28/05/2026, 10.47
CAMBOGIA
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Le 'mucche in prestito' che aiutano i villaggi poveri della Cambogia

di Terry Friel

Andrew “Cosi” Costello, popolare conduttore radiofonico e televisivo australiano, ha fondato “Cows for Cambodia”, progetto che presta mucche gravide alle famiglie rurali più vulnerabili. L’iniziativa, nata dopo un viaggio nel Paese segnato ancora oggi dalla povertà e dall’eredità dei Khmer rossi, punta a creare indipendenza economica.

Phnom Penh (AsiaNews) - Da allevatore di maiali, a celebrità televisiva e radiofonica, fino a diventare il fondatore di una delle più grandi organizzazioni di cooperazione agricola attive in Cambogia. Andrew “Cosi” Costello, 47 anni, oggi aiuta migliaia di famiglie a uscire dalla povertà attraverso un progetto semplice: prestare mucche gravide ai contadini più poveri.

Il progetto, chiamato “Cows for Cambodia”, opera soprattutto nelle aree rurali attorno a Siem Reap, nel nord-ovest del Paese, non lontano dal complesso templare di Angkor Wat. Le famiglie ricevono in prestito una mucca gravida, la accudiscono fino alla nascita del vitello e poi restituiscono l’animale all’organizzazione, mentre il piccolo rimane alla famiglia. Il vitello può poi essere allevato, venduto o utilizzato per il lavoro agricolo.

“Non avevo mai visto una povertà simile”, racconta Costello ad AsiaNews ricordando il suo primo viaggio in Cambogia nel 2011. “Non avevo mai avuto grandi difficoltà economiche nella mia vita. Fu uno shock enorme”. Tre mesi dopo quel primo viaggio tornò nel Paese con la moglie e il figlio maggiore. “Decidemmo di comprare una mucca e regalarla a una famiglia scelta casualmente. È così che è nato Cows for Cambodia”.

L’idea arrivò anche dopo un primo tentativo fallito di beneficenza diretta. Costello aveva comprato un tuk-tuk al proprio autista cambogiano, ma l’uomo lo rivendette subito. “Gli aiuti diretti non funzionano”, spiega oggi. “Non si tratta di creare dipendenza, ma indipendenza. Bisogna offrire alle persone la possibilità di spezzare il ciclo della povertà”.

In Cambogia possedere una mucca può trasformare radicalmente la vita di una famiglia rurale. Gli animali vengono utilizzati per trainare aratri e carri, producono fertilizzante naturale e rappresentano anche un importante bene economico da rivendere al mercato. In un Paese dove quasi l’80% della popolazione vive nelle campagne e il reddito medio annuo familiare oscilla tra i 1.500 e i 2mila dollari, una mucca dal valore compreso tra gli 800 e i 1.200 dollari equivale a una piccola fortuna.

Oltre alla distribuzione di bestiame, l’organizzazione fornisce anche tonnellate di riso e assistenza abitativa alle famiglie più vulnerabili. “Non si tratta di aiutare dieci o quindici persone”, sottolinea Costello. “Si tratta di aiutare migliaia di persone”.

La Cambogia continua infatti a fare affidamento su organizzazioni non governative e realtà caritative internazionali per garantire sostegno alla popolazione più povera. Le limitate risorse dello Stato non riescono a coprire i bisogni di un Paese ancora segnato dalle profonde ferite lasciate dal regime dei Khmer rossi. Tra il 1975 e il 1979 il movimento comunista guidato da Pol Pot provocò la morte di circa un quarto della popolazione cambogiana. “Cows for Cambodia” organizza anche viaggi che contribuiscono alla raccolta fondi, iniziano quasi sempre dal museo di Tuol Sleng, l’ex centro di detenzione e tortura dei Khmer rossi a Phnom Penh. “Non si può capire la Cambogia senza capire cosa abbia vissuto questo popolo”, spiega Costello. “È importante che chi visita il Paese comprenda perché i cambogiani abbiano ancora bisogno di aiuto”. 

Parte del successo dell’iniziativa dipende anche dalla popolarità di Costello in Australia meridionale, dove conduce programmi televisivi e radiofonici dedicati ai viaggi, una carriera che ha iniziato nel 2000. Tra i partecipanti ai tour c’è anche Olivia Thiele, 21 anni, che ha raccontato ad AsiaNews di voler conoscere “la cultura cambogiana” e visitare le comunità sostenute dall’organizzazione. “L’Australia è un Paese fortunato”, afferma. “Dovremmo fare di più per aiutare gli altri”.

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