03/02/2026, 13.34
FILIPPINE
Invia ad un amico

Mindanao: un morto e tre feriti. Proteste contro la gara di moto Ironman rider

Nel mirino la Boss Ironman Motorcycle Challenge Mindanao Cup. Una gara di resistenza su due ruote che, nelle intenzioni, vorrebbe sensibilizzare sulle tematiche stradali. In realtà si è trasformata in una competizione in cui i partecipanti violano anche le regole base del codice provocando incidenti. L’ira di sindaci e cittadini.

Manila (AsiaNews) - Un motociclista è morto e altri tre sono rimasti feriti in incidenti stradali separati mentre partecipavano alla Boss Ironman Motorcycle Challenge Mindanao Cup - popolare gara di resistenza su due ruote - durante il fine settimana. Secondo quanto riferiscono le autorità, la competizione (qui la pagina social dell’evento) la competizione è iniziata la sera del 31 gennaio a General Santos City, per poi attraversare Cagayan de Oro City e diverse province di Mindanao prima di tornare al punto di partenza. Intanto nel Paese monta la polemica e da più parti, anche in ambito politico e istituzionale, si invocano indagini approfondite per appurare le responsabilità.

La polizia ha identificato la vittima come Ronhums Tomuhan, residente a Nabunturan, Davao de Oro. Tomuhan sarebbe entrato in collisione con un motociclo a tre ruote, lungo la National Highway a Kibawi, Bukidnon. I soccorritori lo hanno trasportato d’urgenza in ospedale, dove è stato dichiarato morto all’arrivo.

Altri due concorrenti, i cui nomi non sono stati immediatamente resi noti, sarebbero rimasti coinvolti in incidenti separati riportando ferite. Uno avrebbe urtato un autobus nella città di Picong, a Lanao del Sur, mentre il secondo avrebbe colpito anch’egli un triciclo nella città di Datu Sinsuat, a Maguindanao.

La Boss Ironman Motorcycle Challenge è una gara di resistenza su lunga distanza nelle Filippine a bordo di potenti Bmw che mette alla prova la resilienza, la disciplina e la consapevolezza della sicurezza stradale dei motociclisti su un tracciato pubblico e spesso cittadino. A differenza delle gare tradizionali, la competizione che si è tenuta fra sabato 31 gennaio e domenica 1 febbraio non è una gara di velocità. La Mindanao Cup è una delle tappe regionali, con concorrenti provenienti da tutto il Paese che devono compiere un giro in moto di 1.200 chilometri attraverso l’isola del sud delle Filippine e da completare in 24 ore.

Henry Tolentino, presidente Boss, ha affermato che l’evento aveva lo scopo di raccogliere fondi per i programmi di sensibilizzazione dell’organizzazione, promuovere il turismo locale e lo spirito di cameratismo e incoraggiare una guida sicura. Egli ha quindi aggiunto che non si trattava di una gara, ma di un viaggio di resistenza. Tuttavia i filmati sui social hanno rivelato una realtà diversa: video e foto mostrano motociclisti che superano i semafori rossi, guidano in modo spericolato, causano incidenti ed escono di strada, suscitando critiche da parte delle autorità locali per il disprezzo delle norme di circolazione e della sicurezza pubblica.

A Kibawe, Bukidnon, un partecipante è morto dopo un incidente e ci sono stati altri casi in cui altri motociclisti e passanti hanno riportato ferite. Il sindaco di Kidapawan City, Jose Paolo Evangelista, ha invocato un’indagine post-evento da parte dell’Ufficio dei Trasporti Terrestri (Lto) e del Gruppo di Pattuglia Autostradale. Il collega di Lantapan, Bukidnon, Ricky James Balansag, ha affermato che uno dei feriti era un esponente della comunità locale che stava svolgendo funzioni ufficiali, mentre sua moglie ha riportato una frattura e rimane ricoverata in ospedale.

L’uso privato di sirene e lampeggianti è limitato dalla legge, che ne consente l’utilizzo solo ai veicoli di emergenza contrassegnati, inclusi quelli della polizia, dei vigili del fuoco e delle unità mediche. I social media sono stati invasi da commenti di internati che condannavano l’evento, sottolineando i pericoli legati allo svolgimento di gare di resistenza ad alta velocità sulle autostrade pubbliche e senza il rispetto del codice.

Intanto la Intelligence and Investigation Division (Ido) dell’Ufficio dei Trasporti Terrestri ha avviato indagini preliminari per verificare le accuse e raccogliere ulteriori prove, a seguito di una valutazione iniziale dei video dai social media. “Il filmato straziante che abbiamo visto circolare online è un duro promemoria che la sicurezza stradale non è negoziabile” ha affermato il funzionario Lto Markus V. Lacanilao. “Ogni vita sulle nostre strade conta, specialmente i più vulnerabili tra noi, come i bambini. Gli eventi di veicoli a motore privati - ammonisce - non devono mai venire a costo di vite innocenti”. Egli ha infine ricordato che, ai sensi del Republic Act n. 4136, gli organizzatori hanno ”l’obbligo legale e morale” di garantire ”il rispetto delle leggi sul traffico e dare priorità alla sicurezza per tutti”.

TAGs
Invia ad un amico
Visualizza per la stampa
CLOSE X
Vedi anche
Davao: una corsa contro la malnutrizione dei bambini
23/04/2016 09:21
Bangladesh, scuole cattoliche formano giovani scienziati che sognano la Silicon Valley
30/10/2015
Tharae, a Natale si celebra “la gara delle stelle”
20/12/2007
Energie rinnovabili: la nuova 'arma' di Pechino nel Mar Cinese Meridionale
31/10/2024 15:07
Ho Chi Minh City: surplus di manodopera tra i moto-taxi, condizioni di lavoro più difficili
28/10/2023 11:46


Iscriviti alle newsletter

Iscriviti alle newsletter di Asia News o modifica le tue preferenze

ISCRIVITI ORA
“L’Asia: ecco il nostro comune compito per il terzo millennio!” - Giovanni Paolo II, da “Alzatevi, andiamo”