23/11/2021, 11.52
IRAN
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Migliaia di iraniani protestano per la cronica mancanza d’acqua

Ieri le manifestazioni hanno interessato la città di Khahrekord. Gli abitanti si sono radunati in modo pacifico sotto la residenza del governatore. In precedenza le dimostrazioni avevano interessato Isfahan, nel centro. Spesso l’acqua potabile viene fornita attraverso camion cisterna, ma manca quella per irrigare i campi. Il governo promette soluzioni “nei prossimi mesi”. 

 

Teheran (AsiaNews/Agenzie) - In Iran si allarga la protesta dei cittadini contro la cronica mancanza di acqua, potabile e non, in alcune aree del Paese: negli ultimi giorni centinaia di abitanti della città di Khahrekord, centro amministrativo della provincia di Chahar Mahaal e Bakhtiari, nel sud-ovest, sono scesi in piazza radunandosi per una dimostrazione pacifica sotto la residenza del governatore. Nel fine settimana scorso le manifestazioni avevano riguardato Isfahan, nel centro, con gli agricoltori locali che hanno chiesto a gran voce di ripristinare il corso dell’unico fiume che attraversa l’area, lo Zayanderud, ormai prosciugato. 

Secondo la Tasnim News Agency, vicina alla fazione conservatrice, circa la metà dei milioni di residenti della provincia di Chahar Mahaal e Bakhtiari deve lottare ogni giorno per un misero quantitativo di acqua potabile. Quasi 200 villaggi vengono riforniti da autobotti che provvedono ai rifornimenti, ma resta il problema dei campi coltivati dove è impiegata la gran parte della forza lavoro residente nella provincia. 

Le ripetute dimostrazioni di piazza evidenziano una volta di più la portata della crisi idrica che ha colpito la Repubblica islamica, dove la penuria rischia di diventare ormai cronica. Ad alimentare il deficit vi è anche la carenza di precipitazioni legata alla peggiore siccità degli ultimi 50 anni. Le autorità affermano di aver avviato una serie di iniziative per arginare l’emergenza, mentre il presidente iraniano Ebrahim Raisi ha inviato il ministro dell’Energia a Isfahan.

Le prime proteste legate alla carenza di acqua sono scoppiate in estate nella provincia del Khuzestan, nel sud-ovest. Fra i primi rimedi messi in campo dal nuovo governo subentrato in seguito alle elezioni del 18 giugno il rilascio in via temporanea di acqua dalle dighe e la nomina di un governatore speciale per l’emergenza.

Ieri il ministro iraniano dell’Energia Ali Akbar Mehrabian si è scusato per la carenza d’acqua, ma non ha voluto indicare quali azioni verranno attuate nell’immediato. “Mi scuso - ha detto in una intervista alla tv di Stato - con tutti i nostri cari agricoltori e mi vergogno di non essere in grado di fornire l’acqua necessaria per le loro culture”. Egli ha quindi aggiunto di sperare di risolvere le carenze croniche entro “i prossimi mesi”. 

Attraverso una combinazione degli effetti del cambiamento climatico e della cattiva gestione umana, quello delle risorse idriche si è trasformato in un problema endemico della Repubblica islamica e ha alimentato “turbolenze” sul piano economico. Il calo della produzione nelle dighe idroelettriche ha portato a carenze di energia e, a causa della siccità, il Paese ha dovuto importare quantità record di grano dall’estero per sfamare la sua gente. Questi fattori hanno anche alimentato importanti proteste popolari, in alcuni casi represse con la forza dalla polizia. Durante gli scontri nella provincia del Khuzestan si sono registrate almeno quattro vittime. 

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