25/06/2021, 12.46
HONG KONG-CINA
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Hong Kong: promossi i vertici della sicurezza nazionale

John Lee è il nuovo numero due dell’esecutivo. Il capo della polizia Chris Tang lo sostituisce come segretario per la Sicurezza. Carrie Lam: Hanno avuto ruolo chiave negli ultimi due, difficili anni. Attivisti democratici: È ormai uno “Stato di polizia”. Da tempo Lee e Tang avevano nel mirino Apple Daily, il giornale indipendente che ha chiuso ieri.

Hong Kong (AsiaNews) – Il governo centrale ha promosso i leader cittadini responsabili dell’applicazione della legge sulla sicurezza nazionale. Pechino ha confermato oggi la nomina di John Lee a segretario capo, di fatto il numero due dell’esecutivo locale guidato da Carrie Lam. Lee sostituisce Matthew Cheung e lascia il posto di segretario per la Sicurezza a Chris Tang, il capo della polizia. Raymond Siu prenderà il posto di Tang alla guida delle Forze dell’ordine.

A quanto riporta l’agenzia statale Xinhua, il Consiglio di Stato cinese ha dato il via libera al rimpasto il 23 giugno, dopo aver ricevuto una richiesta in tal senso da Lam. Il capo dell’esecutivo di Hong Kong ha sottolineato che le tre promozioni sono dovute al ruolo chiave avuto dai tre alti funzionari negli ultimi due anni, nei quali la città ha dovuto affrontare “avversità senza precedenti”. Il riferimento di Lam è alle proteste anti-governative del movimento democratico, scoppiate nell’estate 2019, e alla pandemia da coronavirus.

Secondo Lo Kin-hei, presidente del Partito democratico, Lee non è adatto al posto di segretario capo dell’esecutivo. Intervistato da Rthk, Egli ha sottolineato che il nuovo vice di Lam ha una limitata esperienza di governo, avendo speso la maggior parte della sua carriera nella polizia.

Lo Kin-hei non crede che l’avvicendamento segnali un cambio di direzione nel governo: “Tutti a Hong Kong si aspettano l’adozione di diversi tipi di restrizioni o di altre misure per mettere sotto controllo ogni settore della società”. Per alcuni attivisti democratici, le nuove nomine confermano invece che l’ex colonia britannica sta assumendo sempre più le sembianze di uno “Stato di polizia”.

Il rimpasto di governo arriva un giorno dopo l’ultima pubblicazione di Apple Daily, il quotidiano indipendente fondato da Jimmy Lai. Il magnate pro-democrazia è in prigione da dicembre; i vertici del giornale hanno deciso di chiudere dopo che la polizia ha arrestato nei giorni scorsi cinque dirigenti e un editorialista. Le Forze dell’ordine hanno anche congelato asset della testata per 18 milioni di dollari HK (1,9 milioni di euro). Senza tali fondi, e quelli già bloccati a Lai, la direzione del tabloid non poteva più pagare i propri dipendenti.

L’impero editoriale di Lai era da tempo nel mirino dell’esecutivo di Carrie Lam e di Pechino. Secondo la Reuters, a fine maggio John Lee ha ordinato alle filiali cittadine di Citibank e Hsbc di vietare transazioni sui conti bancari di Lai, pena l’incarceramento dei dirigenti locali delle due banche. Pochi giorni prima, Chris Tang aveva accusato Apple Daily di diffondere “fake news” per mettere in cattiva luce la polizia. All’epoca egli non aveva escluso un procedimento nei confronti del quotidiano per violazione della legge sulla sicurezza nazionale.

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