12/05/2026, 12.03
INDIA
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Il caldo estremo in India spinge i lavoratori verso le polizze climatiche

Le ondate di calore sempre più frequenti riducono le entrate e fanno aumentare le spese di milioni di lavoratori informali. Per fronteggiare l’emergenza si stanno diffondendo le assicurazioni parametriche, che garantiscono risarcimenti automatici quando le temperature superano certe soglie prestabilite.

New Delhi (AsiaNews) - Da tempo ormai in India il caldo estremo non è più soltanto un’emergenza climatica, ma anche una crescente minaccia economica per milioni di lavoratori informali. Per chi vive di vendite lungo la strada, saltuari lavori giornalieri o attività agricole e di costruzioni all’aperto, le ondate di calore, come quelle che si stanno verificando in questi giorni, significano meno ore di lavoro, minori guadagni e un conseguente aumento delle spese, soprattutto per quanto riguarda l’elettricità e le cure mediche.

Per rispondere a questo fenomeno si stanno diffondendo nel Paese forme di “assicurazione parametrica”, un modello che prevede pagamenti automatici quando determinati indicatori climatici superano soglie prestabilite, senza bisogno di valutare singolarmente i danni subiti. Nel caso delle polizze contro il caldo, il risarcimento scatta quando le temperature restano sopra un certo livello per più giorni consecutivi.

Secondo il gruppo di ricerca Lancet Countdown, nel 2024 l’India ha perso circa 247 miliardi di ore lavorative a causa del caldo estremo, con danni economici stimati in quasi 194 miliardi di dollari. I settori più colpiti sono stati l’agricoltura e l’edilizia, ma l’aumento delle temperature sta mettendo in difficoltà anche milioni di lavoratori impiegati nei settori informali in città.

Negli ultimi anni le estati indiane sono diventate sempre più torride. Il Dipartimento meteorologico indiano (IMD) ha definito il 2024 l’anno più caldo dal 1901, con una temperatura media annuale superiore di 0,65 gradi rispetto alla media storica. Anche la frequenza delle ondate di calore è aumentata: tra il 1981 e il 2000 vaste aree dell’India registravano in media da 2,5 a 5,5 giorni di caldo estremo all’anno; tra il 2001 e il 2020 il dato è salito a 3,5-8,5 giorni, coinvolgendo porzioni molto più ampie del Paese.

Secondo i criteri dell’IMD, un’ondata di calore viene dichiarata quando la temperatura massima raggiunge almeno 45 gradi Celsius oppure supera di 4,5-6,4 gradi la media stagionale per almeno due giorni consecutivi.

Dal 2024 la Mahila Housing Trust (MHT), organizzazione con sede ad Ahmedabad impegnata nello sviluppo delle comunità di donne, ha avviato insieme a compagnie assicurative e organizzazioni climatiche un programma di assicurazione parametrica per le lavoratrici informali.

La polizza copre i mesi più caldi, da aprile a luglio. Quando le temperature superano la soglia stabilita – inizialmente fissata a 43,72 gradi per due giorni consecutivi – le beneficiarie ricevono automaticamente un pagamento. Nel 2024 i risarcimenti sono arrivati fino a 750 rupie; quest’anno la soglia è stata abbassata a 42,74 gradi e gli indennizzi potranno variare da 850 a 2mila rupie, a seconda dell’intensità del caldo. Il pagamento resta comunque unico e viene versato alla fine della stagione estiva, a settembre.

Il programma era partito con 26mila donne nello Stato del Gujarat. Nel 2026 copre già oltre 30.800 lavoratrici ed è in espansione verso Delhi, la regione della capitale nazionale e alcune aree del Maharashtra. Le partecipanti pagano un premio fortemente sovvenzionato: circa 90 rupie per quattro mesi di copertura, contro un costo reale vicino alle 400 rupie.

Per molte famiglie si tratta di cifre modeste, ma che sono comunque d’aiuto. In India il reddito medio mensile di una famiglia rurale si aggira attorno alle 10mila rupie, mentre numerose lavoratrici informali guadagnano appena 3-4mila rupie al mese. Durante le ondate di calore, inoltre, le entrate possono diminuire di oltre 2mila rupie in una sola stagione estiva.

Gli organizzatori del progetto sottolineano che il caldo ha un doppio effetto economico perché da un lato riduce la capacità di lavorare e generare reddito, dall’altro aumenta le spese domestiche e sanitarie. Molte lavoratrici raccontano di essere costrette a limitare le ore di attività all’aperto, mentre altre rinunciano completamente ad alcune giornate di lavoro per evitare colpi di calore, disidratazione o malori.

L’assicurazione parametrica è più rapida e trasparente rispetto alle polizze tradizionali perché non richiede perizie individuali, però al momento esistono ancora dei limiti importanti. Uno riguarda per esempio il cosiddetto “basis risk”. Può accadere infatti che le condizioni reali percepite dai lavoratori siano insostenibili anche se la temperatura ufficiale non supera la soglia prevista dalla polizza, impedendo così qualsiasi risarcimento.

Anche l’entità degli indennizzi resta limitata e spesso insufficiente a compensare per intero le perdite economiche subite, ma il governo indiano sta già valutando di sostenere questi schemi assicurativi come integrazione dei tradizionali sistemi di protezione sociale. Il sistema è già applicato anche in altri contesti. Nello Stato nord-orientale del Nagaland, per esempio, dal 2024 il governo ha assicurato l’intera popolazione contro le perdite economiche causate da piogge estreme attraverso valutazioni parametriche.

Nel frattempo altre organizzazioni stanno sperimentando forme di assistenza ancora più rapide. A maggio la Good Business Lab (GBL), laboratorio indipendente che studia il benessere dei lavoratori, ha avviato nella regione di Delhi uno studio sui rider e i lavoratori delle consegne. Invece di attendere i risarcimenti dopo l’ondata di calore, alcuni lavoratori ricevono pagamenti preventivi di 250 o 500 rupie ogni volta che il servizio meteorologico prevede condizioni estreme.

L’obiettivo è capire se un sostegno economico immediato possa spingere i lavoratori a fermarsi nei giorni più pericolosi, evitando di mettere a rischio la salute per necessità economiche. Secondo le interviste raccolte da GBL, il 44% dei lavoratori afferma che il caldo estremo riduce i guadagni quotidiani, mentre quasi la metà sostiene di non poter sostenere le spese familiari se costretta a interrompere il lavoro anche solo per due giorni.

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