Hanoi, nuovo decreto contro 'fake news': fino a 1900 dollari di multa
Entrerà in vigore il 1 luglio il provvedimento che disciplina sanzioni amministrative nei settori della comunicazione. Prese di mira organizzazioni, imprese e privati. Multe per contenuti che, tra gli altri, "causano panico, ostacolano agenzie statali e diffondono segreti di Stato". Ulteriore stretta sotto l'influenza di To Lam, dopo le misure di fine 2025 contro la libertà di stampa.
Hanoi (AsiaNews) - Con il nuovo decreto governativo n. 174/2026 - che disciplina sanzioni amministrative nei settori di servizi postali, telecomunicazioni, frequenze radio, transazioni elettroniche e tecnologie dell’informazione - il Vietnam opera una ulteriore stretta alla libertà d’espressione. Il provvedimento appena adottato entrerà in vigore il 1 luglio 2026 e prevede che la diffusione di “fake news” sui social media possa comportare multe fino a 1900 dollari.
La nuova legislazione non si applica in maniera specifica alla stampa, ma prende di mira organizzazioni, imprese a conduzione familiare e privati. Dove non vi sia responsabilità penale, le multe vengono inflitte per quei contenuti che - stando alla valutazione delle autorità - causano panico tra la popolazione, danneggiano le attività socio-economiche, ostacolano il funzionamento delle agenzie statali o le attività dei funzionari pubblici, oppure violano i diritti e gli interessi legittimi di organizzazioni o individui.
Ma non solo: gli stessi provvedimenti si applicano alla divulgazione di segreti di Stato, o altre informazioni protette; oppure a contenuti che distorcono la Storia, negano risultati rivoluzionari, o minano l’unità nazionale, insultano la religione o promuovono discriminazione di genere o razziale. Nel mirino anche i contenuti che raffigurano in modo esplicito atti di violenza.
Secondo il nuovo decreto le autorità potranno richiedere la rimozione di contenuti falsi, fuorvianti o illegali come misura correttiva. Inoltre, potranno ordinare la sospensione di account, pagine, gruppi o canali che violano la normativa. Tra le altre cose, la nuova normativa pone l’accento sulla tutela della proprietà intellettuale, condannando la distribuzione di materiali non autorizzati. Il decreto punisce anche la diffusione di mappe del Vietnam che omettono o travisano la sovranità nazionale.
L’iniziativa di legge segue una serie di misure adottate alla fine del 2025 che obbligano i giornalisti a rivelare le proprie fonti alle autorità e ampliano arbitrariamente la definizione di segreto di Stato. Già qualche mese fa Reporters Without Borders denunciava un crescente controllo dello Stato sui media, aumentato sotto l’influenza di To Lam, Segretario Generale del Partito Comunista del Vietnam dal 2024 e presidente del Vietnam dal 7 aprile 2026. Ribadendo che il quadro giuridico vietnamita è tra i più repressivi al mondo. In particolare, gli articoli 117 e 331 del Codice penale prevedono pesanti pene detentive per atti di diffusione di “propaganda contro lo Stato”.
Tale repressione era già aumentata alla fine dello scorso anno in prossimità del XIV Congresso Nazionale del Partito Comunista del Vietnam tenutosi nel gennaio 2026. Proprio ai sensi dell’articolo 117 il giornalista vietnamita-tedesco Trug Khoa Le, 54 anni - caporedattore del sito di notizie Thoibao protetto dalla polizia tedesca, intervistato da AsiaNews a Berlino a fine 2025 - il 31 dicembre scorso è stato condannato in absentia in Vietnam a 17 anni di reclusione per aver pubblicato informazioni e materiali "al fine di opporsi allo Stato".




