22/02/2026, 13.24
VATICANO
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Leone XIV: 'Ogni guerra è una ferita inferta all’intera famiglia umana'

All'Angelus, il ricordo dei quattro anni di guerra in l'Ucraina": "Senza indugio un cessate il fuoco". Stamane nella parrocchia romana del Sacro Cuore di Gesù, "presidio di prossimità" vicino alla stazione Termini, luogo di "contraddizioni": "Tante potenzialità di bene e una violenza dilagante". Sulla Quaresima: "Diamo spazio al silenzio".

Città del Vaticano (AsiaNews) - È stata una mattinata ricca di incontri, quella di papa Leone XIV. Intorno alle 8:15 è giunto nella parrocchia romana del Sacro Cuore di Gesù a Castro Pretorio, curata dai Salesiani di don Bosco. La visita pastorale rientra nel ciclo dedicato alla diocesi di Roma. In questo luogo - “accanto alla Stazione Termini e in un crocevia unico della città” - Prevost ha incontrato bambini, giovani, parrocchiani e la comunità salesiana. Poi, ha presieduto la Messa nella chiesa, prima di recarsi in San Pietro per la recita dell’Angelus dal Palazzo Apostolico Vaticano.

Dopo l’Angelus, davanti a una piazza San Pietro gremita di fedeli, in una splendida giornata di sole, Leone XIV ha ricordato il triste anniversario di quattro anni dall’inizio della “guerra contro l’Ucraina”; l’invasione russa iniziò il 24 febbraio 2022. “Il mio cuore va ancora alla drammatica situazione che sta sotto gli occhi di tutti: quante vittime, quante vite e famiglie spezzate, quanta distruzione, quante sofferenze indicibili! Davvero ogni guerra è una ferita inferta all’intera famiglia umana: lascia dietro di sé morte, devastazione e una scia di dolore che segna generazioni”. 

Prevost ha parlato di una pace che “non può essere rimandata”. Essa “è un’esigenza urgente, che deve trovare spazio nei cuori e tradursi in decisioni responsabili”, ha affermato. Quindi, ha rinnovato “con forza” l’appello affinché “tacciano le armi, cessino i bombardamenti, si giunga senza indugio a un cessate-il-fuoco e si rafforzi il dialogo per aprire la strada alla pace”. Invitando alla preghiera “per il martoriato popolo ucraino e per tutti coloro che soffrono a causa di questa guerra e di ogni conflitto nel mondo, perché possa risplendere sui nostri giorni il dono tanto atteso della pace”. 

Prima dell’Angelus di mezzogiorno, nell’omelia della messa il papa ha detto di vedere nella realtà della parrocchia del Sacro Cuore di Gesù uno “speciale presidio di prossimità, di vicinanza dentro le sfide di questo territorio”. Da quel luogo - vicino a Termini, la più grande stazione ferroviaria d’Italia - transitano infatti tantissime persone: “i giovani universitari, i pendolari che vanno e vengono per motivi di lavoro, gli immigrati in cerca di occupazione, i giovani rifugiati”, ha ricordato il papa nel testo.

Lì, esse vi trovano “la possibilità di incontrare coetanei italiani e realizzare progetti di integrazione; e poi ci sono i nostri fratelli che non hanno una casa e che trovano accoglienza negli spazi della Caritas”. “In pochi metri si possono toccare le contraddizioni di questo tempo: la spensieratezza di chi parte e arriva con tutte le comodità e coloro che non hanno un tetto; le tante potenzialità di bene e una violenza dilagante; la voglia di lavorare onestamente e i commerci illeciti delle droghe e della prostituzione”, ha detto.

Leone XIV ha invitato la parrocchia a “essere lievito di Vangelo nella pasta del territorio, a farsi segno di vicinanza e di carità”. Ringraziando i Salesiani “per l’opera instancabile che portano avanti ogni giorno”. Incontrando la comunità, Prevost ha condiviso che da ragazzo, prima di entrare negli agostiniani, valutò di diventare salesiano. Ha detto loro: “Siete arrivati al secondo posto, mi dispiace! [risate] Però forse c’è qualcosa che è rimasto nel mio cuore, anche unito a voi, nella comunità salesiana. E infatti ho visitato più comunità salesiane che agostiniane in questi primi dieci mesi di Pontificato. E quindi vi sono davvero vicino”.

Prima della recita della preghiera mariana, Prevost ha commentato il Vangelo del giorno: il brano dell’Evangelista Matteo che narra la tentazione di Gesù nel deserto (Mt 4,1-11). “La liturgia, con questa Parola di vita, ci invita a guardare alla Quaresima come a un itinerario luminoso in cui, con la preghiera, il digiuno e l’elemosina, possiamo rinnovare la nostra cooperazione con il Signore nel realizzare il capolavoro unico della nostra vita”, ha detto.

E, all’inizio del cammino di Quaresima - oggi è la I Domenica - il papa ha suggerito di praticare “generosamente” la penitenza, insieme all’orazione e alle opere di misericordia. “Diamo spazio al silenzio; facciamo tacere un po’ i televisori, le radio, gli smartphone”, ha continuato. “Ascoltiamo la voce dello Spirito Santo, che ci parla nel cuore, e ascoltiamoci a vicenda, nelle famiglie, negli ambienti di lavoro, nelle comunità”, ha aggiunto Leone XIV. “Dedichiamo tempo a chi è solo, specialmente agli anziani, ai poveri, ai malati. Rinunciamo al superfluo e condividiamo ciò che risparmiamo con chi manca del necessario”. 

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