26/05/2022, 08.50
ASIA TODAY
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Kashmir, ergastolo per il leader separatista Yasin Malik

Le notizie di oggi: aumentano i casi di Covid a Pechino, cacciato il responsabile sanitario; una serie di esplosioni ha colpito l’Afghanistan, almeno 16 vittime; dai familiari di Aung San Suu Kyi una denuncia all’Onu contro la detenzione imposta dalla giunta golpista; in Kazakhstan continua il “baby-boom” legato alla quarantena. 

INDIA
Un tribunale indiano ha condannato all’ergastolo Yasin Malik, uno dei leader di primo piano del separatismo in Kashmir. I giudici lo hanno riconosciuto colpevole di aver partecipato e aver sostenuto “attività terroriste” e di coinvolgimento in “cospirazione di matrice criminale”. Egli ha replicato alla lettura del verdetto ricordando di aver abbandonato la lotta armata già negli anni ‘90. 

TURCHIA
L’esercito turco ha “neutralizzato” otto elementi oltre-confine in Siria e Iraq, considerati “terroristi”. La prima operazione nel Kurdistan con l’uso dell’artiglieria e ha portato alla morte di tre elementi del Pkk. La seconda in territorio siriano, cinque le vittime. Erdogan ha annunciato una vasta operazione in Siria, che Damasco considera “crimine di guerra e contro l’umanità”. 

CINA
Pechino ha cacciato il responsabile sanitario della capitale, dove si registra un aumento di casi di Covid-19 a dispetto della politica di tolleranza zero e restrizioni imposte da qualche tempo. La variante Omicron ha causato centinaia di contagi, milioni di persone devono lavorare da casa e i trasporti sono in gran parte sospesi. Migliaia sono stati trasferiti a forza nei centri per la quarantena. 

AFGHANISTAN
Una serie di esplosioni hanno scosso ieri l’Afghanistan, causando almeno 16 vittime. Attaccata la moschea di Hazrat Zakaria a Kabul dove sono morte cinque persone, diversi i feriti. Nel nord a Mazar-e-Sharif colpiti tre minivan da una cellula locale dello Stato islamico (SI, ex Isis); le vittime erano tutte appartenenti alla minoranza sciita. Ancora ignota la matrice dell’attentato nella capitale. 

MYANMAR
I familiari di Aung San Suu Kyi sono pronti a presentare una denuncia alle Nazioni Unite contro la detenzione imposta dalla giunta golpista in Myanmar. La 76enne icona democratica birmana è sotto custodia dei militari e rischia fino a 150 anni di prigione. I suoi legali parlano di “sequestro per mano della magistratura” e annunciano ricorso al Gruppo di lavoro Onu sulla detenzione arbitraria. 

RUSSIA
La flotta russa nel mar Caspio ha organizzato un ammutinamento per evitare di essere inviata in Ucraina. Le navi di stanza nell’area cominciano a mancare di pezzi di ricambio, che vengono sostituiti con pezzi di provenienza cinese. Ciò provoca i rifiuti dei marinai, ancor più delle critiche all’operazione militare contro Kiev.

KAZAKHSTAN
Continua in Kazakhstan il “baby-boom della quarantena”, con una forte crescita delle nascite nei due anni di pandemia: 427mila nel 2020 e 447mila nel 2021, rispettivamente con un +4,6% e +11% rispetto al 2019. Nei primi tre mesi del 2022 hanno visto la luce quasi 100 mila bambini kazachi.

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