06/09/2008, 00.00
INDIA
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India, suore di Madre Teresa assalite da radicali indù e arrestate dalla polizia

di Nirmala Carvalho
I fondamentalisti hanno attaccato le religiose accusandole di “sequestro e conversione forzata” di quattro bambini di età compresa fra uno e due anni. Pur presentando documenti di identità in regola, i minori sono stati strappati alle suore e ricoverati in un ospedale governativo. Dura condanna della Chiesa indiana.

New Delhi (AsiaNews) – Le Missionarie della Carità di nuovo nel mirino dei fondamentalisti: ieri 5 settembre - anniversario della morte di Madre Teresa di Calcutta - quattro suore di Madre Teresa sono state aggredite da una ventina di attivisti del Bajrang Dal alla stazione ferroviaria di Durgh nel Chhattisgarh, Stato dell’India centrale. I radicali indù le hanno costrette con la forza a scendere dal treno, per poi consegnarle agli agenti di polizia mentre inneggiavano slogan anti-cristiani.

I fondamentalisti indù accusano le suore – Sr. Mamta, madre Superiora, Sr. Ignacio, Sr. Josephina e Sr Laborius – di “sequestro e conversione forzata” di quattro bambini, di età compresa fra uno e due anni, che le religiose stavano portando dalla loro casa di Raipur al centro Charity Shishu Bhava, a Bhopal. Gli attivisti hanno inseguito le donne fino alla caserma della polizia “insultandole e inneggiando slogan contro i cristiani”.

Le suore hanno presentato agli agenti tutti i documenti sull’identità dei bambini e il permesso di viaggio, ai quali si sono aggiunte altre documentazioni portate in un secondo momento dalle religiose della casa di Bilaspur. A dispetto dei certificati presentati, per i minori è stato disposto l’alloggio temporaneo presso l’ospedale governativo di Durg, in attesa che tutti i documenti e i certificati di identità avanzati dalle suore siano verificati dall’autorità giudiziaria.

“La folla minacciava di picchiarci, ma non avevo affatto paura”, racconta Sr. Mamta ad AsiaNews, la cui unica preoccupazione resta la “sorte dei bambini”, che necessitano di cure e assistenza “ma soprattutto del nostro amore. Amiamo quei bambini più della nostra stessa vita; la loro sorte è l’unica cosa che ci sta a cuore”.

La religiosa dice di aver “pregato Madre Teresa” (ieri era l'anniversario della sua morte e memoria liturgica) affidandole la “salute dei bambini” e sottolinea che questo nuovo episodio di “persecuzione” è parte integrante del compito missionario “di testimoniare Cristo” che è stato loro affidato dalla fondatrice dell’ordine. Pur non avendo chiuso occhio per la notte trascorsa nella stazione della polizia, la mattina successiva – oggi 6 settembre – ha preso parte alla messa “ringraziando Dio e la nostra amata Madre Teresa”.

Dura la presa di posizione della Chiesa cattolica indiana che, attraverso il presidente della Conferenza episcopale, denuncia il clima di ostilità e terrore verso i cristiani. “Sono scioccato – afferma il card Osvaldo Gracias – per le continue e infondate accuse di conversioni forzate lanciate contro le Missionarie della Carità”. Il prelato sottolinea di aver conosciuto “di persona Madre Teresa e di essersi fatto conquistare dal suo modo di vivere la missione”; per questo ribadisce “con certezza” che le accuse sono infondate e che “nessun bambino è mai stato convertito dalle suore, nemmeno nelle aree più remote del Paese”.

Condannando questo nuovo attacco contro i cristiani, il card Gracias punta il dito contro quanti “continuano ad avvelenare il clima” e favoriscono lo scontro interconfessionale: “C’è un clima di intolleranza [contro i cristiani] che continua a montare – conclude il presidente dei vescovi indiani – e avrà pesanti ripercussioni nel lungo periodo sulla società civile”.

Questo nuovo episodio di violenza contro le suore conferma il crescente clima di ostilità verso i cristiani, nel mirino dei fondamentalisti indù che cercano in tutti i modi di eliminarne la missione e le opere caritative nel Paese. I Tribali, i Dalit – gli intoccabili – e i moltissimi bambini orfani trovano nel cristianesimo e nelle attività dei religiosi una via per migliorare la propria condizione e dare dignità alla propria esistenza. Attaccando i cristiani, i fondamentalisti indù colpiscono innanzitutto l’India e la sua gente, ancorandola a un passato feudale e arretrato basato sulla gerarchia determinata dalla casta di appartenenza e la schiavitù.

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