Kerala: polemiche per un canto cristiano in un tempio indù, comitato locale difende la convivenza
Nel distretto di Kottayam, l’esecuzione di un inno cristiano durante un festival ha suscitato polemiche da parte di gruppi vicini alla destra induista. Il comitato del tempio ha però difeso la scelta, sottolineando il carattere condiviso dell’evento e i rapporti di collaborazione tra comunità indù e cristiana nel villaggio.
Kottayam (AsiaNews) - Il comitato per la ristrutturazione del tempio di un tempio indù nello Stato indiano meridionale del Kerala è stato criticato per aver permesso l’esecuzione di canti devozionali cristiani durante un festival nel sito religioso. Il comitato ha però difeso la performance, sottolineando l’unità della comunità locale, e ha invitato a non compromettere l’armonia interreligiosa del villaggio.
L’episodio è avvenuto presso il tempio Sree Mahavishnu di Vembinkulangara, nel distretto di Kottayam, dove un gruppo di canti devozionali (bhajan) si è esibito davanti a circa 5mila persone interpretando anche un inno cristiano in lingua malayalam, chiamato “Ee Paradevanaho”, spesso cantato durante la Quaresima e il Venerdì Santo, che sviluppa il tema dei credenti come pellegrini sulla terra.
Prima dell’esecuzione, i membri del gruppo hanno ricordato il legame tra il tempio e una chiesa vicina. In particolare, hanno sottolineato che durante il festival Deshavilakku è tradizione accendere lampade anche presso la chiesa, la quale a sua volta ha messo a disposizione i propri spazi per il parcheggio dei veicoli durante la celebrazione indù.
Le reazioni critiche, però, non si sono fatte attendere. Gruppi di destra, tra cui l’Hindu Aikya Vedi, hanno espresso una forte opposizione. Il leader del gruppo, K.P. Sasikala, ha criticato l’iniziativa sostenendo che un tempio non è un’istituzione secolare e ha utilizzato una metafora: “Il chicken masala è buono, ma non bisogna aggiungerlo al payasam”, un riferimento a un dolce tipico del Kerala, parte di un universo culinario incompatibile, secondo i gruppi vicini alla destra indù.
Il comitato del tempio ha chiarito che l’evento è stato organizzato con la collaborazione di tutte le componenti della comunità locale e che i pass per assistere all’evento sono stati distribuiti alle famiglie di ogni religione. Il responsabile ha diffuso la posizione ufficiale attraverso la pagina Facebook del tempio, sottolineando la partecipazione condivisa e invitando a non minare la convivenza.
“Tutte le persone di questa località, indipendentemente dalla religione, si sono unite per organizzare questo evento - ha dichiarato -. Sia gli indù sia i cristiani hanno sostenuto e partecipato al programma in egual misura. Persone di tutte le religioni partecipano a ogni evento organizzato in questo tempio. Durante il Desavilakku, anche i cristiani accendono le lampade insieme a noi. Quando passa la processione del Thalappoli, ogni anno accendono lampade lungo la strada. Questa è la tradizione e l’unità di questo luogo”, ha continuato il comitato. “Dal nostro punto di vista, non abbiamo visto nulla di sbagliato nel cantare una canzone di questo tipo. Non lo consideriamo un’offesa grave. Le persone in questo villaggio vivono in grande armonia. Chiediamo solo che nessuno crei polemiche e distrugga l’unità esistente”.
Anche il gruppo di bhajan ha spiegato le proprie intenzioni, affermando che si trattava di un gesto di gratitudine e non di mancanza di rispetto: “Non abbiamo oltrepassato una linea. Semplicemente non ne abbiamo vista una. Questa è la nostra terra dove la bhakti (devozione) scorre oltre i nomi”.





