29/07/2013, 00.00
CAMBOGIA
Invia ad un amico

Ombre di irregolarità sul voto, l’opposizione contesta la vittoria del premier Hun Sen

Secondo i primi risultati, il partito di governo ha conquistato 68 seggi su 123. All’opposizione vanno 55 seggi, ma emergono denunce di brogli e la richiesta di una commissione di indagine sul voto. Attivisti per i diritti umani parlano di “clima intimidatorio”. Intanto il Primo Ministro comincia a lavorare per la successione (dinastica).

Phnom Penh (AsiaNews/Agenzie) - Ombre di brogli e maneggi gravano sulle elezioni politiche di ieri in Cambogia, che hanno sancito - secondo i primi risultati - la conferma al potere del Primo Ministro Hun Sen e del Partito popolare cambogiano (Cpp). Per l'opposizione, che si è presentata unita al voto, si sono verificate "gravi irregolarità"; anche diverse associazioni per i diritti umani e gruppi di attivisti sottolineano che non si può parlare di "voto giusto e libero". Secondo alcune denunce, sarebbero stati cancellati i nomi di aventi diritto al voto mentre altri, al momento di recarsi ai seggi, hanno trovato il proprio voto già espresso in precedenza.

Dai risultati ancora parziali - per i definitivi potrebbero servire diversi giorni - emerge che il premier e il Cpp hanno ottenuto 68 seggi parlamentari (su 123), a fronte di 55 che vanno invece all'opposizione. Per lo schieramento contrario a Hun Sen, al potere da quasi tre decenni, si è trattato di un deciso miglioramento visto che nel Parlamento uscente i seggi erano solo 29.

In un comunicato stampa post voto, il partito di opposizione Cambodia National Rescue Party (Cnrp) afferma di non poter "accettare l'esito delle quinte elezioni parlamentari" della storia del Paese, perché sarebbero emerse "pesanti irregolarità". Essi chiedono che venga istituita una commissione di inchiesta formata da esponenti dei due principali schieramenti (Cpp e Cnrp), da rappresentanti delle Nazioni Unite e dal Comitato elettorale nazionale.

Kol Preap, direttore esecutivo di Transparency International Cambodia, dichiara che "difficilmente si può parlare di elezioni libere e giuste". Non vi è stata pari opportunità di accesso ai media in fase di campagna elettorale e il principale leader dell'opposizione "non ha potuto partecipare in qualità di candidato". Il riferimento è al 64enne Sam Rainsy, condannato a 11 anni di prigione in contumacia nel 2010 e da poco "graziato" da un editto del re. Egli ha sempre parlato di una condanna motivata da "ragioni politiche"; a luglio ha potuto tornare in patria dal suo esilio parigino, ma è stato privato del diritto di elettorato passivo.

Secondo quanto riferisce Human Rights Watch (Hrw), alla viglia del voto militari e polizia, schierati accanto al partito di governo, hanno creato un "clima intimidatorio". Le forze di polizia hanno bloccato gli accessi alla casa del Primo Ministro e agli uffici del partito. Ex quadro dei famigerati Khmer rossi (autori del massacro di un quarto della popolazione cambogiana negli anni 70, quando erano al potere sotto la guida del sanguinario Pol Pot), Hun Sen ha trasformato la Cambogia in una delle economie più promettenti del Sud-est asiatico, grazie alla leadership nel settore dell'abbigliamento e al fiume di denaro proveniente dalla Cina in investimenti e sviluppo.

Proprio l'alleanza stretta con Pechino, già fonte di contrasti in seno all'Asean, ha contribuito ad alimentare le tensioni sociali interne per le condizioni di lavoro precarie e gli espropri forzati di terre, in una nazione di 14 milioni di persone di cui un terzo vive con meno di un dollaro al giorno. Per il futuro, mentre l'opposizione si aggrappa a un leader carismatico ma non certo giovane, il premier (60 anni) sta già lavorando per rinnovare i quadri del partito. In prima fila, nella battaglia per la successione, il figlio minore Hun Many che già in questa campagna elettorale è più volte sceso in piazza per comizi e incontri. 

 

 

Invia ad un amico
Visualizza per la stampa
CLOSE X
Vedi anche
Elezioni in Cambogia, dati ufficiali: vittoria schiacciante di Hun Sen a livello provinciale
12/08/2013
Phnom Penh, tensione fra premier e opposizione. Il governo minaccia l’uso della forza
09/08/2013
Hrw: il governo cambogiano ha coperto centinaia di omicidi politici
14/11/2012
Processo d’appello per Khieu Samphan, ultimo leader vivente dei Khmer rossi
12/08/2021 13:04
Primo verdetto contro i Khmer rossi: Duch colpevole, ma con attenuanti
26/07/2010


Iscriviti alle newsletter

Iscriviti alle newsletter di Asia News o modifica le tue preferenze

ISCRIVITI ORA
“L’Asia: ecco il nostro comune compito per il terzo millennio!” - Giovanni Paolo II, da “Alzatevi, andiamo”