20/04/2021, 11.56
HONG KONG-USA
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Hong Kong: l'esecutivo ha speso 9 milioni di euro per bloccare le sanzioni Usa

Pagati lobbisti di Washington per sabotare l’approvazione dell’Hong Kong Human Rights and Democracy Act. La legge è stata approvata poi nel novembre 2019. Nuovo processo per Jimmy Lai e altri attivisti democratici. Su ogni politico pro-democrazia di Hong Kong pendono tre o quattro incriminazioni.

Hong Kong (AsiaNews) – L’esecutivo cittadino ha speso 84 milioni di dollari locali (9 milioni di euro) per bloccare l’approvazione dell’Hong Kong Human Rights and Democracy Act da parte del Congresso Usa. Lo rivela l’Hong Kong Free Press in un report pubblicato oggi, secondo cui dal 2014 al 2019 le autorità dell’ex colonia britannica hanno assoldato lobbisti statunitensi per raggiungere l’obiettivo.

Gli sforzi condotti tramite l’Hong Kong Trade Development Council si sono dimostrati però un fallimento: la legge è stata approvata a stragrande maggioranza dal Senato e dalla Camera dei rappresentanti nel novembre 2019. Proposta nel 2014 in seguito alle proteste anti-governative del movimento Occupy Central, essa chiede al governo degli Stati Uniti di adottare misure punitive nei confronti dei funzionari di Hong Kong che reprimono le tradizionali libertà godute dalla città.

Secondo documenti resi pubblici in base alla legge Usa sulla registrazione degli agenti stranieri, tra i lobbisti al soldo del governo di Hong Kong figurano anche ex parlamentari di Washington. Essi hanno organizzato almeno sei incontri con deputati e senatori di Capitol Hill per perorare lo stop alle sanzioni.

L’Ufficio di Hong Kong per lo sviluppo economico e il commercio ha difeso le attività di lobby sostenendo che esse servivano solo a spiegare agli interlocutori Usa la situazione nella città, e a esprimere contrarietà all’Hong Kong Human Rights and Democracy Act.

Nessuno dei parlamentari statunitensi contattati per conto di Hong Kong ha votato contro il provvedimento. In seguito alla sua approvazione, nel maggio scorso l’allora segretario di Stato Usa Mike Pompeo ha annunciato che la città avrebbe perso il suo status speciale. Ciò gli garantiva un trattamento diverso in ambito commerciale, economico e finanziario rispetto al resto della Cina. L’annuncio è stato ratificato poi dall’ex presidente Donald Trump nel luglio 2020.

Nel frattempo ieri si è aperto un nuovo processo contro il magnate Jimmy Lai, l’ex parlamentare Lee Cheuk-yan e altri otto attivisti democratici. L’accusa è di aver partecipato il primo ottobre 2019 a una manifestazione non autorizzata. Lai, Lee e otto esponenti pro-democrazia hanno ricevuto di recente una condanna per aver organizzato e preso parte a due marce anti-governative nell’agosto 2019

Figo Chan, coordinatore del Fronte civico per i diritti umani, ha fatto notare durante l’udienza di ieri che su ogni politico filo-democratico di Hong Kong pendono in questo momento tre o quattro incriminazioni.

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