28/01/2026, 14.27
BANGLADESH - CINA
Invia ad un amico

L'accordo per la produzione di droni cinesi a Dhaka che allarma Delhi

Il Bangladesh ha firmato con la Cina un accordo per la realizzazione dei velivoli leggeri che prevede il trasferimento di tecnologia e lo sviluppo di infrastrutture militari. Anche se Dhaka insiste sull'uso civile, l’intesa viene letta in India come un rafforzamento della presenza militare di Pechino in un Paese confinante.

Dhaka (AsiaNews/Agenzie) – Il Bangladesh e la Cina hanno firmato un accordo per la produzione locale di droni, un’intesa che preoccupa l’India. Ieri, 27 gennaio, le Forze aeree del Bangladesh (BAF) e la China Electronics Technology Group Corporation International (CETC International), società statale cinese attiva nel settore dell’elettronica per la difesa, hanno firmato a Dhaka, presso il quartier generale dell’aeronautica, un accordo per la creazione di un impianto di produzione e assemblaggio di aeromobili a pilotaggio remoto (UAV), che include anche il trasferimento di tecnologia. Nel comunicato ufficiale, il ministero della Difesa di Dhaka ha confermato che l’accordo servirà per “produrre e assemblare UAV all’avanguardia”.

In base all’intesa, che verrà attuata per fasi, la BAF acquisirà la capacità di produrre e assemblare diverse categorie di droni, inclusi i MALE (Medium Altitude Low Endurance), droni militari o dual-use progettati per operare a media quota per periodi prolungati, e piattaforme VTOL (Vertical Take-off and Landing), droni capaci di decollare e atterrare verticalmente senza bisogno di piste tradizionali. Il costo del progetto è di 608,07 crore di taka, pari a circa 55 milioni di dollari, distribuiti su una spesa di quattro anni.

Dhaka non ha rivelato che modello verrà realizzato, ma secondo gli osservatori potrebbe trattarsi dell’XY-I, un drone MALE sviluppato da CETC e presentato all’Airshow China del 2022, spesso descritto come simile al Bayraktar TB2 di produzione turca.

Il governo del Bangladesh, guidato dal presidente  ad interim Muhammad Yunus, che mantiene anche la delega alla difesa, ha insistito sull’utilizzo civile che avranno i droni: secondo la comunicazione ufficiale, serviranno per l’assistenza umanitaria e la gestione delle emergenze climatiche, oltre che per missioni militari.

L’accordo, tuttavia, non prevede solo l’istituzione di una linea di produzione e di assemblaggio, ma anche lo sviluppo delle infrastrutture che ospiteranno la produzione, ovvero la base militare di Bogra, che si trova nel nord del Paese, in una posizione strategica non lontana dagli Stati nord-orientali dell’India. Da giugno dello scorso anno, a Bogra è già presente un’unità radar dell’aeronautica, installata per rafforzare le capacità difensive e di sorveglianza dell’area, che include il Golfo del Bengala, un ulteriore elemento che preoccupa Delhi.

CETC International è inoltre una società sanzionata dagli Stati Uniti e, secondo alcuni analisti, l’XY-I - in grado di svolgere ruoli di ricognizione, sorveglianza e pattugliamento ma potenzialmente anche ruoli d’attacco -, potrebbe giocare un ruolo strategico perché integrabile in architetture di droni interconnessi pronti a combattere una guerra elettronica, basata sul disturbo dei sistemi elettronici del nemico.

I rapporti tra Delhi e Dhaka, che condividono un confine di oltre 4mila chilometri, si sono raffreddati a partire dall’agosto 2024, quando l’ex prima ministra Sheikh Hasina è fuggita in India in seguito a proteste anti-governative guidate da giovani studenti universitari.

Il Bangladesh è tra i principali acquirenti di armi cinesi secondo i dati diffusi dal SIPRI, assorbendo, tra il 2019 e il 2023, circa l’11% delle esportazioni di armi della Cina. L’accordo rappresenta un cambiamento qualitativo nelle relazioni bilaterali, perché, come già avviene con il Pakistan, la produzione dei droni verrebbe delocalizzata all’interno del Bangladesh, aprendo, secondo alcuni analisti, anche alla possibilità di esportazioni verso Paesi terzi.

Inoltre, la BAF era in trattativa a ottobre per un accordo da circa 2,2 miliardi di dollari per l’acquisto di 20 caccia Chengdu J-10C, mentre più di recente ha mostrato (come diversi altri Paesi) interesse anche per gli JF-17 Thunder, i caccia multiruolo sviluppati dal Pakistan Aeronautical Complex e dalla cinese Chengdu Aircraft Corporation.

TAGs
Invia ad un amico
Visualizza per la stampa
CLOSE X
Vedi anche
Nuovi accordi negli Stati Uniti: l'India verso il sogno dell'hub tecnologico
23/06/2023 12:09
India, Cina e Usa insieme per preparare Copenhagen
22/10/2009
Ancora nessun accordo sui tessili fra Pechino e Unione Europea
05/09/2005
L’accordo sul nucleare iraniano fa precipitare il prezzo del petrolio
07/08/2015
I messaggi a Taipei nelle 'celebrazioni' dell'Anno del dragone di Pechino
12/02/2024 12:10


Iscriviti alle newsletter

Iscriviti alle newsletter di Asia News o modifica le tue preferenze

ISCRIVITI ORA
“L’Asia: ecco il nostro comune compito per il terzo millennio!” - Giovanni Paolo II, da “Alzatevi, andiamo”