28/12/2005, 00.00
TURCHIA
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I "piccoli straordinari miracoli del Natale" ad Antiochia

Ci sono gesti, come la vedova musulmana che prepara i biscotti per i bambini poveri cristiani, che non cambieranno la storia, ma sicuramente lasceranno un segno nei cuori di coloro che li sapranno custodire e trasmettere.

Antiochia (AsiaNews) – I piccoli straordinari miracoli di un Natale ad Antiochia. Li racconta in una sua lettera Mavi Zambak, corrispondente di AsiaNews dalla Turchia. "Ogni anno – scrive - ci dicono che il Natale è il giorno in cui Dio ci racconta che non si vergogna della piccolezza dell'uomo e ama a tal punto ciò che è piccolo, insignificante, reietto, debole, disprezzato da farsi uomo nascendo in una stalla (in un ricovero per le bestie!).

Ogni anno ci dicono che se anche noi, come i pastori e i magi sapremo deporre ai piedi della mangiatoia ogni nostra vanità, presunzione, orgoglio e ostinazione, se anche noi come Maria sapremo dire: "Il Signore ha guardato la mia piccolezza: l'anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio Salvatore", allora anche per noi sarà Natale. Quello vero, che riempie il cuore di Pace e di Luce.

Ogni anno ci dicono che la gloria e l'onnipotenza di Dio sta proprio in questo: nel fare grande ciò che è piccolo, nel prediligere ciò che agli occhi degli uomini desta indifferenza, incomprensione o alterigia…

E in modo speciale quest'anno Papa Benedetto XVI ci ha detto che "Dio è così grande che può farsi piccolo. Dio è così potente che può farsi inerme e venirci incontro come bimbo indifeso, affinché noi possiamo amarlo. Dio è così buono da rinunciare al suo splendore divino e discendere nella stalla, affinché noi possiamo trovarlo e perché così la sua bontà tocchi anche noi, si comunichi a noi e continui ad operare per nostro tramite".

Natale, dunque, la festa della Piccolezza di Dio. Festa in cui si celebrano i piccoli straordinari miracoli nella quotidianità della vita.

Se è davvero così, sono certa, allora, che è stato Natale per Leyla, povera vedova musulmana, che gratuitamente ha preparato a mano con cura e affetto una "quantità industriale" di biscotti perché i dodici figli dei suoi vicini – ancor più poveri di lei - potessero festeggiare con gioia la nascita di Gesù.

Ed è stato Natale per i dieci bambini cristiani che dopo aver preparato per tutto l'Avvento un presepe di carta colorata hanno pregato raccolti intorno a Gesù Bambino, mentre i loro coetanei, come un giorno qualsiasi, all'insaputa di questo grande evento, giocavano a pallone nelle viuzze del quartiere.

E credo proprio che il gruppetto di giovani e anziani, bambini, uomini e donne, cristiani e musulmani, che, sfidata la pioggia e il freddo della notte, celebrando la Messa di Natale nella "grotta di san Pietro" radunati attorno al vescovo dell'Anatolia, mons. Padovese, hanno rivissuto l'attesa dei pastori e come loro hanno sperimentato il bisogno della bontà e della pace di Dio - magari anche senza averne un'idea precisa e preconfezionata. Nel loro animo aperto, la Luce dell'Amore li avrà invasi?

Ed è stato Natale anche per Betul, che ha condiviso un pollo allo spiedo, verdure e qualche banana con gli orfani Gemma e Yusuf, nella loro casa (poco più che una baracca), mentre nel più rinomato albergo della città si svolgeva la cena di gala natalizia con tutte le diverse autorità civili e religiose.

Anche per Candrika - cingalese cristiana abbandonata dal marito turco, senza più notizie dei suoi genitori e parenti dopo il terribile Tsunami dello scorso anno - è stato Natale, grazie alla generosità della sua vicina musulmana che le ha aperto la casa e le ha dato la possibilità di guardare per tutta la notte, tramite antenna satellitare, sul canale televisivo dello Srilanka i festeggiamenti natalizi nel suo Paese e nella sua lingua.

E ad Altinozu, paese sulle colline intorno ad Antiochia, l'intera comunità ortodossa, a gruppetti nelle singole case  ha "assistito" alla Messa di mezzanotte in arabo guardandola in televisione su un canale libanese cattolico. Ed il Natale è potuto entrare anche nelle loro famiglie.

E chissà quanti altri Natali – qui ad Antiochia, in questo angolo della Turchia, e in tutto il mondo - sono passati inosservati agli uomini ma non certo a Dio…

Piccoli gesti, forse miracoli che non cambieranno la storia, ma sicuramente lasceranno un segno nei cuori di coloro che li sapranno custodire e trasmettere.

Donaci Signore di saper scorgere i Tuoi Natali nella nostra vita (proprio nella sofferenza, nella fatica, nella tristezza o nella scialba ripetitività del nostro oggi) in modo che la Pace, la Speranza e la Bontà del Natale, non vengano mai meno in noi e attorno a noi".

 

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