15/05/2026, 16.25
CINA-STATI UNITI
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Trump e Xi a Pechino: immagini e parole a effetto, pochi accordi

La tanto attesa visita del presidente degli Stati Uniti nella capitale cinese è stata scandita da toni ottimistici, ma non è stato nemmeno diffuso un testo comune su quanto i due leader si sono detti. Si parla di intese sulla soia e nuovi Boeing, ma sull'intelligenza artificiale resta la competizione. Le analisi cinesi puntano sull'espressione "stabilità strategica costruttiva" coniata da Xi Jinping.

Milano (AsiaNews/Agenzie) - Gesti simbolici calorosi, una stretta di mano di 15 secondi, promesse di “accordi commerciali fantastici” e toni ottimistici sulla stabilità delle relazioni tra le due superpotenze. Ma che cosa resterà davvero di questo tanto atteso e raccontato summit tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il leader cinese Xi Jinping conclusosi oggi a Pechino?

La scenografia e le visite curate nei minimi dettagli, tra la Grande Sala del Popolo, il Tempio del Cielo e Zhongnanhai, hanno trasmesso un messaggio di armonia e cooperazione, con Xi che ha definito l’incontro “storico” e Trump “indimenticabile”. Nonostante l’ottimismo visibile, tutti gli osservatori sottolineano che permangono questioni critiche su commercio, Taiwan, sicurezza globale e la guerra dei chip per l’intelligenza artificiale.

Trump coi giornalisti ha parlato di accordi sulle esportazioni della soia americana e di contratti con la Boeing per la fornitura di nuovi aerei. Ma nessun testo ufficiale che parli di queste intese è stato diffuso da Pechino. Stesso discorso anche sulle rassicurazioni riguardo alla contrarietà della Cina all’arma nucleare per Teheran e a nuove forniture militari: l’unico passaggio dei resoconti cinesi su Hormuz parla della preoccupazione di Pechino sulla sua militarizzazione.

Durante il vertice - nonostante le aspettative - non è stato annunciato alcuno sviluppo concreto riguardante l’intelligenza artificiale o i semiconduttori avanzati. Il Segretario al Tesoro statunitense, Scott Bessent, ha dichiarato a CNBC che verranno discussi dei “paletti” per l’AI e ha sottolineato l’importanza cruciale per gli Stati Uniti di mantenere il vantaggio sulla Cina in questo settore. È vero che la partecipazione dell’amministratore delegato di Nvidia, Jensen Huang, al vertice a Pechino ha offerto un segnale di apertura. Ma AI e semiconduttori restano al centro della competizione tra Stati Uniti e Cina, con Washington determinata a impedire a Pechino di colmare il divario tecnologico.

Nelle analisi cinesi viene sottolineata soprattutto la definizione di “stabilità strategica costruttiva” indicata da Xi come orizzonte per le relazioni tra Pechino e Washington. Si sostiene che il concetto di “stabilità strategica” implica che le relazioni tra Cina e Stati Uniti dovrebbero essere gestite su un modello di “due grandi potenze uguali”, piuttosto che all’interno di un ordine gerarchico dominato da Washington. Il che rifletterebbe la crescente fiducia cinese nella propria posizione. In secondo luogo, si osserva – il linguaggio – appare più vicino alla prospettiva americana, anche se l’aggettivo “costruttiva” segnala il desiderio di Pechino di andare oltre una stabilità passiva, limitata alla gestione delle crisi.

Quanto al tema di Taiwan, la questione è stata trattata nella parte finale del comunicato cinese, ma con un’apertura che ribadisce la centralità dell’isola nelle relazioni bilaterali, definendola “la questione più importante”. La frase “La parte statunitense deve prestare particolare attenzione nella gestione della questione di Taiwan” è l’unica con un tono ammonitorio rilasciata nelle due giornate; un dato di fatto che evidenzia quanto Pechino consideri cruciale questo tema per le sue relazioni con Washington.

Infine (e purtroppo non sorprende) al momento non c’è nessuna notizia riguardo a gesti di apertura ottenuti da Trump su Jimmy Lai e tutti gli altri dissidenti in carcere per questioni politiche in Cina. Washington e Pechino, insomma, si parlano e questo è certamente un dato di fatto positivo. Ma che questo possa davvero offrire un qualche inizio di risposta alle tante crisi di oggi resta tutto da verificare.

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