04/06/2009, 00.00
COREA DEL SUD
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Lee Myung-bak deve scusarsi per il suicidio dell’ex-presidente Roh

di Theresa Kim Hwa-young
Più di 100 docenti dell’università di Seoul denunciano il mancato rispetto dei diritti umani, una crisi della democrazia nel Paese e attacchi alla libertà di stampa. Un sondaggio rivela che i cittadini chiedono scuse ufficiali del capo di Stato per la morte dell’ex-presidente. All’indomani dei funerali la polizia ha distrutto il memoriale di Roh e compiuto arresti fra la folla.
Seoul (AsiaNews) – Il suicidio dell’ex-presidente Roh Moo-hyun, avvenuto il 23 maggio scorso, si è trasformato in un caso politico in Corea del Sud. Intellettuali, professori universitari e persone comuni chiedono scuse ufficiali da parte di Lee Myung-bak, attuale capo di Stato, il cui governo avrebbe sostenuto l’accusa di corruzione a carico di Roh per finalità politiche. L’intellighenzia sud-coreana denuncia anche una “regressione della democrazia” nel Paese, sottolineando un arretramento della “libertà e dell’indipendenza della stampa”.
 
Ieri un gruppo composto da 124 professori della Seoul National University ha diffuso un documento in cui si chiede al governo Lee di scusarsi per la “dubbia” indagine a carico di Roh, in seguito alla quale egli si sarebbe suicidato. I docenti parlano di “ritorsione politica” verso il precedente governo, attraverso una campagna montata ad arte sui media che “ha umiliato l’ex-presidente e tutta la sua famiglia”. Essi elencano inoltre una serie di eventi associati a quella che definiscono “una involuzione democratica” e denunciano pressioni esercitate sulla magistratura tali da “minarne l’indipendenza”.
 
I docenti firmatari del documento concludono affermando che “il problema non risiede in differenze politiche o ideologiche, ma sul mancato rispetto dei diritti umani di base e dei principi democratici”. Un appello analogo è stato lanciato da 60 professori della JungAng University; altri istituti del Paese si uniranno alla campagna nei prossimi giorni.
 
Roh e sua moglie erano sotto inchiesta da tempo per tangenti ricevute da Park Yeon-cha, amministratore delegato della Taekwang, una grande ditta di scarpe. La moglie di Roh, Kwon Yang-sook, doveva essere di nuovo interrogata il giorno del suicido; il pubblico ministero aveva già preparato il rinvio a giudizio con l’accusa di corruzione. Dopo la morte dell'ex presidente, tutte le accuse sono state cancellate.
 
Un sondaggio condotto dall’istituto di ricerca Hankyoreh and Research Plus all’indomani dei funerali di Roh Moo-hyun indica che “più della metà dei sud-coreani credono che il presidente Lee Myung-bak deve scusarsi per la morte di Roh”. Il 56% degli intervistati chiede scuse ufficiali, mentre è contrario il 37,5%. Il 51,6% crede inoltre che il Ministro della giustizia e il Procuratore generale debbano dare le dimissioni.
 
Del resto il capo della pubblica accusa Lim Chae-Jin aveva rimesso il mandato nelle mani del presidente Lee, il quale ieri ha respinto le dimissioni rinnovandogli la fiducia. Sempre secondo i dati emersi dal sondaggio, il suicidio di Roh ha fatto registrare una virata di 180 gradi nell’opinione pubblica del Paese, che sembra voltare le spalle al presidente e al suo governo. A oggi il partito di opposizione Democrat Party ha il sostegno del 21,7% degli interpellati, con un margine del 3% sul conservatore Grand National Party (Gnp) che registra il 18,7% dei consensi.
 
Sempre il 30 maggio scorso la polizia sud-coreana, in assetto antisommossa, ha distrutto il memoriale dedicato all’ex presidente Roh – eretto spontaneamente dai cittadini – in cui veniva bruciato l’incenso e ha eseguito una serie di arresti indiscriminati fra la folla. “Senza alcun avvisaglia – racconta un testimone – la polizia ha distrutto il sacrario, anche il ritratto del presidente è stato gettato in mezzo alla strada”. Un’altra persona che ha assistito alla scena denuncia la mancanza di “buonsenso” da parte del governo, che mostra di non condividere “il lutto dei cittadini per la tragica scomparsa di Roh”.
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