22/04/2011, 00.00
CINA
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Migliaia di camionisti bloccano da tre giorni il porto di Shanghai, sfidando la polizia

Ieri oltre 2mila dimostranti si sono scontrati con la polizia. Gli autisti protestano contro gli aumenti del carburante e di altri costi del loro lavoro. Da 3 giorni bloccano varie zone con gli autocarri. Le autorità censurano la notizia sui media, per timore che inneschi proteste di massa.

Pechino (AsiaNews/Agenzie) – Centinaia di autisti di camion hanno ripreso oggi il picchettaggio del porto di Shanghai, dopo i violenti scontri di ieri con la polizia intervenuta per cacciarli. E’ il 3° giorno di protesta contro l’aumento del prezzo del carburante, le autorità vogliono impedire che la protesta si diffonda come la Rivoluzione dei gelsomini. Oggi un giornale di Shanghai riporta che dal 1° maggio gli autisti dovrebbero beneficiare di contenute esenzioni di costi.

Questa mattina i dimostranti si sono riuniti intorno al China International Marine Containers, nel settentrionale distretto di Baoshan. Fonti locali segnalano una situazione “confusa”, con la polizia che è subito arrivata con autovetture, cercando di disperdere l’assembramento.

E’ alto il rischio che scoppino nuove violenze, dopo che ieri circa 2mila dimostranti si sono scontrati con la polizia, nei pressi della zona di Weigaoqiao. Anche perché la polizia agisce con durezza, è subito intervenuta il 20 aprile e ha arrestato 8 o 9 conducenti quando hanno cercato di mettere i veicoli di traverso alla strada. Da allora gruppi di agenti presidiano vari siti portuali. A loro volta i dimostranti la sera del 20 aprile hanno infranto i vetri dei camion degli autisti che non volevano partecipare alla protesta.

Non è ancora chiaro se il blocco causerà ritardi sulla partenza di merci soprattutto per il Nord America.

Il blocco imposto dagli autisti ponendo di traverso gli autocarri in diversi punti del porto di Shanghai, maggior porto cinese e primo scalo mondiale dei container, preoccupa molto le autorità per il rischio che inneschi una protesta diffusa contro gli aumenti dei prezzi, stile "Rivoluzione dei gelsomini". I media statali non riportano notizie, proprio per timore che la protesta dilaghi. Ma le notizie si diffondono via internet, anche se tra molte incertezze. Fonti anonime dicono che la polizia avrebbe pestato a morte 3 camionisti, ma un quotidiano ha riferito che le autorità lo negano.

A marzo l’inflazione è stata del 5,4%, record dal luglio 2008, ma molto maggiori sono stati gli aumenti dei prezzi di alimenti (+11,7%) e altri generi essenziali per la popolazione.

I camionisti sono decisi, dicono che dopo i recenti aumenti non possono più lavorare. Essi protestano pure contro le nuove tariffe imposte dai proprietari dei magazzini portuali (un aumento di 50 yuan per gli autocarri che impegnano più di un container), accusate di mangiare molto il loro profitto.

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