12/03/2009, 00.00
TURCHIA
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Iniziato il cammino per la convocazione del grande sinodo panortodosso

di NAT da Polis
Partite le lettere di invito ai due incontri preparatori che si svolgeranno a giugno e a dicembre. Dieci i temi di discussione. E’ dal 1901 che il Patriarcato ecumenico tenta di riunire in un sinodo le Chiese ortodosse.
Istanbul (AsiaNews) - Con l’invio delle lettere di invito a tutti i capi delle Chiese ortodosse per i due incontri preparatori al Grande sinodo panortodosso, fissati per giugno e dicembre di quest’anno, Bartolomeo ha messo in moto le decisioni  prese nel recente incontro panortodosso di ottobre, svoltosi a Costantinopoli, al quale ha partecipato, ultimo atto della sua vita. il defunto Patriarca di Mosca, Alessio.
 
Bartolomeo ha così voluto accelerare i tempi per la convocazione del grande sinodo, che ha lo scopo di dare una risposta a tutte le problematiche accumulate nel corso dei secoli e che  continuano ancora a travagliare le relazioni tra le Chiese ortodosse, con non poche ripercussione anche sul  dialogo tra ortodossi e cattolici. Lo scisma del 1054, con tutte le sue gravi conseguenze per la Chiesa universale, privò infatti anche la Chiesa ortodossa della necessaria propulsione e capacità di essere sempre presente nel corso della storia.
 
Nel  recente passato, una  prima  iniziativa  per la convocazione di un sinodo panortodosso fu presa dal patriarca Ioakim III nel 1901. Egli voleva smussare le tensioni tra le Chiese autocefale ortodosse, nella convinzione che solo una Chiesa ortodossa impegnata al suo interno in un continuo e costruttivo dialogo poteva affrontare le sfide del mondo contemporaneo ed agire con una sola voce e con un solo cuore. Quell’iniziativa non ebbe successo, anche perché le Chiese ortodosse, uscite da poco dal dominio ottomano, cercavano di trovare la loro identità in un esasperata identificazione con la nazione, mentre il suo clero era  privo del grande respiro del messaggio cristiano.
 
Dopo varie traversie, nel 1961 fu convocata la conferenza panortodossa di Rodi, fortemente voluta dal patriarca Athenagora, allo scopo di preparare il sinodo ortodosso. Anche il seguito di questa conferenza è stato pieno di ostacoli, perché, come osserva il teologo Giorgos Tetsetis, le Chiese locali non avevano ben chiaro che cosa volevano dal sinodo.
 
Ora, nelle lettere inviate per i due incontri preparatori che si svolgeranno il primo a giugno a Cipro, e  il secondo a dicembre, in luogo da definire, verranno affrontate: 1. La diaspora ortodossa,  ovvero verrà definita la giurisdizione sul gregge ortodosso al di fuori delle frontiere degli Stati nazionali . Secondo i canoni vigenti, prima dell’estendersi del fenomeno migratorio i fedeli che sono fuori dalle frontiere di origine appartengono al Patriarcato ecumenico. 2. Il modo di riconoscere lo status di Chiesa autocefala. 3. Il modo di riconoscere lo status dell’autonomia di una Chiesa. 4, Dipticha, cioè le regole del reciproco riconoscimento canonico tra le Chiese ortodosse. 5. Stabilire un comune calendario delle festività . Per esempio alcune chiese festeggiano il Natale il 25 dicembre, altre 10 giorni più tardi. 6. Impedimenti e canonicità del sacramento del matrimonio. 7. La questione del digiuno nel mondo contemporaneo. 8. I rapporti con le altre confessioni cristiane. 9. Il movimento ecumenico. 10. Il contributo degli ortodossi per affermare l’ideale cristiano della pace, della fratellanza e della libertà.
 
Le prime quattro questioni sono già state causa di attrito nel 1993 e 1999 con il patriarcato di Mosca, a causa della partecipazione ai lavori della Chiesa autonoma estone, che Mosca non riconosce.
 
“E’ tempo – ci dice padre Tetsetis teologo del Patriarcato ecumenico - che finalmente la nostra Chiesa prenda atto che nel suo insieme sta male. La Chiesa ha bisogno di un dialogo aperto e sincero. Perché soltanto allora, avendo come bussola la sua ricca tradizione, potrà uscire dal  proprio vicolo cieco ed affrontare in comune i suoi problemi esistenziali, che si presentano sempre più acuti e complicati. Solo allora si potrà capire l’importanza dell’iniziativa del Patriarca Ecumenico”. Secondo il giornalista Aris Viketos, è positivo il riscontro che la lettera di Bartolomeo sta avendo nel mondo ortodosso.
 
 
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