23/09/2005, 00.00
CINA
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Le ferrovie cinesi si aprono agli investimenti privati, anche esteri

Pechino necessita di 2 mila miliardi di yuan necessari per completare i progetti. La rete attuale "arretrata di 20 anni" e insufficiente a coprire la domanda.

Pechino (AsiaNews/Agenzie) - La Cina ha bisogno di 2 mila miliardi di yuan (circa 247,2 miliardi di dollari americani) nei prossimi 15 anni per realizzare una più efficiente rete ferroviaria. Ma il governo non prevede simili stanziamenti e l'unica speranza sono gli investimenti di soggetti privati, sia nazionali che esteri. Lo ha detto Lu Dongfu, vice ministro per le ferrovie, parlando il 20 settembre al Forum su Investimento nel sistema ferroviario cinese e riforma finanziaria.

Il Programma di sviluppo di lungo periodo della rete ferroviaria prevede 100 mila chilometri di ferrovie entro il 2020 (adesso sono 73 mila), con separazione tra il trasporto di passeggeri e di merci. Sono in progetto altri 12 mila chilometri di linee passeggeri e 16 mila chilometri di nuovi percorsi, nonché la costruzione di 13 mila chilometri di seconde linee e l'elettrificazione di 16 mila chilometri delle linee esistenti.

Ma Hu Jinglin, direttore generale per lo Sviluppo delle costruzioni economiche presso il ministero delle Finanze, dichiara che "non sarà mai possibile realizzare questo con le modalità tradizionali di finanziamento". Le opere ferroviarie sono sempre state finanziate dal governo centrale, che secondo tutti gli analisti non può mettere a disposizione le somme necessarie.

Wang Qingyun, direttore generale del Dipartimento per il trasporto che fa capo alla Commissione per lo sviluppo e la riforma dello Stato, spiega che il sistema ferroviario cinese "è arretrato di almeno 20 anni rispetto all'economia nazionale". Per il trasporto di merci occorrono, ogni giorno, almeno 280 mila vagoni ma solo metà della richiesta può venire soddisfatta. Wang ritiene che il lento sviluppo delle ferrovie dipenda dalla scarsità di fondi, che può venire superata solo con l'investimento privato, anche estero. Ma occorre prima che il governo riformi il settore, separi l'intervento privato da quello pubblico e determini con chiarezza chi sia il proprietario delle linee ferroviarie. Occorre revisionare il sistema dei prezzi nel settore, come pure semplificare le procedure per il controllo pubblico sugli interventi dei privati.

Huang Min, economista capo del ministero delle Ferrovie, riferisce che già ci sono "colloqui" tra "le ditte straniere e le compagnie ferroviarie nazionali. Lo scorso luglio il ministro per le Ferrovie aveva parlato con favore di una collaborazione dei privati per la "costruzione e gestione" delle ferrovie.

La Cina ha anche il maggior numero di utenti di trasporti ferroviari urbani. Secondo un rapporto del Comitato per il trasporto ferroviario urbano dell'Associazione per il trasporto in Cina, oltre 30 della 40 principali città con più di 1 milioni di abitanti già hanno in costruzione o in progetto una rete per il trasporto ferroviario cittadino. Si prevede la costruzione di 55 linee nella maggiori città, con 1.500 chilometri totali di percorso e un investimento di 500 miliardi di yuan (61,7 miliardi di dollari Usa), che riguardano città come Pechino, Shanghai, Tianjin, Guagzhou, Dalian, Nanjing, Shenzen, Changchun nello Jilin e Wuhan nello Hebei. Queste 9 città già hanno una rete ferroviaria urbana complessiva di oltre 400 km, di cui 293 km sono sotterranei. Ma per il 2010 sono previsti oltre 1000 km di linee urbane, con un investimento superiore a 200 miliardi di yuan nei prossimi 5 anni. (PB)

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