30/03/2012, 00.00
INDONESIA
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La diocesi di Padang sfida il governo che vuole bloccare la costruzione di una chiesa

di Mathias Hariyadi
I funzionari locali hanno bloccato l’accesso al cantiere e impongono il trasloco dell’edificio sacro, dedicato a S. Ignazio. La curia sottolinea che i permessi di costruzione sono in regola e rivendica il rispetto dei diritti legittimi. Segretario diocesano: la Chiesa “non venderà mai ad altri la proprietà”.

Jakarta (AsiaNews) - La diocesi di Padang difende con forza il legittimo diritto a edificare la chiesa di Sant'Ignazio a Pasir Pangarayan, nel distretto di Rokan Hulu, provincia di Riau, sull'isola di Sumatra. Nei giorni scorsi le autorità locali hanno deciso di revocare i permessi di costruzione e intimato alla comunità cattolica di trasferire il luogo di culto in un'area diversa. P. Kus Aliandu Pr, sacerdote a Padang, provincia di West Sumatra, sottolinea ad AsiaNews che la diocesi "non venderà mai la proprietà ad altri". Una presa di posizione che segue un incontro del Comitato di costruzione della chiesa e i funzionari governativi locali.

"Il capo del distretto - spiega p. Aliandu Pr - ci ha detto che non verranno tolti i blocchi che impediscono l'accesso al sito di costruzione della chiesa. Tuttavia, abbiamo risposto loro che non siamo affatto intenzionati a spostare la chiesa da un'altra parte". Il segretario della diocesi precisa inoltre che "forniremo una risposta ufficiale alla richiesta di trasloco delle autorità dopo le festività pasquali". Il prete aggiunge infine che il vescovo locale, mons. Martinus Situmorang, "non accetterà mai" una proposta di risistemazione. "Il luogo di costruzione e la sua proprietà - avrebbe detto il prelato al sacerdote - apparterranno anche in futuro alla Chiesa".

Il 21 marzo scorso decine di dipendenti pubblici hanno fatto irruzione nel cantiere situato nel villaggio di Sukamaju, sotto-distretto di Rambah. Le autorità hanno imposto il blocco dei lavori, fra lo sconcerto degli operai e dei fedeli che hanno mostrato - invano - i permessi in regola con le normative vigenti. L'area è recintata con filo spinato e la zona è posta sotto sequestro.

I fedeli denunciano la "palese violazione" della libertà religiosa e confermano la regolarità della documentazione raccolta per avviare i lavori. Le autorità locali rispondono che i terreni verranno destinati ad altra finalità, anche perché la comunità musulmana non è più disponibile ad accettare la presenza di un luogo di culto cristiano.

In Indonesia le costruzioni sono approvate con l'Izin Mendirikan Bangunan (Imb), permesso di edificare concesso dalle autorità locali che consente l'apertura di un cantiere. In caso di luoghi di culto cristiani, ai permessi va aggiunto il nulla osta scritto e firmato da almeno 60 residenti - musulmani - dell'area in cui sorgerà il luogo di culto cristiano.

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