05/12/2020, 08.51
BIELORUSSIA-RUSSIA
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Minsk, arrestati due sacerdoti cattolici

di Vladimir Rozanskij

P. Vjačeslav Barok ha pubblicato l'immagine di un’opera d’arte con una svastica e la scritta: “Stop al lukashismo”.  P. Vitalij Bystrov, greco-cattolico, sposato con tre figli, si è solo fermato davanti a una manifestazione di protesta. Il vescovo reggente di Minsk: “Stanno aumentando le repressioni nei confronti della Chiesa cattolica nel nostro Paese”.

Mosca (AsiaNews) - La procura di Vitebsk (Bielorussia), ha decretato ieri l’arresto e la detenzione per 10 giorni del sacerdote cattolico Vjačeslav Barok. L’accusa è aver pubblicato sulla sua pagina Facebook l’opera di un artista, Vladimir Tsezler, dal titolo “Stop al lukashismo”, in cui viene raffigurata una svastica con i colori della bandiera “ufficiale”, stabilita dal presidente Lukašenko (foto 1). Radio Svoboda afferma che il prete è stato accusato di dimostrazione pubblica e propaganda di simboli nazisti, infrangendo l’articolo 17.10 del codice penale. Il sacerdote sconterà i giorni di prigionia nel carcere di Novopolotsk.

Sul proprio sito, lo stesso Tsezler ha definito assurda e deviante l’interpretazione del suo lavoro: l’uso del simbolo nazista ha esattamente lo scopo opposto, quello di denunciare la dittatura. Padre Barok (foto 2) considera il suo arresto come una persecuzione politica. Un poliziotto aveva notato il suo post lo scorso 25 novembre; il prete gli ha spiegato che si trattava dell’opera di un artista, e che egli è “assolutamente contrario al fascismo di ogni genere, al comunismo e a qualunque regime totalitario, e avevo messo quel manifesto come protesta contro la violenza nel Paese”. In ogni caso, ha concluso il sacerdote, “avevo da tempo preparato una valigia per un lungo periodo, nel caso mi venissero a prendere”.

Qualche giorno prima, il 30 novembre, a Ivatsevichak un sacerdote greco-cattolico, padre Vitalij Bystrov (foto 3), ha ricevuto la medesima condanna a 10 giorni di reclusione.  Come spiega il sito Tut.by, padre Vitalij è stato accusato secondo l’articolo 23.34, per aver preso parte a un’azione di protesta nella città di Brest, dove si era recato per una celebrazione lo scorso 25 ottobre. La rivista dei greco-cattolici bielorussi Tsarkva spiega però che in realtà padre Vitalij si era semplicemente fermato al lato della strada, al passaggio di un corteo di protesta non autorizzato. Davanti al giudice, lo stesso sacerdote ha dichiarato che “accanto a me si era fermato un ciclista con una bandiera bianco-rosso-bianca, ed è stato subito circondato dai poliziotti… Io non mi sono mosso, e qualche minuto dopo sono andato alla stazione per tornare a casa”, ma è stato poi accusato e arrestato. Padre Vitalij è un sacerdote sposato con tre bambini, che lavora anche come ingegnere per la protezione del lavoro in una grande azienda agricola.

Il vescovo cattolico di Minsk Jurij Kosobutskij (foto 4), reggente dell’arcidiocesi in assenza del metropolita esiliato Tadeusz Kondrusiewicz, ha diffuso sulle sue pagine social una denuncia di questi arresti: “Vediamo che stanno aumentando le repressioni nei confronti della Chiesa cattolica nel nostro Paese. Noi denunciamo ogni peccato, ogni violenza, siamo contro ogni menzogna e falsità, ogni forma di repressione e ogni tentativo di gettare la popolazione nel terrore, siamo contro l’umiliazione della dignità umana, poiché ogni uomo è creato a immagine e somiglianza di Dio. Noi preghiamo in particolare per la concordia, la pace sociale, la solidarietà e l’unità del popolo bielorusso. Purtroppo, qualcuno ritiene che tutto questo sia una forma di estremismo e di istigazione al conflitto”.

Il vescovo ha fatto un ennesimo appello a “dare ascolto alla nostra preghiera per la Patria, per il nostro popolo, per quelle persone che si trovano dietro le sbarre per motivi politici, per quelli che vengono licenziati per le loro opinioni, per coloro che vengono intimoriti e ricattati, per tutti coloro che soffrono, e per tutti coloro che hanno particolarmente bisogno del nostro sostegno spirituale, soprattutto per i sacerdoti Vjačeslav Barok e Vitalij Bystrov”.

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