08/07/2008, 00.00
VIETNAM
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Il più giovane vescovo guida i giovani vietnamiti alla Gmg di Sydney

di Nguyen Hung
Solo 200 vietnamiti su 900 hanno ricevuto il visto per l’Australia. Agli altri è stato rifiutato per timore di fughe. Alla Gmg i vietnamiti potranno testimoniare una fede vissuta fra molte difficoltà, anche quelle della povertà, della miseria e dell’analfabetismo.

Lang Son (AsiaNews) – Alla guida dei giovani vietnamiti che sono riusciti ad andare a Sydney, vi è il più giovane vescovo vietnamita, proveniente da una delle diocesi più povere del Vietnam.

Mons. Giuseppe Dang Duc Ngan, originario di Hanoi, è nato nel 1957 ed è vescovo di Lang Son dal 3 dicembre 2007. Parlando ad AsiaNews prima della sua partenza per la Giornata mondiale della gioventù, ha detto che “l’incontro di Sydney è una grande occasione per i giovani vietnamiti di approfondire la fede cristiana in un modo più costante ed organizzato. Grazie a questo evento i giovani possono compiere un pellegrinaggio di fede, incontrarsi e sperimentare l’amore di Dio”. Il vescovo ha anche espresso il suo dispiacere perché su 900 giovani vietnamiti che hanno chiesto il visto per l’Australia, lo hanno ricevuto solo in 200. Gli altri son stati rifiutati nel timore che essi rimangano nel Paese.

Il vescovo e i giovani del Vietnam potranno offrire agli altri invitati alla Gmg la loro esperienza: vivere la fede in situazioni difficili e nella povertà.

La diocesi di Lang Son, ad esempio, con 6200 cattolici su una popolazione di oltre 1 milione di persone, è fra le più povere del Vietnam. Essa si stende vicino al confine con la Cina, in una zona colpita dalla guerra (del Vietnam e di quella fra Vietnam e Cina). A causa di ciò molte chiese sono state distrutte.

La maggior parte della popolazione appartiene a gruppi tribali (montagnards). Il loro livello di vita è bassissimo; molte famiglie vivono al di sotto della soglia della povertà e vivono dei frutti della foresta o praticano un’agricoltura di sussistenza.

Il lavoro pastorale e quello sociale per lo sviluppo vanno di pari passo. Una suora racconta ad AsiaNews: “Le comunità che visitiamo sono molto povere e lontane dal centro della diocesi. A causa della povertà, molte famiglie non mandano i figli a scuola: i genitori hanno bisogno di loro per guadagnare da vivere. Inoltre, le scuole sono molto lontane dai villaggi”.

Grazie ad alcuni progetti lanciati dalla diocesi,vi sono raduni di catechesi, ma anche progetti di sviluppo per vincere la povertà e l’analfabetismo. Le parrocchie però mancano di personale, di insegnanti, medici e volontari. Il governo, sempre sospettoso verso i montagnards, non facilita né l’impegno sociale, né quello religioso.

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