26/09/2014, 00.00
INDONESIA
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Jakarta, il Parlamento uscente cancella l’elezione diretta di governatori e sindaci

di Mathias Hariyadi
Colpo di mano dell’Assemblea, a pochi giorni dallo scioglimento delle Camere. Dopo 10 ore di discussioni, 226 deputati votano a favore della legge proposta dal ministero degli Interni. Ora gli amministratori saranno scelti dai parlamenti locali (e dai partiti). Per il neo presidente Widodo è un “grande passo indietro” per la democrazia nel Paese.

Jakarta (AsiaNews) - Il Parlamento indonesiano uscente, a pochi giorni dalla conclusione della legislatura, ha approvato una norma che cancella le elezioni dirette dei governatori e dei sindaci alle elezioni amministrative. Al termine di un dibattito in aula durato oltre 10 ore, 226 deputati hanno votate a favore della modifica dell'attuale sistema, che prevede l'elezione "diretta" degli amministratori da parte dei cittadini. Fondamentale per il passaggio della legge, la decisione dei membri del Partito democratico (del presidente Susilo Bambang Yudhoyono) di uscire dall'aula e non partecipare al voto. Pur essendo, in linea teorica, contro la riforma, la mossa del Pd ha di fatto concesso il via libera all'approvazione. In futuro, dunque, il potere di scelta sarà affidato ai parlamenti locali e ai partiti che li controllano. 

Il colpo di mano dell'Assemblea ha fatto infuriare attivisti e società civile, che già da tempo protestavano contro un disegno di legge controverso e oggetto di critiche. Secondo i critici si tratta di un duro colpo per il processo di democratizzazione avviato dopo la caduta del dittatore Suharto nel 1988, a conclusione di un trentennio di regime autoritario. 

Analisti ed esperti di politica locale sottolineano che, con il via libera alla legge, i deputati hanno voluto infierire un duro colpo al neo presidente-eletto Joko "Jokowi" Widodo, che a breve entrerà in carica. Egli, infatti, da outsider della politica ha raggiunto la massima carica dello Stato attraverso una trafila nell'amministrazione, ricoprendo il ruolo di sindaco prima e di governatore (di Jakarta), mediante elezione diretta e consenso popolare. 

Interpellato sulla vicenda, lo stesso capo di Stato in pectore ha definito il voto un "grande passo indietro" per la democrazia nel Paese. Egli ha aggiunto che gli amministratori eletti dal popolo hanno "un obbligo morale" verso i propri elettori, perché "da loro sono stati scelti".

Il sistema finora utilizzato è stato introdotto nel 2005, proprio per permettere a nuove figure della politica e dell'amministrazione di emergere, anche senza un sostegno delle élite. 

Il disegno di legge approvato oggi è opera del ministero degli Interni e consente - per i promotori - di minimizzare il rischio di una compravendita del voto, a fronte di un compenso in denaro o di altri benefici materiali. Al contempo, di ridurre al minimo il budget finanziario del governo. Essa prevede l'elezione popolare dei parlamentari regionali, distrettuali e provinciali; saranno poi le assemblee di ciascun livello a scegliere i capi distretto, i sindaci e i governatori in via "indiretta", escludendo i cittadini dal voto.

La società civile indonesiana ha reagito con sdegno e indignazione alla proposta, puntando il dito contro la classe politica "colpevole di ordire trame e manovre oscure", a poche settimane dall'insediamento ufficiale del nuovo presidente Joko Widodo "Jokowi", il 28 ottobre. Da sottolineare che la proposta di riforma elettorale è avanzata e sostenuta con forza dalla coalizione "Rosso e Bianco", il cui candidato Prabowo Subianto è risultato sconfitto nella corsa alle presidenziali del luglio scorso.

Al momento del voto, all'esterno dell'aula attivisti e semplici cittadini hanno incendiato gomme e scandito slogan di protesta contro la nuova legge. Fra gli utenti di Twitter in Indonesia in queste ore è balzato in vetta alla classifica l'hashtag "Riposa in pace, democrazia".

 

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