23/08/2021, 08.39
RUSSIA
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Mosca, Putin tenta il rilancio di 'Russia unita'

di Vladimir Rozanskij

Abbandonata l'immagine del leader indipendente, il presidente torna a fare campagna per il suo partito in calo di consensi in vista delle elezioni di settembre. Sempre più marcato il suo sostegno al ministro della Difesa Šojgu, espressione del volto "eurasiatico" della Russia. 

Mosca (AsiaNews) - Il 22 agosto, “giorno della bandiera nazionale”, il presidente russo Vladimir Putin ha incontrato i leader e i “volti nuovi” delle liste elettorali del suo partito, “Russia unita”. Gli edinorossy (i membri del partito, dal suo nome russo) hanno discusso con il presidente le nuove iniziative sociali da inserire nel programma che verrà presentato il 24 agosto al congresso, dove egli stesso sarà presente. Alle ultime presidenziali Putin si era presentato come candidato indipendente al di sopra delle parti; ora invece il suo appoggio dovrà risollevare in questa campagna le sorti del partito, che secondo gli ultimi sondaggi è sceso sotto il 30% dei consensi.

Alla realizzazione del “programma popolare” partecipano soprattutto gli uomini più in vista tra i fedelissimi putiniani: il ministro della difesa Sergej Šojgu e il ministro degli esteri Sergej Lavrov, ma anche il primario dell’ospedale principale Denis Protsenko, la direttrice del centro di formazione Sirius Elena Šmeleva e la delegata per i diritti dei bambini Anna Kuznetsova. I nuovi politici in rampa di lancio, secondo il giornale Kommersant, sono la coordinatrice del progetto “E’ ora di partorire” Tatjana Butskaja, il presidente del consiglio delle associazioni di volontariato Artem Metelev, il membro del Fronte Popolare Panrusso (la coalizione pro-Putin) Olga Amelčenkova e il capo del settore giovanile del Fronte, Igor Kastjukevič.

Il congresso degli edinorossy è stato programmato in tre tappe: il 19 giugno sono state composte le liste preventive dei candidati, la seconda tappa del 24 agosto è per la presentazione del programma e la terza sarà successiva alle elezioni di settembre. Si conta sul fatto che non ci siano intoppi nella conquista della maggioranza, visto che tutti i candidati indipendenti e di opposizione sono stati di fatto eliminati, arrestati o esclusi dalla competizione.

Le visite di Putin devono dimostrare l'unità con i rappresentanti e gli attivisti, per dare senso al nome stesso del partito e risollevarne la popolarità. Al primo incontro di giugno il presidente stesso ha annunciato i primi cinque nomi della lista, guidata da Šojgu e Lavrov, spiegando di aver partecipato personalmente alla loro scelta. Come proposte sociali, Putin ha illustrato i sussidi da distribuire ai cittadini, la modernizzazione dei sistemi della sanità e della pubblica istruzione, gli sgravi fiscali e gli aiuti per le famiglie, misure che spera possano accontentare una popolazione sempre più provata dalla crisi sanitaria ed economica. Alcuni, però, hanno osservato che far risalire ogni proposta al presidente può essere un errore, svuotando di senso le altre candidature.

Nonostante i grandi sforzi propagandistici, i sondaggi di luglio in effetti non registrano crescite significative per gli edinorossy, e sarà decisivo l’ultimo mese di campagna elettorale. Dopo il partito al potere si piazzano i comunisti del KPRF con il 16%, con un +2% sul mese precedente. Le attese dell’amministrazione presidenziale sono di una partecipazione al voto intorno al 50%, e un consenso per "Russia unita" intorno al 45%.

La stessa figura del presidente, in realtà, appare oggi piuttosto sbiadita, forse anche a causa delle reiterate manifestazioni di forza e repressione del dissenso interno ed esterno al Paese. Il 19 agosto si è compiuto un anno dall’avvelenamento di Aleksej Naval’nyj, che dal lager di Vladimir ha diffuso sui media occidentali un appello contro la corruzione a livello universale (di cui il presidente russo sarebbe il principale esponente). Putin potrà sfruttare il senso di superiorità nei confronti degli americani dopo il tracollo in Afghanistan: nel colloquio con Biden egli ha messo in chiaro che la Russia non vuole gli Usa in Asia centrale, ma questo argomento non scalda più di tanto i cuori dei russi.

Queste elezioni avranno quindi il compito di esaltare una o più personalità che possano sostenere - se non succedere - allo stesso Putin, eventualità a cui sembra necessario tenersi pronti con una specie di “tensione escatologica”. Tra i vari gerarchi, la stella che sta brillando maggiormente appare quella di Sergej Šojgu. Il ministro della difesa è nativo di Tuva, una repubblica autonoma ai confini con la Mongolia, e presenta il volto “eurasiatico” della Russia bicontinentale. Egli stesso ha proposto nei giorni scorsi di costruire nuove città in Siberia, magari trasferendovi anche la stessa capitale della Federazione Russa; nel frattempo ha accompagnato Putin in gite “estreme” sui suoi territori nativi. In un’altra occasione ha ricordato con nostalgia i tempi della collaborazione con i leader serbi Slobodan Milosevič e Radovan Karadzič (condannati per crimini contro l’umanità), per esaltare in modo provocatorio l’orgoglio slavo. Oggi appare come il più grande amico del presidente, e quindi di tutta “Russia unita”.

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