23/09/2017, 12.46
VATICANO
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Papa ai cistercensi: Dai vostri chiostri silenziosi, la preghiera incessante per la Chiesa e per il mondo

Nell’udienza ai partecipanti al Capitolo generale dell’ordine, papa Francesco li esorta alla “preghiera assidua”, “innamorati della preghiera; alla “sobrietà”, superando l’odierno contesto culturale che esalta “beni effimeri” e “illusori paradisi artificiali”. I monasteri luoghi di carità e di accoglienza, “scuola di preghiera e scuola di carità per tutti”. La presenza di comunità cistercensi in Asia e nel mondo.

Città del Vaticano (AsiaNews) - “Vado con il cuore e con la mente ai vostri chiostri silenziosi, da cui sale incessante la preghiera per la Chiesa e per il mondo”: così papa Francesco ha salutato i partecipanti al Capitolo generale dell’Ordine dei cistercensi della stretta osservanza. Attraverso di loro, egli ha inviato “un cordiale saluto ai confratelli e alle consorelle dei vostri monasteri sparsi in vari Paesi”.

I cistercensi della stretta osservanza seguono la regola benedettina secondo una riforma attuata nel 17mo secolo. Al presente - secondo stime dello stesso ordine - vi sono 2130 monaci trappisti in 97 comunità, e 1800 monache trappiste in 72 comunità. La loro presenza è diffusa in tutto il mondo, anche in Asia, con comunità in Filippine, Giappone, Hong Kong, India, Indonesia, Israele, Taiwan, Corea del Sud, Siria.

Ricevendo i rappresentanti del Capitolo, il pontefice ha ringraziato “il Signore per la presenza insostituibile delle comunità monastiche, che rappresentano una ricchezza spirituale e un costante richiamo a cercare anzitutto ‘le cose di lassù’, per vivere nella giusta misura le realtà terrene”.

Egli li ha esortati ad “essere testimoni di preghiera assidua, di sobrietà, di unità nella carità”.

“Vi esorto - ha detto - a dare grande importanza alla meditazione della Parola di Dio, specialmente alla lectio divina, che è fonte di preghiera e scuola di contemplazione… Si tratta di essere non dei ‘professionisti’ – in senso negativo – ma degli innamorati della preghiera, considerando la fedeltà esteriore alle pratiche e alle norme che la regolano e ne scandiscono i momenti non come il fine, ma come mezzo per progredire nel rapporto personale con Dio… E nello stesso tempo i vostri monasteri continuano ad essere spazi privilegiati dove trovare una pace vera e una felicità genuina che solo Dio, nostro sicuro rifugio, può donare”.

La sobrietà di vita è utile, ha aggiunto “per concentrarsi sull’essenziale e giungere più facilmente alla gioia dell’incontro sponsale con Cristo. Questo elemento di semplicità spirituale ed esistenziale conserva tutto il suo valore di testimonianza nell’odierno contesto culturale, che troppo spesso induce al desiderio di beni effimeri e di illusori paradisi artificiali. Questo stile di vita favorisce anche le vostre relazioni interne ed esterne al monastero. Voi non vivete come eremiti in comunità, ma come cenobiti in un singolare deserto. Dio si manifesta nella vostra solitudine personale, come pure nella solidarietà che vi unisce ai membri della comunità”.

“Il vostro Ordine, come ogni istituto religioso - ha continuato -  è un dono fatto da Dio alla Chiesa; pertanto, è necessario che viva bene inserito nella dimensione comunionale della Chiesa stessa. Vi incoraggio ad essere testimonianza qualificata della ricerca di Dio, scuola di preghiera e scuola di carità per tutti”. “Siete chiamati a far conoscere e condividere questa esperienza spirituale con altri fratelli e sorelle, in un equilibrio costante fra contemplazione personale, unione alla liturgia della Chiesa e accoglienza di quanti cercano momenti di silenzio per essere introdotti nell’esperienza del vivere con Dio”.

Il papa ha anche esortato i monaci e le monache alla “fedeltà al patrimonio spirituale, cioè all’identità del vostro Ordine”, per vivere “la memoria grata del passato e le prospettive per un futuro di speranza… Nel solco di questa vostra tradizione spirituale, voi potete leggere lo stato attuale dell’Ordine nei suoi risvolti di luci e di ombre e, nella novità dello Spirito, individuare con coraggio nuove possibilità e occasioni per testimoniare il vostro carisma nell’oggi della Chiesa e della società”.

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