18/08/2020, 14.20
PAKISTAN
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Lahore, dopo l’emergenza Covid-19 riapre la cattedrale del Sacro Cuore

di Shafique Khokhar

Alla cerimonia hanno presenziato i rappresentanti di tutte le maggiori fedi del Paese. Mons. Shaw: La pandemia ha unito i fedeli delle diverse religioni. Vescovo anglicano: Cancellare l’odio verso gli altri. Gli esponenti delle comunità sunnita, sciita e sikh invocano il rispetto per tutti i luoghi di culto.

Lahore (AsiaNews) – Mons. Sebastian Francis Shaw, arcivescovo di Lahore, ha riaperto il 16 agosto le porte della cattedrale del Sacro Cuore. Il luogo di preghiera, come tutte le altre chiese dell’arcidiocesi, era stato chiuso al pubblico per l’emergenza pandemia.

Alla cerimonia di riapertura hanno presenziato i rappresentanti di tutte le maggiori fedi del Paese, tra cui anche i membri del Comitato nazionale per il dialogo interreligioso. Nel suo discorso, mons. Shaw ha sottolineato che la comunità cattolica ha rispettato le indicazioni del governo per combattere la diffusione del coronavirus. Nel periodo del lockdown, le cerimonie eucaristiche si sono svolte in una piccola cappella dell’arcidiocesi, dove poche persone hanno pregato per il bene della nazione e di tutto il mondo.

L’arcivescovo ha ricordato che la crisi del Covid-19 ha unito i fedeli di tutte le religioni. Egli ha ringraziato Dio per aver salvato e protetto il popolo pakistano durante la pandemia, e ha concluso l’incontro cantando un inno dai Salmi del profeta Davide, riconosciuto e rispettato dalle altre fedi.

Il vescovo Irfan Jamil, della Chiesa anglicana, ha detto che Dio ha unito gli esponenti di tutte le religioni per difendere i poveri: “Ci è stato chiesto di lavarci le mani, ma dobbiamo lavare i nostri cuori e ringraziare il Signore per la sua protezione. Indossare la maschera e mantenere la distanza sociale sono state altre misure precauzionali, ma dobbiamo coprire il nostro volto e mantenere la distanza dal peccato, e dobbiamo cancellare l’odio verso gli altri e amare e proteggere il nostro Paese.”

Non sono mancati gli apprezzamenti dagli esponenti islamici. Il muftì Syed Ashiq Hussain ha evidenziato che il Sacro Corano prescrive di rispettare tutti i luoghi religiosi e di culto. Per Hussain, l’arcivescovo Shaw ha fatto un lavoro meraviglioso, rimarcando che i presenti alla cerimonia sono tutti ambasciatori di pace uniti dalla fede. Qasim Raza Naqwi, rappresentante sciita, ha voluto ringraziare invece tutti coloro che hanno contribuito a salvare vite umane in questo momento difficile. 

Infine, Bishan Singh, della comunità sikh,  ha ringraziato mons. Shaw per aver organizzato l’incontro. Anch’egli ha recitato una preghiera per l’unità e l’amore tra le diverse religioni del Pakistan.

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