La Cina, l'algoritmo per controllare le religioni e Magnifica Humanitas
Proprio mentre Leone XIV pone la questione della libertà nell'era della scienza dei dati, in Cina l'Amministrazione Nazionale degli Affari Religiosi pubblica un articolo su un nuovo Centro di calcolo dell'Università del Sud-est. Raccontando di avergli dato un compito: utilizzare l'intelligenza artificiale generativa per scovare (e bandire) ogni idea divergente rispetto a ciò che il Partito vuole che le religioni dicano.
Milano (AsiaNews) – L’intelligenza artificiale generativa è uno strumento che può migliorare “l’efficienza” della governance sulle attività religiose in Cina. Perché d’ora in poi non ci si limiterà più a bloccare solo alcune “parole sensibili” nei testi pubblicati on line, ma grazie a nuovi modelli elaborati appositamente per le piattaforme social diventerà molto più facile e capillare il blocco di qualsiasi contenuto che non sia in linea con la visione politica delle religioni del “socialismo della nuova era”. Mettendolo al riparo da ogni “influenza straniera”.
Proprio mentre nel mondo ci si confronta sui temi posti da papa Leone XIV con l’enciclica Magnifica Humanitas, in questi giorni in Cina l’account WeChat “Weiyan Zongjiao”, la voce ufficiale dell’Amministrazione Nazionale degli Affari Religiosi (SARA) ha rilanciato un articolo pubblicato sul nuovo numero della sua rivista “Religioni della Cina”. A firmarlo sono il professor Wang Qilong e la ricercatrice Sun Xiaoli, indicati come i responsabili di una nuova istituzione accademica, il Centro di calcolo intelligente sulle informazioni religiose di Asia, Africa ed Europa dell’Università del Sud-Est, la storica università di Nanjing, nella provincia del Jangsu. L’articolo è in sostanza una descrizione dell’attività di questo nuovo dipartimento che viene presentato come un centro all’avanguardia nel fornire all’amministrazione pubblica nuovi strumenti per la “governance” delle religioni in Cina.
Già questo fatto in sé appare emblematico: l’Università del Sud-est ha tra i suoi fiori all’occhiello una Scuola di lingue straniere dalla lunga storia, il suo sito stesso la cita come un “ponte tra culture” ricordando che proprio qui nel 1917 nacque il primo corso per insegnanti di inglese in Cina. Oggi nell’ambito di questa istituzione, dunque, è stato creato un Centro che utilizzando le più avanzate applicazioni dell’intelligenza artificiale alle scienze linguistiche deve servire a “filtrare” i contenuti religiosi in modo che diventi pressoché impossibile imbattersi in letture dell’esperienza religiosa che non siano in linea con la visione imposta da Xi Jinping a ogni comunità in Cina.
"Garantire contenuti conformi"
Non sono nostre conclusioni, ma quanto nell’articolo viene scritto espressamente. “La governance degli affari religiosi quale componente importante della governance statale – scrivono tracciando il quadro della situazione i due accademici - ha visto i propri scenari di gestione ampliarsi costantemente con lo sviluppo delle tecnologie internet, mentre le difficoltà di governo continuano ad aumentare. Problemi quali i rischi ideologici latenti nei contenuti religiosi generati dai grandi modelli linguistici nazionali, la crescente diversificazione delle forme di diffusione online di informazioni religiose illegali e l’insufficienza delle risorse di governance religiosa a livello di base sono diventati punti critici che ostacolano la modernizzazione della gestione degli affari religiosi”.
Ed è a questo livello che la nuova istituzione dell’Università del Sud-est mira a inserirsi: “Il Centro di calcolo considera la regolamentazione della generazione e della diffusione delle informazioni religiose e il rafforzamento delle capacità di prevenzione dei rischi come obiettivi centrali, sviluppando tecnologie mirate e studi normativi per promuovere l’assunzione di responsabilità da parte delle imprese internet e consolidare la prima linea di difesa della sicurezza delle informazioni religiose online”.
L’articolo entra anche nel dettaglio sulle modalità di lavoro che stanno adottando: si sta creando “una banca dati linguistica autorevole e di alta qualità nel settore religioso, fondata su una posizione politica e un orientamento ideologico unificati – spiegano Sun Xiaoli e Wang Qilong -. Attraverso una revisione sistematica delle principali questioni religiose con implicazioni politiche e di stabilità sociale, viene elaborato un sistema di domande e risposte di riferimento normato e chiaramente orientato, correggendo fin dall’origine concezioni errate della storia, dell’etnicità e della religione, nonché opinioni considerate espressione di infiltrazione straniera, garantendo che l’intelligenza artificiale produca contenuti conformi sulle questioni religiose”.
“La sinicizzazione delle religioni in Cina, il principio di indipendenza e autogestione delle religioni e il rapporto tra legge statale e norme religiose – aggiungono - vengono integrati nel sistema di addestramento, promuovendo l’utilizzo dei grandi modelli linguistici come canale permanente per l’interpretazione delle politiche e l’orientamento ideologico”. L’obiettivo è fin troppo chiaro: “L’integrazione di tali tecnologie nei meccanismi ordinari di sicurezza dei contenuti delle piattaforme - si legge ancora nell’articolo - consente il passaggio dal semplice filtraggio per parole chiave a una valutazione semantica completa e precisa, e da interventi emergenziali successivi alla diffusione a sistemi preventivi di allerta anticipata. In questo modo si rafforza la responsabilità delle piattaforme internet e si limita efficacemente la diffusione di attività missionarie illegali, informazioni religiose estremiste e contenuti considerati espressione di infiltrazione religiosa straniera, contribuendo alla continua purificazione dello spazio religioso online”.
Verso la fine dell’articolo si spiega anche che questo servirà “a compensare la carenza di personale e competenze professionali nelle strutture di base incaricate della gestione della rete, uniformando al contempo gli standard di trattamento delle informazioni dannose online”. Detto in altri termini: i “solerti funzionari” dell’Amministrazione Nazionale degli Affari Religiosi potranno arrivare davvero dappertutto e con lo stesso rigore ideologico, senza antipatiche “flessibilità” da provincia a provincia.
La prospettiva opposta di "Magnifica Humanitas"
Che le autorità cinesi utilizzino l’intelligenza artificiale come strumento di controllo sociale, non è certo una sorpresa. Ma ciò che colpisce in questo articolo è come tutto questo venga enunciato in modo programmatico. È un modo per dire: d’ora in poi nessun singolo messaggio religioso potrà più sfuggire al controllo della nostra rete in Cina.
La concomitanza nella pubblicazione con Magnifica Humanitas probabilmente è solo una coincidenza. Ma aiuta comunque a cogliere la distanza tra lo sguardo sull’intelligenza artificiale di papa Leone XIV e quello delle autorità di Pechino. Nell’enciclica il pontefice pone apertamente la questione della libertà di fronte agli strumenti della tecnologia e l’importanza di tenere il cuore aperto alle domande. Cita Platone per dire che “le cose più profonde e importanti si imparano solo dopo molto tempo e molta fatica, impegnandosi nella discussione con gli altri a ‘sfregare’ i concetti e le esperienze come se fossero pietre focaie, finché in noi non scocchi la scintilla della comprensione”. Invita anche a proteggere i giovani “da quella seduzione sottile che fa sembrare inutile il pensiero umano proprio quando è più necessario” (Magnifica Humanitas, 140). L’esatto opposto rispetto a questo controllore delle religioni che l’Amministrazione Nazionale degli Affari Religiosi in un’università del Jangsu sta programmando con l’intelligenza artificiale.
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