01/06/2022, 12.51
MYANMAR-CINA
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Il filo-Pechino Esercito Wa chiede negoziati di pace tra generali e opposizione

L’Uwsa è la più potente milizia etnica presente in Myanmar: uno Stato nello Stato come Hezbollah in Libano. I guerriglieri Wa non si sono uniti agli altri gruppi armati che combattono la giunta golpista. Sono spesso usati dalla Cina come strumenti di pressione per trattare con i militari birmani.

Yangon (AsiaNews) – L’Esercito dello Stato unito Wa (Uwsa) ha chiesto ieri ai generali golpisti di aprire trattative con l’opposizione armata al golpe militare del febbraio 2021. L’invito al dialogo della potente milizia etnica filo-Pechino è arrivato al termine di discussioni con il governo del generale Min Aung Hlaing, tenutesi nella capitale Naypyidaw. L’appello è rivolto anche a tutti i gruppi armati etnici e alle Forze popolari di difesa anti-golpe che combattano contro il Tatmadaw, l’esercito birmano.

L’Uwsa è un vero e proprio Stato nello Stato, sul modello del partito sciita Hezbollah in Libano. Controlla una enclave territoriale al confine settentrionale con la Cina e un’altra lungo quello con la Thailandia. Tra le circa 20 formazioni militari etniche che combattano per l’autonomia dei propri territori alle frontiere del Myanmar, quella Wa è la più temuta dai militari governativi. Può vantare 25mila effettivi, che recluta uno per ogni famiglia nelle aree sotto il suo controllo, ed è armato con equipaggiamento cinese e con sistemi di produzione propria.

Gli Wa hanno un ruolo chiave nel commercio della droga e nello sfruttamento delle risorse naturali del Myanmar. Diversi osservatori li considerano un ingranaggio fondamentale per la fornitura alla Cina delle terre rare, minerali pregiati usati nello sviluppo dei sistemi elettronici più avanzati.

L’Esercito Wa non si è unito ad altre milizie etniche nel fronteggiare la giunta golpista. Dopo che la leader democratica Aung San Suu Kyi è stata estromessa dal potere, alcune di queste hanno offerto aiuto e armi alle Forze popolari di difesa. A differenza dell’Uwsa, dopo il golpe, un altro gruppo armato di etnia cinese ha lanciato attacchi contro il Tatmadaw. L’esercito Kokang rivendica di aver ucciso in dicembre 100 soldati birmani che assediavano la loro base a Mongko, nello Stato frontaliero Shan.

La scelta “neutrale” dell’Uwsa è suggerita con ogni probabilità dalla Cina, che vuole preservare i suoi interessi economici in Myanmar e spesso ricorre agli Wa come strumento di pressione nei confronti dei militari di Naypyidaw. Pechino rimane uno dei pochi partner della giunta militare, al punto che le autorità cinesi non hanno mai etichettato come colpo di Stato la presa di potere dei generali birmani.

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