Kelantan: transgender arrestata per cambio di sesso. 'È contro la sharia'
Per la prima volta la legge islamica viene usata in questo Stato della Malaysia per avviare un’azione penale. Il “reato” è punibile con una multa di centinaia di euro e carcere fino a due anni. Per la legge islamica il sesso è quello della nascita. Il caso analogo della transgender Nur Sajat, fuggita in Australia nel 2021.
Kuala Lumpur (AsiaNews) - Le autorità dello Stato del Kelantan, in Malaysia, hanno incriminato una donna transgender ai sensi della legge islamica per aver “presumibilmente cambiato sesso”, avviando quello che - secondo quanto denunciano attivisti e gruppi pro diritti umani - è il primo procedimento penale del genere in Malaysia. Il portale di informazione Malaysiakini riferisce che l’imputata è stata arrestata a inizio anno, dietro mandato del Dipartimento degli Affari religiosi del Kelantan. Il fermo è avvenuto durante un’operazione mirata e diretta a bloccare un evento che coinvolgeva un gruppo di persone transgender. A seguire l’incriminazione al tribunale della sharia di Kota Bharu.
L’accusa è stata formulata ai sensi della sezione 18 del Codice penale della Sharia (I) del Kelantan del 2019, che criminalizza il cambiamento di sesso o l’assistenza ad altre persone che intendono farlo. Il reato è punibile con una multa non superiore a 3.000 RM (circa 650 euro), la reclusione fino a due anni o entrambe le pene.
“Questo è il primo caso del genere di cui siamo a conoscenza” ha dichiarato Thilaga Sulathireh, cofondatrice di Justice for Sisters. L’attivista prosegue aggiungendo che Kelantan è attualmente l’unico Stato con una disposizione che “criminalizza esplicitamente la chirurgia per il cambiamento del sesso”, mentre la protagonista della vicenda non ha voluto - almeno sinora - rilasciare dichiarazioni mantenendo il riserbo.
Interpellato sulla vicenda, il consigliere esecutivo dello Stato di Kelantan per gli affari islamici Asri Mat Daud ha dichiarato che il suo ufficio non è in grado di rivelare i dettagli del caso. “Non dispongo - avverte - di informazioni complete e ci sono questioni che non possono essere divulgate apertamente. In questa vicenda, devo tutelare - ha concluso - tutte le parti coinvolte”.
Nel 1983 il Consiglio Nazionale della Fatwa della Malaysia ha emesso una sentenza religiosa che vieta la chirurgia per il cambiamento di sesso ai musulmani. Il decreto stabilisce che il sesso legale di una persona rimane quello assegnato alla nascita, indipendentemente dal fatto che sia stata eseguita o meno un’operazione di “ri-assegnazione sessuale”. Il caso Kelantan si inserisce in una storia di azioni legali, operazioni di contrasto e scrutinio pubblico che coinvolgono le persone LGBT in Malaysia, soprattutto nel caso di leggi improntate alla sharia e applicabili ai musulmani.
L’episodio più celebre riguarda un caso di fustigazione del 2018 (Terengganu), quando due donne sono state frustate in pubblico dopo essere state condannate da un tribunale della sharia per aver tentato di avere rapporti omosessuali. La pena ha attirato l’attenzione internazionale e le critiche dei gruppi per i diritti umani. Altre casi comprendono raid a sfondo confessionale ripetuti nel corso degli anni, con le autorità religiose di diversi Stati che hanno condotto as00000000000000000000000salti in occasione di eventi privati o in luoghi sospettati di coinvolgere persone LGBT, spesso citando motivi morali o religiosi.
Vi sono poi arresti di donne transgender, in particolare di quante sono dedite alla prostituzione, le quali hanno denunciato frequenti fermi in base alle leggi islamiche che criminalizzano il “travestitismo” o il “fingersi donna” in pubblico. E ancora, censure e campagne pubbliche con le autorità che hanno talvolta ordinato la rimozione di contenuti relativi alla comunità LGBT dai media e dalle piattaforme online. Inoltre, alcuni governi statali hanno organizzato programmi volti alla “riabilitazione” o alla “correzione” delle persone LGBT. Infine vi sono accuse di umiliazione pubblica e sorveglianza con casi documentati da gruppi di difesa dei diritti umani in cui alcune persone sono state fotografate, filmate o nominate pubblicamente, sollevando preoccupazioni in merito alla privacy e al giusto processo.
Il caso di incriminazione del Kelantan ricorda anche una precedente azione di alto profilo contro la transgender Nur Sajat (nata Sajjad Kamaruz Zaman). Si trattava di un’imprenditrice transgender e influencer sui social media nata in Malaysia, che ha chiesto asilo in Australia nel 2021. Nur Sajat ha lasciato il Paese dopo aver affrontato molteplici accuse, molestie pubbliche e incriminazioni in base alla sharia per la sua identità di genere. Canberra le ha concesso asilo e da allora ha avviato un’attività in Australia, dove ha dichiarato di sentirsi al sicuro dalla persecuzione. Nel frattempo i gruppi pro diritti umani hanno ripetutamente chiesto garanzie legali più chiare e la fine di ciò che descrivono come “applicazione selettiva della legge e molestie”, mentre le autorità sostengono che le azioni intraprese sono in linea con le nome esistenti e i dettami della religione.
07/11/2018 14:01






