Il dibattito sull'intelligenza artificiale in Tagikistan
Anche Dushanbe si sta attrezzando per promuovere caèpillarmente l'uso dei sistemi di AI. E per mostrarne i benefici il ministro dell'Industria cita le risposte fornite sull'Avesta, la raccolta dei testi sacri degli zoroastriani scritto in una lingua conosciuta oggi solo da pochi studiopsi al mondo.
AsiaNews (Dushanbe) - Il ministro dell’industria e delle nuove tecnologie del Tagikistan, Šerali Kabir, ha invitato in una conferenza stampa a non avere timore dell’intelligenza artificiale, definendola “un cavallo vivace che si deve domare e montare in sella”, per utilizzarlo attivamente allo scopo di migliorare la qualità della vita. Egli sottolinea che “l’IA non è il futuro, ma è già il presente e dipende solo da noi, da come siamo capaci di sfruttarlo”. La tecnologia è già stata inserita pienamente nei lavori del ministero, e lo stesso Kabir ha controllato personalmente che tutti i collaboratori fossero in grado di usarla.
Visti i buoni risultati, il ministero ha proposto all’agenzia per i servizi statali di applicare i moduli IA in tutte le istituzioni statali del Tagikistan, ciò che sta portando a “un evidente miglioramento nella produzione dei documenti”. Il ministro ha anche raccontato come l’IA gli ha letto in un solo minuto tutto il libro Avesta, la raccolta dei testi sacri degli zoroastriani, antico monumento della letteratura iraniana del XIII secolo scritto in una lingua unica, definita appunto avestiana che costituisce l’esempio classico della difficoltà di comprensione, soprattutto per i tagichi di discendenza persiana. “In Tagikistan c’è soltanto uno studioso in grado di parlare in avestiano, ce ne sono tre a San Pietroburgo e qualcuno in Francia… vedete come la tecnologia cambia il mondo in meglio?”, osserva Kabir.
Rispondendo alle questioni poste dai giornalisti sulle possibili conseguenze negative dell’uso sistematico dell’intelligenza artificiale, Šerali Kabir ha insistito che non ci sono minacce reali: “dicono che l’IA può uscire dal controllo dell’uomo e diventare un pericolo, ma non è così, essa dipende totalmente dalla corrente elettrica e dai server che rimangono in mano all’uomo”. Il Tagikistan si sta impegnando attivamente per la preparazione di una nuova generazione di specialisti nell’economia digitale, sperando con i nuovi approcci di recuperare velocemente sugli endemici ritardi della società kirghisa. In tutte le scuole si stanno inserendo i programmi che fin dalle prime classi delle elementari aiutano a familiarizzare con le basi della statistica e dell’IA. Un passo importante è stata la creazione del primo data-center Daryo, al servizio dello sviluppo commerciale e delle start-up patriottiche.
L’importanza dell’IA è stata sottolineata anche dal presidente della Commissione superiore per le attestazioni del Tagikistan, Sajfiddin Davlatzoda, che ha comunicato come in tutto il 2025 non c’è stato neanche un caso di plagio in oltre 600 ricerche scientifiche per l’ottenimento dei gradi accademici, in cui è stata applicata l’intelligenza artificiale. Egli ha quindi invitato tutto il mondo accademico tagico a “imparare la cultura di utilizzo di queste nuove tecnologie”. In questo modo si è potuto approvare 78 dottorati in materie scientifiche, 406 candidati alla licenza e 84 dottorati in filosofia, nominando 34 nuovi professori. 46 testi presentati sono stati invece preventivamente rifiutati, in quanto superavano il 15% di errata formazione dei dati, e non sono stati pubblicati in nessuna rivista scientifica.
D’altra parte, molti testi scientifici hanno abusato dell’IA, il cui sfruttamento è cresciuto di sei volte rispetto al 2024, ma esistono anche programmi che permettono di determinare quali parti di una dissertazione sono state composte dall’IA e quali invece sono certamente opera dell’autore. Davlatzoda osserva che “è indispensabile usare l’IA come aiutante, ma non è il caso di chiederle di fare il lavoro al proprio posto, non è in grado di realizzare questo compito, è pur sempre un robot”. Il grande contributo che l’IA può offrire è quello di “non rimanere indietro rispetto allo spazio informativo mondiale”, elaborando i dati a sua disposizione che vanno quindi analizzati e verificati da chi intende proporsi come specialista e autore.
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