17/06/2026, 09.17
RUSSIA
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Il nuovo Samizdat dei russi all’estero

di Vladimir Rozanskij

Sulla Novaja Gazeta lo studioso di slavistica Jakov Klotz racconta il fiorire di pubblicazioni di autori dissidenti russi nel tempo della repressione a Mosca: “Non traduciamo libri per intrattenere i lettori occidentali con racconti sugli orrori di Putin, ma per salvare la cultura russa".

Milano (AsiaNews) - Il dissenso in Unione Sovietica si esprimeva soprattutto attraverso l’auto-editoria clandestina, il Samizdat, copiando a mano o a macchina quante copie possibili dei libri proibiti. Il fenomeno ebbe in realtà origine all’estero, quando nel 1958 venne pubblicato il Dottor Živago di Boris Pasternak dalla Feltrinelli di Milano, una denuncia della guerra civile successiva alla rivoluzione bolscevica, definito Tam-Izdat, “edito laggiù” invece che Sam-Izdat, “edito da soli”. Novaja Gazeta ha quindi intervistato Jakov Klotz, studioso di slavistica e professore all'Hunter College di New York, ideatore del progetto letterario e benefico Tamizdat, che spiega come “non traduciamo libri per intrattenere i lettori occidentali con racconti sugli orrori della prigione di Putin”, ma per salvare la cultura russa a livello internazionale.

Nel 2021 Klotz aveva completato uno studio accademico su larga scala sulla storia del Tamizdat sovietico, considerando i testi dissidenti delle passate ondate di emigrazione come monumenti storici dell'era dei confini chiusi. Poi l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia nel 2022 ha trasformato la storia d’archivio nella vita di tutti i giorni: la censura totale e l’autocensura sono tornate nella Federazione Russa, e la letteratura libera russa si è ritrovata di nuovo in esilio. Klotz ha quindi trasformato il suo progetto di ricerca in un sistema per pubblicare libri contemporanei, e sostenere ricercatori e studenti. Secondo lui si sta registrando “l'antropologia del nuovo esodo dalla Russia”.

Il “Progetto Tamizdat” è accessibile dal sito web e sui social network, con uno sviluppo incredibilmente rapido iniziato nel 2022 che ha costruito un intero ecosistema: un archivio elettronico, una casa editrice, eventi pubblici, beneficenza. Inizialmente si trattava di un progetto esclusivamente scientifico, ma la guerra “ha provocato un misto di shock, rabbia, confusione ed energia, che richiedeva una sorta di sfogo immediato”, racconta Klotz. Nella nostra collezione si conservava un duplicato della prima edizione del Requiem di Anna Akhmatova, pubblicato a Monaco di Baviera nel 1963. Si è pensato di venderlo e utilizzare il ricavato per aiutare gli studenti ucraini che, proprio in quelle settimane, avevano già cominciato a venire a New York; l'Hunter College è stato uno dei primi ad accettarli, creando in sole due settimane un programma speciale, principalmente per studenti provenienti dall'Ucraina, ma anche dalla Russia e dalla Bielorussia. Con quest'asta sono iniziate le attività di beneficenza, e in quattro anni l’iniziativa è cresciuta in diverse direzioni, chiamandola “ecosistema” o anche “micelio”, l’intreccio dei vari generi di funghi.

La campagna del 2025, con una seconda asta, è diventata completamente internazionale: il giorno conclusivo, il 18 maggio, si sono tenuti simultaneamente eventi in presenza in otto città del mondo, Tbilisi, Parigi, Praga, Berlino, Londra, Vilnius e New York. Oltre 100 scrittori e poeti hanno firmato i loro libri appositamente per l'asta, e otto autori si sono riuniti a Berlino, città che è ormai diventata un importante centro per la nuova ondata migratoria pubblicando resoconti sui social media. Nel 2023 erano stati raccolti circa 48mila dollari, e dopo aver dedotto le spese organizzative minime, sono state distribuite 20 borse di studio da duemila dollari ciascuna: 18 beneficiari provenivano dall'Ucraina, due o tre dalla Russia. Nel 2025 sono state assegnate 16 borse di studio da duemila dollari ciascuna.

È stata anche aperta una casa editrice, iniziando con il racconto di Andrej Sinjavskij del 1957 Pkhents, un breve testo di sole 15 pagine unico non solo per la sua epoca, ma anche per l’oggi, finora mai pubblicato come libro, che narra di condizioni carcerarie e di emigrazione per motivi politici. Quindi due librerie per bambini di New York, White Rabbit e Apartment, si sono messe a disposizione per diffondere anche libri per adulti, con eventi pubblici sulla letteratura russa del “nuovo Tamizdat”.

Klotz conclude che “se guardiamo al presente, vediamo che il vero Tamizdat è vivo e vegeto, insieme al nuovo Samizdat tecnologico”. Molti autori, per diverse ragioni, rimangono in Russia, scrivendo lì e sottopongono i loro testi per la pubblicazione a editori stranieri indipendenti, spesso sotto pseudonimo o in forma anonima. Ora queste forme autonome di espressione hanno ancora più bisogno di sostegno, nella confusione della politica internazionale e della crisi della cultura a tutti i livelli.

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