Il vertice di Astana e la leadership ecologica del Kirghizistan
Nella capitale del Kazakistan è in corso un vertice regionale sulle politiche ambientali e la riunione dei Paesi che aderiscono al Fondo internazionale per la salvaguardia del Lago d'Aral. Con il governo di Biškek che mira a saldare il problema dello scioglimento dei ghiacciai del Kirghizistan ai delicati equilibri ambientali dell'intera Asia Centrale.
Astana (AsiaNews) - Il Kirghizistan è un Paese con un complesso naturale molto raro e variegato e con ricche risorse idriche, che occupa un posto speciale proprio nel cuore dell’Asia centrale. Questa disposizione geografica assegna ai kirghisi una responsabilità particolare per la custodia del fragile equilibrio ecologico di tutta la regione, come si è osservato al Summit ecologico regionale Res 2026 di Astana in questi giorni.
Negli ultimi anni il governo di Biškek ha aumentato coerentemente e in modo sempre più efficace la sua attenzione alle questioni ecologiche, dimostrando la volontà di diventare il leader della cura dell’ambiente in Asia centrale. Sullo sfondo delle sfide globali legate ai cambiamenti climatici, e alla necessità di preservare la biodiversità, il Kirghizistan esprime la chiara volontà di attenersi ai principi dello sviluppo sostenibile, riflettendola nelle iniziative legislative, nei programmi di rimboscamento e di passaggio ad una economia green, nell’ambito della cooperazione a livello internazionale.
Le autorità stanno prestando particolare attenzione all'agenda montana e al problema dello scioglimento dei ghiacciai in Kirghizistan, che costituiscono una parte significativa delle risorse di acqua dolce dell'Asia centrale. Il riscaldamento globale sta accelerando il loro scioglimento, il che da un lato aumenta temporaneamente la portata dei fiumi, e dall'altro minaccia l'approvvigionamento idrico a lungo termine per l'agricoltura, la produzione di energia e l'acqua potabile non solo nel Kirghizistan stesso, ma anche nei Paesi più a valle.
La diminuzione della copertura glaciale porterà inevitabilmente a carenze idriche durante l'estate, esacerbando la situazione già tesa della gestione delle risorse idriche nella regione.
Pertanto, il Kirghizistan sta sviluppando attualmente un nuovo quadro di cooperazione regionale, che combina tre aree chiave: l'agenda montana, la cooperazione economica e la diplomazia idrica e ambientale. L'elemento centrale sarà il prossimo secondo vertice globale sulla montagna Biškek+25 nel 2027. Queste misure sono anche collegate alle iniziative del vertice regionale sull'ambiente del 2026, e all'attivazione del ruolo del Fondo internazionale per la salvaguardia del Lago d'Aral.
È importante ricordare il progressivo abbassamento del livello del Lago d'Aral, che come lo scioglimento dei ghiacciai del Kirghizistan è un problema che si estende ben oltre la regione dell'Asia centrale. Questi fenomeni, sebbene geograficamente distinti, sono strettamente interconnessi e hanno conseguenze a cascata che incidono sulla sicurezza ambientale ed economica globale. Gli esperti ambientali hanno ripetutamente richiamato l'attenzione sulle conseguenze di questo disastro ambientale: esse si fanno sentire non solo negli Stati limitrofi, ma anche ben oltre i loro confini, manifestandosi in cambiamenti climatici, desertificazione, salinizzazione del suolo e un aumento delle malattie respiratorie, dovute alle tempeste di sabbia che sollevano i sali tossici dal fondale marino prosciugato.
Dal 22 al 24 aprile ad Astana, capitale del Kazakistan, è quindi in corso il vertice regionale sull'ambiente sotto l'egida delle Nazioni Unite, e una riunione del Consiglio dei capi di Stato, fondatori del Fondo internazionale per la salvaguardia del Lago d'Aral. Queste piattaforme di dialogo potrebbero diventare un'importante vetrina per il Kirghizistan, per esprimere le proprie ambizioni e intenzioni sulla scena internazionale. La partecipazione a tali forum non solo consente lo scambio di buone pratiche e tecnologie, ma attrae anche investimenti in progetti ambientali e rafforza le partnership regionali per affrontare sfide comuni come lo scioglimento dei ghiacciai, il degrado del suolo, la desertificazione e la gestione delle risorse idriche.
La sinergia dei tre formati crea dunque un nuovo modello, con il vertice delle montagne che definisce l'ideologia e l'agenda, il quadro di cooperazione economica regionale del 2026 che fornisce i meccanismi economici e il Fondo internazionale per il salvataggio del Lago d'Aral (Ifas) che consolida il coordinamento regionale. In definitiva, i capi di Stato dell'Asia centrale intendono applicare i meccanismi più efficaci per andare oltre le sole dichiarazioni di intenzioni, e progredire verso una politica sistemica sulle questioni di cooperazione regionale e di sviluppo condiviso.
11/01/2024 08:57
20/01/2010
22/04/2024 08:46





