica” che il patriarca ha “desiderato a lungo” come riferisce Hürriyet. Il seminario è stato chiuso per 54 anni e il patriarcato ha chiesto che riapra con il suo precedente status di scuola privata affiliata al ministero dell’Istruzione.
Tuttavia, i resoconti dei media turchi e greci suggeriscono che verranno prese in considerazione diverse formule, tra cui un istituto affiliato alle università statali, una facoltà di teologia sotto un’università di fondazione o una scuola professionale. Il Consiglio dell’istruzione superiore (YÖK) è ora coinvolto in discussioni sul futuro, di un immobile edificato su terreni appartenenti al Monastero di Hagia Triada dal IX secolo e che, nel tempo, ha diplomato almeno 12 patriarchi e circa un migliaio di studenti nel corso della sua storia.
Gli amministratori del monastero ricevettero il permesso dal sultano di costruire la scuola nel 1772, ma non le prime lezioni si sono tenute solo nel 1844 a causa di un incendio nel 1821. Dopo che l’edificio originale è stato distrutto nel terremoto di Istanbul del 1894, è stato ricostruito con il permesso del sultano Abdulhamid II e riaperto nel 1896. La struttura di 2.360 metri quadrati è stata progettata secondo la forma della lettera greca Pi.
A seguito del trattato di Losanna, le scuole straniere dovevano operare in conformità con il sistema educativo turco; per questo il seminario viene chiuso nel 1971, con una sentenza della Corte Costituzionale. Da allora, solo la Private Halki Greek High School for Boys ha continuato a operare all’interno del monastero. Gli sforzi in vista di una riapertura hanno ripreso slancio in seguito alla nomina patriarcale di Bartolomeo I nel 1991, per poi registrare un’accelerazione finale dopo l’incontro fra il presidente Usa Donald Trump e l’omologo turco Recep Tayyip Erdoğan.
10/06/2024 12:15





