27/01/2026, 12.15
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India-UE, l'accordo commerciale che ridisegna gli equilibri con Cina e Stati Uniti

Dopo anni di negoziati, annunciata la conclusione di un ampio accordo commerciale che riduce i dazi, facilita il commercio e gli investimenti e rafforza la cooperazione strategica anche in ambito di sicurezza e difesa. L’intesa segue l'aumento delle tensioni con Washington ma anche la competizione con la Cina. Per Delhi l'operazione rafforza l'idea di un'India al centro degli equilibri economici e geopolitici tra Occidente e il Sud globale.

New Delhi (AsiaNews/Agenzie) – L’India e l’Unione europea hanno annunciato la conclusione dei negoziati per un ampio accordo commerciale, in risposta alle tensioni commerciali innescate dai dazi imposti dall’amministrazione statunitense di Donald Trump.

Secondo una dichiarazione della Commissione europea, l’UE e l’India scambiano ogni anno beni e servizi per oltre 180 miliardi di euro. L’intesa dovrebbe consentire di raddoppiare le esportazioni europee di beni verso l’India entro il 2032, grazie all’eliminazione o alla riduzione dei dazi sul 96,6% del valore delle spedizioni europee.

In un videomessaggio condiviso su X dal ministro indiano del Commercio e dell’Industria Piyush Goyal, il primo ministro Narendra Modi ha affermato che l’accordo apre “opportunità molto grandi” per entrambe le parti e coinvolge un’area che rappresenta il 25% del prodotto interno lordo globale e un terzo del commercio internazionale. “Insieme al commercio, questo accordo rafforza il nostro impegno condiviso verso la democrazia e lo Stato di diritto”, ha dichiarato.

Parlando in hindi, Modi si è poi rivolto ai settori produttivi indiani: “Mi congratulo con tutti coloro che sono legati a settori come il tessile, le gemme e i gioielli e la pelle e le calzature, perché questo patto sarà molto utile per tutti voi. Questo accordo commerciale non solo rafforzerà la manifattura in India, ma amplierà ulteriormente anche i settori legati ai servizi”.

Anche la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha salutato l’intesa come un momento storico. In un post su X ha scritto: “Oggi Europa e India stanno facendo la storia. Abbiamo firmato la madre di tutti gli accordi”. Von der Leyen ha inoltre sottolineato che questo accordo “è solo l’inizio” e che le due parti “faranno crescere la relazione strategica rendendola ancora più forte”.

Sul piano concreto, l’accordo prevede una significativa riduzione delle tariffe indiane su alcuni prodotti europei. I dazi sui vini europei, attualmente al 150%, saranno ridotti al 75% e successivamente fino al 20%, mentre quelli sull’olio d’oliva scenderanno dal 45% allo 0% nell’arco di cinque anni.

L’accordo rappresenta un’opportunità importante anche per le case automobilistiche europee e prevede una drastica riduzione dei dazi sulle auto importate dall’UE, che scendono fino al 10% , aprendo per la prima volta in modo significativo il vasto mercato indiano a gruppi come Volkswagen e Renault. Il mercato indiano è stato dominato da produttori locali e asiatici, in particolare Suzuki e Hyundai, che offrono modelli economici e compatti molto apprezzati dai consumatori, mentre le case europee per ora mantengono una quota inferiore al 3% del mercato. L’India è il terzo mercato automobilistico mondiale dopo Stati Uniti e Cina e le vendite potrebbero superare i 6 milioni di veicoli all’anno entro il 2030. 

L’accordo mantiene tuttavia alcune tutele per settori considerati sensibili da New Delhi, in particolare in ambito agricolo e per alcune categorie di veicoli di piccola cilindrata, che resteranno escluse o soggette a salvaguardie specifiche. L’intesa non si limita alla riduzione dei dazi, ma include anche misure non tariffarie volte a facilitare il commercio e gli investimenti, come la semplificazione delle procedure doganali, una maggiore prevedibilità normativa, regole comuni su appalti e servizi e strumenti per incentivare gli investimenti bilaterali. Parallelamente, India e Ue hanno firmato anche una Partnership per la sicurezza e la difesa. Un documento informativo dell’UE precisa che si tratta di un partenariato per “la sicurezza marittima, l’industria della difesa, le minacce cibernetiche e ibride, lo spazio e il contrasto al terrorismo”.

L’annuncio dell’accordo è arrivato durante la visita a New Delhi di von der Leyen e del presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, in occasione di un vertice con Modi, e fa seguito alle critiche mosse dall’amministrazione Trump all’Unione europea per aver portato avanti l’intesa con l’India.

Ad agosto, Trump aveva imposto dazi fino al 50% sui prodotti indiani, aggiungendo un’ulteriore tariffa del 25% per gli acquisti di petrolio russo da parte di New Delhi. “Abbiamo messo dazi del 25% sull’India per l’acquisto di petrolio russo. Sapete cosa è successo la scorsa settimana? Gli europei hanno firmato un accordo commerciale con l’India”, ha dichiarato il segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent in un’intervista ad ABC News.

Secondo alcuni commentatori, tuttavia, l’accordo tra India e UE era sul tavolo da molto prima che gli Stati Uniti cominciassero a imporre dazi ai propri alleati, in particolare dal primo mandato del premier Modi, iniziato nel 2014. Nel 2019 l’India era uscita dal Regional Comprehensive Economic Partnership, (RCEP) che includeva diversi Paesi asiatici, perché temeva che l’accordo avrebbe favorito soprattutto le economie dell’Asia orientale, in particolare la Cina, aggravando il deficit commerciale di New Delhi e mettendo sotto pressione settori sensibili come la manifattura e l’agricoltura. 

Il governo indiano riteneva insufficienti le clausole di salvaguardia contro un aumento delle importazioni a basso costo e troppo limitati i benefici nei servizi e nella mobilità dei lavoratori qualificati, ambiti che invece sono centrali per l’economia indiana. Da quel momento l’India ha puntato su accordi più mirati con partner occidentali ritenuti economicamente complementari, tra cui, appunto Gran Bretagna e Unione europea.

Negli ultimi anni si sono create le condizioni ideali per siglare l’accordo: oltre a un riavvicinamento di Delhi a Pechino, India ed Europa puntano entrambe a diversificare le proprie relazioni internazionali, senza però rinunciare ai legami economici e di sicurezza con Washington. Per l’India, questa è l’intesa commerciale più rilevante mai negoziata con dei Paesi stranieri e in patria rafforza la convinzione che la liberalizzazione degli scambi sia una leva centrale per l’obiettivo di Paese sviluppato entro il 2047. Ma rafforza anche l'idea, più volte ribadita dal premier Modi, che l'India sia un ponte tra Occidente e Sud globale, al centro degli equilibri economici e geopolitici globali.

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