31/07/2012, 00.00
NEPAL
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Nepal, l'Onu vieta la vendita di animali rari e legnami pregiati

di Kalpit Parajuli
Il Programma Onu per la conservazione dell'ambiente accusa Kathmandu di gravi negligenze nel controllo del traffico illegale di specie protette. Nel contrabbando sarebbero coinvolti anche personalità politiche. Il bando del commercio di flora e fauna pregiata causerà perdite per milioni di euro.

Kathmandu (AsiaNews) - Il Nepal non potrà più commerciare fauna e flora selvatica, fra cui esemplari di panda rosso, elefante asiatico e corni di rinoceronte, rinunciando a un business di diversi milioni di dollari. A comunicare la decisione è il Programma Onu per la conservazione dell'ambiente, che accusa Kathmandu di non controllare a sufficienza il traffico illegale di animali e piante protette sul suo territorio. Il provvedimento Onu riguarda anche Comoros, Guinea-Bissau, Paraguay, Rwanda, Isole Salomone, Siria e avrà effetto a partire dal 1° ottobre. 

Secondo attivisti ed ecologisti, il Paese è divenuto negli anni uno dei principali snodi per il contrabbando di fauna e flora in via di estinzione, fra cui il panda rosso, il rinoceronte grigio, vari uccelli selvatici. Tale traffico è aumentato con l'instabilità politica ed economica del Paese e coinvolgerebbe anche diverse personalità politiche.

Gopal Upadhya, ex direttore generale del dipartimento per i parchi nazionali e la conservazione della fauna e flora selvatica, osserva che il controllo sul traffico internazionale di animali e piante in via di estinzione non è mai stato una priorità. "Il governo - afferma - deve ora prendere i provvedimenti necessari entro ottobre, per evitare sanzioni da parte degli organi internazionali, che faranno perdere altro denaro alla nostra fragile economia".

Secondo la Convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione (Cites), è legale la vendita e l'acquisto di circa il 97% delle varietà animali e vegetali. Il restante 3% è invece proibito o soggetto a rigide restrizioni. Il settore vale circa 2,2 miliardi dollari. Fra gli esemplari animali e vegetali più richiesti vi sono: il mogano americano, l'orso bruno del nord America, la volpe grigia sudamericana, il pappagallo del Senegal e i gusci di tartarughe malaysiane. 

La richiesta di materiali e esemplari animali sempre più pregiati e costosi ha fatto però aumentare il commercio illegale. Nel 1989 il Cites ha bandito il commercio di zanne di elefante prelevate da esemplari uccisi in libertà, a al momento si sta discutendo la possibilità di vendere avorio prelevato da animali morti per cause naturali o in cattività. In questi ultimi anni la crescita del mercato legato alla medicina tradizionale cinese ha fatto registrare un'impennata del contrabbando di animali in via di estinzione come tigri, rinoceronti e orsi. 

 

 

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