11/06/2024, 08.47
KAZAKISTAN
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La rinascita della cultura uigura in Kazakistan

L’applicazione Digital Yurt creata ad Almay dall'imprendtore Said Maksimov sta riavvicinando i giovani di questa minoranza alla loro identità. La sfida dei 12 milioni di uiguri che vivono nello Xinjang e fanno i conti con la sinicizzazione imposta da Xi Jinping.

Almaty (AsiaNews) - Un imprenditore 36enne di Almaty, Said Maksimov, ha fondato l’applicazione Digital Yurt (la “Yurta” o Tenda Digitale) per riunire almeno a livello informatico su Instagram la comunità della minoranza uigura in Kazakistan, e in poco tempo l’iniziativa si è allargata ben oltre le sue previsioni. Si tratta di una start-up costruita nello spirito della Silicon Valley, che potrebbe davvero aprire nuovi orizzonti per la salvezza della cultura e delle tradizioni degli uiguri in Asia centrale.

Maksimov ha già una notevole esperienza nell’ambito delle relazioni con il pubblico e nel marketing, e già da due anni sta sviluppando questo progetto che ora si afferma sempre di più. Lo scopo dichiarato è proprio quello di custodire le tradizioni, di elevare i livelli di conoscenza della lingua uigura e di facilitare le relazioni tra gli appartenenti al gruppo etnico degli uiguri, gettandosi alle spalle la loro lunga storia di repressioni che continuano tuttora, soprattutto in Cina. Tutto è iniziato con il tipico gesto dei millennial, l’apertura di un account Instagram.

Egli stesso ha raccontato alla conferenza Unlock 2024, che si è tenuta a fine maggio a Praga: “Volevo iniziare con qualcosa di semplice, rivolgendomi soprattutto ai giovani attraverso le reti social, che di solito si usano solo per divertirsi, e non per la soluzione dei problemi”. Ha iniziato quindi a diffondere dei reels, i brevi video dinamici riconosciuti dall’algoritmo di Instagram, attirando ben presto centinaia di persone e riunendo oltre 50 autori stabili che caricano materiali sulla piattaforma, diffondendo sempre di più la loro presenza su internet.

Il formato on-line è poi debordato in una serie di incontri in presenza, manifestazioni per raccogliere fondi allo scopo di finanziare il business uiguro in Kazakistan, ed è stato perfino aperto un asilo Montessori ad Almaty per l’alfabetizzazione uigura dei bambini. Sono soltanto alcune tappe di una strategia sempre più elaborata, per adattare e modernizzare le pratiche già in uso, secondo gli scopi di Digital Yurt.

Maksimov spiega che “i giovani hanno sempre voluto conoscere la propria storia e inserirsi in essa, ma spesso non sono attirati dalle iniziative o dai luoghi dove domina la presenza delle generazioni più anziane”. Per questo si è deciso il passaggio alla tecnologia digitale, “un’esperienza molto interessante, ma anche complicata, perché è difficile prevedere tutte le difficoltà con cui si può imbattere la nostra comunità nella società attuale”. Ovviamente i problemi principali provengono dall’altra parte della frontiera, nello Xinjiang cinese dove vivono 12 milioni di uiguri sempre più perseguitati, da quando il leader Xi Jinping ha imposto per decreto nel 2017 che tutte le religioni devono essere “di orientamento cinese”, ciò che porta al totale sradicamento della cultura uigura.

Tutte le minoranze musulmane della regione, dove vivono anche kazachi, kirghisi e altri gruppi etnici, sono state fatte oggetto di forti repressioni, con oltre un milione di persone trattenute nei lager e nelle prigioni. La pratica religiosa viene impedita anche con la distruzione di moschee e cimiteri, e non hanno potuto nulla neppure le denunce e gli appelli del commissariato dell’Onu per i diritti umani. Molti membri della comunità uigura in Kazakistan ritengono che “sia meglio tacere e non esporsi”, rimproverando anche Maksimov per la sua “rischiosa iniziativa”, ma egli risponde che “non possiamo ignorare la realtà”.

Oltre allo Xinjiang, che i turcofoni chiamano il “Turkestan orientale”, proprio il Kazakistan è una delle principali “case” degli uiguri, dove ne vivono oltre 200 mila, ma la diaspora si allarga alla Turchia, all’Europa e all’America settentrionale. Maksimov denuncia l’effetto negativo dell’avvicinamento del governo kazaco alla Cina negli ultimi anni, e “dobbiamo fare in modo che non ci vedano come dei terroristi, come ci accusano da Pechino, vogliamo che il nostro popolo dia un esempio di convivenza pacifica anche a tutti gli altri”.

 

Foto tratta dal profilo Instagram Digital Yurt

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