I 150 anni della gomma in Sri Lanka, da traino per la nazione al collasso
Fra le cause l’aumento incontrollato dei prezzi, i costi, l’invecchiamento delle piante e il trattamento “da figliastra” di una coltura un tempo considerata oro. I livelli di produttività dei campi sono dimezzati nel 2025. Eppure questo settore ha svolto un ruolo chiave nello sviluppo economico dell’isola, trainando l’occupazione e mitigando l’impatto dei cambiamenti climatici.
Colombo (AsiaNews) - Quest’anno nello Sri Lanka ricorre il 150° anniversario della coltivazione della gomma, introdotta nel 1876 nell'allora Ceylon . Ma la sua industria oggi nel Paese è sull’orlo del collasso per una serie di fattori che vanno dalla scarsa attenzione da parte delle autorità negli ultimi decenni all’aumento dei prezzi; ad incidere sui costi sono anche l’invecchiamento degli alberi e il “trattamento da figliastra” riservato a una coltura da piantagione che più di 70 anni fa era considerata pari all’oro per resa e produttività.
Secondo il professor Asoka Nugawela, già direttore dell’Istituto di ricerca sulla gomma dello Sri Lanka, “nelle principali aziende di piantagioni di gomma del Paese, i livelli di produttività raggiunti sono diminuiti di circa il 50% nel 2025”. Sulla questione è intervenuto di recente anche Harin de Silva, presidente della Colombo Rubber Traders Association, che in una conferenza stampa ha spiegato: “Quando sono entrato nel settore nel 2002, la produzione era di 130mila tonnellate metriche. Oggi è scesa a 70mila tonnellate”.
Damitha Perera, direttore di Forbes & Walker, aggiunge: “Mentre lo Sri Lanka esporta gomma lattice crepe di alta qualità, unico produttore al mondo di questo materiale utilizzato nella produzione di prodotti di nicchia, il Paese importa materie prime più economiche per soddisfare la produzione di pneumatici”. Una situazione di profonda criticità, che rischia di offuscare le celebrazioni previste nel corso dell’anno per il secolo e mezzo di attività nel settore e di vita di un prodotto che ha aiutato la nazione “a guadagnare preziose valute estere”. Oggi, in realtà, per gli esperti “l’industria della gomma [locale] è sull’orlo del collasso”.
Sarangi Dissanayaka e Damith Tennakoon, docenti universitari esperti in materie agricole, spiegano ad AsiaNews che “nel 1960 il Paese esportava 107mila tonnellate (107 milioni di kg), il che significa che lo Sri Lanka vantava una produzione locale considerevole. Tuttavia, attualmente, la produzione è scesa a 69.200 tonnellate (69 milioni di kg) dalle 98.600 tonnellate (98 milioni di kg) registrate tra il 2014 e il 2024”. Al momento, proseguono, la maggior parte della gomma grezza “viene importata” da altri produttori esteri e ciò non sarebbe accaduto “se il Paese avesse aumentato la propria produzione e la superficie coltivabile”. Di contro, l’isola resta la principale produttrice globale ed esportatrice di gomma lattice crepe di alta qualità. E detiene il primato di “più grande esportatore al mondo di pneumatici industriali pieni e il quinto esportatore di guanti in lattice.”
Nel frattempo, proseguono gli studiosi, “tra il 2014 e il 2024, anche la superficie destinata all’industria della gomma è diminuita drasticamente” passando da 133mila a 84mila ettari (207.568 acri), mentre nel 1960 la superficie in produzione era di 668.213 acri. La produzione di gomma naturale e la superficie coltivata hanno registrato una crescita negativa rispettivamente del 2,98% e del 3,68% all’anno durante questo decennio. Se la tendenza dovesse continuare, l’industria della gomma, che generava oltre un miliardo di dollari all’anno in valuta estera, contribuendo al sostentamento di migliaia di famiglie e preservando il nostro ambiente naturale “potrebbe alla fine scomparire” concludono Sarangi e Damith.
Secondo gli operatori Waruna Samarawickrama e Shirantha Alwis “il drastico calo della produttività dei terreni si inserisce in un quadro più generale di aumento dei costi, soprattutto nei salari dei lavoratori e prodotti agrochimici, senza un corrispondente aumento dei prezzi di vendita”. La situazione attuale nel settore delle piantagioni di gomma ridurrà notevolmente le entrate generate, aumentando al contempo le spese e determinando flussi di cassa negativi, compresi bassi investimenti nel settore, sebbene il 2026 segni un secolo e mezzo dall’introduzione nel Paese delle prime piantine di gomma. “È dallo Sri Lanka che le coltivazioni di gomma naturale si sono diffuse fino a raggiungere gli attuali giganti del settore nella regione asiatica. Fin dall'inizio, l’industria della gomma naturale nel Paese - concludono - ha svolto un ruolo chiave nello sviluppo economico, compresa la creazione di posti di lavoro e la mitigazione degli impatti dei cambiamenti climatici.”
22/12/2023 11:57
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