24/11/2009, 00.00
ARABIA SAUDITA
Invia ad un amico

Mecca: al via l'Hajj, fra timori di violenze e di contagi da Influenza A

Le autorità saudite hanno precettato circa 20 mila medici e 100 mila agenti per garantire la sicurezza. Riyadh avverte: niente proteste o manifestazioni. Quattro decessi da H1N1 fra i pellegrini. Nella Grande moschea allestite sei cliniche mobili con medici pronti 24 ore su 24.
Mecca (AsiaNews/Agenzie) – Fra imponenti misure di sicurezza e piani di intervento per contenere i contagi da influenza A, domani inizia il pellegrinaggio maggiore ai luoghi santi dell’islam (Hajj). Le autorità saudite hanno precettato circa 20 mila medici e più di 100 mila agenti, chiamati a garantire il regolare afflusso degli oltre 2,5 milioni di fedeli attesi alle città sante della Mecca e Medina.
 
Il governo saudita deve affrontare due diverse emergenze: la diffusione del virus H1N1 fra i fedeli e possibili tensioni fra sunniti e sciiti, che in passato hanno causato centinaia di vittime. Al 21 novembre solo 20 pellegrini hanno manifestato i sintomi della nuova influenza. Quattro le vittime sinora accertare, tutte con problemi pregressi di salute come infezioni polmonari e cancro. Degli altri contagiati, 12 si sono completamente ristabiliti; quattro sono tuttora ricoverati in ospedale.
 
Nelle scorse settimane Riyadh ha invitato i governi di tutto il mondo a imporre restrizioni ai pellegrinaggi, privilegiando gli adulti fra i 18 e i 65 anni in buone condizioni di salute. Il governo ha rafforzato il personale medico negli ospedali, ha aggiunto letti e garantito 1,5 milioni di dosi di Tamiflu, l’antivirale più usato per combattere l’influenza A. Un dottore locale si augura che almeno il 20% dei fedeli si sia vaccinato, ma aggiunge che “nella Grande moschea sono state allestite sei cliniche mobili” con personale medico a disposizione “24 ore su 24”.
 
La seconda emergenza che preoccupa le autorità saudite riguarda i possibili casi di violenze. Nelle scorse settimane Riyadh ha chiesto all’Iran di “non politicizzare” il pellegrinaggio, in risposta a un appello lanciato dalla Guida suprema Ali Khamenei a “promuovere manifestazioni contro Stati Uniti e Israele”. Nayef Ben Abdel, ministro saudita degli interni, ha affermato che il Paese “si augura di non dover ricorrere alla forza” per garantire la sicurezza dei pellegrini. Il generale Mansur al-Turki, capo del Comitato per la sicurezza, aggiunge di non aspettarsi particolari problemi, ma avverte che le proteste “sono proibite durante l’Hajj e non lasceremo che accadano”.
 
In passato il pellegrinaggio maggiore ai luoghi santi dell’islam ha registrato gravi incidenti, che hanno causato la morte di centinaia di fedeli. Nel 1987 una manifestazione contro Stati Uniti e Israele, repressa con la forza dalla polizia saudita, ha causato la morte di 402 persone, la maggior parte dei quali sciiti iraniani. In seguito agli incidenti, Teheran ha imposto il boicottaggio per tre anni del pellegrinaggio.  
TAGs
Invia ad un amico
Visualizza per la stampa
CLOSE X
Vedi anche
Teheran proibisce il pellegrinaggio alla Mecca per paura dell’influenza suina
06/08/2009
Influenza A: nessun decesso fra i fedeli alla Mecca, ma i pellegrini sono ridotti del 70%
19/11/2009
Oggi inizia l’Hajj, attesi 1,5 milioni di pellegrini alla Mecca
10/09/2016 11:31
'Successo' dell’Hajj: Teheran apre al dialogo con Riyadh. No dei sauditi
06/09/2017 08:58
Allerta attentati, oltre 100mila agenti vigilano sulla sicurezza dei pellegrini alla Mecca
30/08/2017 11:05


Iscriviti alle newsletter

Iscriviti alle newsletter di Asia News o modifica le tue preferenze

ISCRIVITI ORA
“L’Asia: ecco il nostro comune compito per il terzo millennio!” - Giovanni Paolo II, da “Alzatevi, andiamo”