01/04/2022, 10.07
TURCHIA
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Istanbul, a Santa Sofia torna la preghiera islamica del Ramadan

Ali Erbas, capo del Diyanet, annuncia il ritorno “per la prima volta in 88 anni”. Prevista la presenza dei fedeli, dopo le restrizioni degli ultimi due anni per la pandemia di Covid-19. Il rito del tarawih si svolgerà tutti i venerdì, sabato e ogni domenica del mese sacro di digiuno e preghiera che inizia domani. 

Istanbul (AsiaNews) - Dopo quasi un secolo, nell'ex basilica cristiana - poi museo - di Santa (Hagia) Sofia, riconvertita in moschea dal presidente turco Recep Tayyip Erdogan, torna la preghiera islamica per il Ramadan. Il tarawih, che ogni musulmano devoto recita ogni notte nel mese sacro di digiuno e preghiera, verrà celebrata all’interno dell’edificio, come ha confermato ieri la massima carica religiosa del Paese. 

Il potente Ali Erbas, capo del Diyanet, già alla guida della prima preghiera islamica dell’Eid nel luogo di culto conteso, ha affermato che “grazie a Dio per la prima volta in 88 anni, la moschea […] accoglierà i fedeli per le preghiere del tarawih in questo Ramadan”. Egli ha aggiunto che “inshallah [A Dio piacendo], testimonierò questo bellissimo momento  guidando io stesso la prima preghiera”. In una nota il Diyanet spiega che il rito si svolgerà tutti i venerdì, sabati e ogni domenica del mese sacro di digiuno e preghiera “a cominciare da questa settimana”.

La conversione in moschee delle antiche basiliche cristiane - poi musei a inizio ‘900 sotto Ataturk - di Santa Sofia e Chora rientra nella politica nazionalista e islamica impressa dal presidente Recep Tayyip Erdogan per nascondere la crisi economica e mantenere il potere. A seguito del decreto che ne ha sancito la trasformazione, le autorità musulmane hanno coperto con una tenda bianca le immagini di Gesù, affreschi e icone che testimoniano la radice cristiana. La trasformazione dei due edifici - patrimoni Unesco dell’umanità - è avvenuta nel 2020 nella prima fase della pandemia, all’interno di una controversia politico-religiosa che ha varcato i confini nazionali. 

Tuttavia, proprio le misure restrittive imposte per contenere il Covid-19 e i limiti all’accesso dei luoghi di culto avevano impedito una partecipazione massiccia alla preghiera durante il mese sacro per i musulmani. La prima preghiera del Ramadan, che inizia domani con la prima luna nuova, è in programma questa sera in tutte le moschee del Paese, compresa “la Grande Moschea di Santa Sofia” come recita la nota dell’istituzione religiosa. I riti prevedono anche la lettura di ampi stralci del Corano e la recita dei Rak’a, l’unità costitutiva della preghiera nell’islam.

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