Nascite 2025: Giappone ancora in calo, secondo anno di crescita in Corea del Sud
Scenari opposti nelle statistiche demografiche diffuse in queste ore dai due Paesi dell'Asia Orientale. Tokyo nonostante le misure del governo e qualche timido segnale sui tassi di fertilità non riesce a invertire la tendenza. A Seoul è boom di parti tra le donne ultra-trentenni, ma il Paese resta comunque il più colpito dall'inverno demografico.
Milano (AsiaNews/Agenzie) - Nel 2025 il Giappone ha fatto registrare per il decimo anno consecutivo un calo delle nascite. Al contrario della Corea del Sud, che per il secondo anno ha invece fatto registrare un aumento dei nuovi nati. Sono i due dati tra loro opposti diffusi in queste ore dai due Paesi dell’Asia Orientale da tempo ormai stabilmente nelle ultime posizioni delle classifiche sull’inverno demografico nel mondo.
Il dato particolarmente forte è quello reso noto oggi a Tokyo non solo per la sua ricorrenza ma anche per le proporzioni. I dati preliminari del governo mostrano che nel 2025 nel Paese sono nati 705.809 bambini, in calo di 15.179 unità (-2,1%), rispetto all’anno precedente. E va aggiunto che questo dato comprende anche i figli nati in Giappone da cittadini stranieri, che nel 2024 erano stati 22.878. Tra i dati diffusi oggi - in un Paese dove la questione dei migranti è un tema caldo della polemica politica – non è stato specificato quanto le coppie straniere abbiano contribuito alle nascite in Giappone, ma la tendenza degli ultimi anni in questo segmento della popolazione era comunque stata sempre in crescita.
Dal punto di vista generale i dati certificano che le misure ripetutamente annunciate negli ultimi anni dai governi di Tokyo per sostenere la natalità hanno solo rallentato il calo: negli ultimi anni la diminuzione era stata sempre intorno al 5%. Va aggiunto anche che invertire un trend demografico è un’operazione complessa e un’inversione di tendenza comunque si vede: da due anni, infatti, il tasso di fertilità - che viene calcolato rapportando il numero di nuovi nati con il numero delle donna in età tra i 15 e i 49 anni - in Giappone ha fatto registrare una lieve crescita, passando dal 1,2 all’attuale 1,38, che resta comunque abbondantemente sotto i 2 figli per donna, che sono considerati la “soglia di sostituzione” necessaria per mantenere stabile il numero della popolazione. Quindi le donne giapponesi in età fertile oggi hanno qualche figlio in più, ma sono di meno rispetto a ieri e quindi il dato generale delle nascite scende comunque.
Le nascite sono diminuite in 45 delle 47 prefetture del Giappone. In controtendenza Tokyo che con 88.518 ha fatto registrare il primo aumento in nove anni. L’altro incremento riguarda la prefettura di Ishikawa, dove la ripresa secondo gli esperti sarebbe solo un rimbalzo rispetto al forte calo dell’anno precedente legato all’impatto del terremoto della penisola di Noto.
Quanto all’andamento demografico generale in Giappone, pur essendo nel 2025 diminuite dello 0,8% anche le morti rispetto all’anno precedente, si accentua comunque il calo naturale della popolazione (la differenza tra nascite e decessi) con 899.845 persone in meno (su una popolazione di circa 122 milioni di abitanti).
Diverso invece il caso della Corea del Sud, dove le 254.500 nascite registrate nl 2025 sono 16.100 in più rispetto al 2024. Quest’aumento percentuale del 6,4% è il più consistente dal 2010, nonché il quarto incremento più elevato da quando le statistiche annuali hanno iniziato a essere raccolte nel 1970 a Seoul. La crescita è parallela a quella del tasso di fecondità che è tornato a 0,8 figli per donna dopo aver toccato il minimo storico di 0,72 nel 2023. La Corea del Sud resta comunque all’ultimo posto per tasso di natalità tra i 38 Paesi membri dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE).
“I principali fattori alla base dell’aumento del tasso di fecondità totale sono la crescita dei matrimoni dopo il COVID-19, l’aumento della popolazione che si trova nella prima metà dei 30 anni e i cambiamenti positivi nelle percezioni sull’avere figli. Questo potrebbe essere il risultato delle politiche governative volte ad attenuare gli ostacoli al matrimonio e alla formazione di una famiglia», ha dichiarato Park Hyeon-jeong, un funzionario del ministero delle Statistiche.
L’età media delle madri al momento del parto lo scorso anno è stata di 33,8 anni, in aumento di 0,2 anni rispetto all’anno precedente. Quattro bambini su dieci (37,3%) sono nati da donne con più di 35 anni. Due dati questi che andranno monitorati per capire se davvero questa ripresa della natalità in Corea del Sud è destinata a durare o se si tratta solo di un fenomeno temporaneo.
25/07/2025 10:05
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