08/09/2022, 12.09
MYANMAR - RUSSIA
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I generali birmani vogliono centrali nucleari russe

Un primo accordo era stato firmato a luglio, ma la precedente dittatura aveva già cercato l'aiuto di Mosca (e nordcoreano) per lo sviluppo dell'energia atomica tra gli anni '90 e Duemila. Il documento è stato firmato a Vladivostok, dove il generale Aung Min Hlaing è in visita. Il Myanmar comprerà petrolio russo in rubli.

Yangon (AsiaNews/Agenzie) - Nei giorni in cui l’attenzione dell’opinione pubblica è concentrata sui controlli dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) alla centrale ucraina di Zaporizhzhia, la giunta golpista birmana e Rosatom, la società russa per l’energia atomica, hanno stabilito una tabella di marcia per lo sviluppo del nucleare in Myanmar, dopo aver siglato un primo protocollo di intesa a luglio

L’accordo è stato firmato a margine dell’Eastern Economic Forum, che terminerà oggi a Vladivostok, alla presenza del capo del regime, il generale Aung Min Hlaing, alla sua seconda visita in meno di due mesi in Russia.

Secondo quanto comunicato da Rosatom, “il documento prevede l'ampliamento del quadro giuridico bilaterale, la possibilità di portare avanti un piccolo progetto di reattori modulari in Myanmar, nonché la formazione del personale e il miglioramento relativo all'accettazione pubblica dell'energia nucleare in Myanmar". Ieri la stampa del regime birmano ha sottolineato che la cooperazione con la società nucleare russa si concentrerà sull’uso pacifico dell’atomica per attività di ricerca e lo sviluppo socioeconomico, soprattutto in alcuni settori industriali come la produzione di farmaci e di elettricità.

La cooperazione nucleare con la Russia - già principale fornitore d’armi del Myanmar - risale ad almeno la fine degli anni ‘90: nel 1999, quando al potere c’era il precedente regime dittatoriale guidato dal generale Than Shwe, erano cominciati i negoziati per la progettazione di un reattore nucleare, progrediti con un accordo nel 2002 e uno successivo nel 2007 per la costruzione di un centro di ricerca che comprendesse, tra le varie strutture, anche un reattore funzionante con uranio arricchito al 20%. Negli stessi anni la Corea del Nord era sospettata di collaborare con i militari birmani per lo sviluppo di un programma nucleare: nel 2008 Shwe Mann, uno degli uomini più potenti dell’esercito birmano, si era recato a Pyongyang per una visita alle strutture militari e missilistiche coreane.

Tuttavia la produzione di energia nucleare in Myanmar non si era ancora mai concretizzata: durante il decennio democratico del Paese, Aung San Suu Kyi - ex leader della Lega nazionale per la democrazia, deposta con il colpo di Stato dell’esercito del 2021 - aveva siglato alcuni accordi con l’Aiea per la non proliferazione del nucleare, tra cui, nel 2016, il trattato sulla messa al bando totale degli esperimenti nucleari.

Intanto continua a imperversare la guerra civile: le forze anti-golpe (composte dalle Forze di difesa del popolo e le milizie etniche del Paese) hanno affermato di aver riconquistato il 70% dello Stato occidentale del Chin. Da settimane il precedente governo civile in esilio, il Governo di unità nazionale, sostiene che la resistenza abbia riconquistato territori chiave del Paese. Tuttavia la fine del conflitto sembra ancora lontana: il Myanmar è stato escluso dagli incontri dell’Associazione delle nazioni del sud-est asiatico (Asean) per aver fallito di aderire al piano di pace proposto dall’organizzazione e, colpito dalle sanzioni occidentali, si è avvicinato sempre di più alla Russia: ieri il generale Min Aung Hlaing ha dichiarato che non solo il Myanmar comprerà il petrolio russo, ma lo pagherà in rubli.

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