13/02/2022, 12.32
VATICANO
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Papa: ‘preoccupanti’ notizie dall’Ucraina, serve ‘ogni sforzo’ per la pace

All’Angelus Francesco torna sulla crisi in Ucraina e si affida alla Vergine Maria perché muova “la coscienza dei responsabili politici”. Nel passo del Vangelo dedicato alle Beatitudini esalta “l’identità” del discepolo di Gesù. Egli non trova la gioia “nel denaro” o nei “beni materiali”, ma “nei doni che riceve da Dio” come la vita e il creato ed è “contendo di condividerli”. 

Città del Vaticano (AsiaNews) - Le notizie che giungono dall’Ucraina “sono molto preoccupanti”, per questo “affido all’intercessione della Vergine Maria la coscienza dei responsabili politici” perché possano compiere “ogni sforzo per la pace”. È l’accorato appello lanciato oggi da papa Francesco al termine della preghiera dell’Angelus, il quale rivolgendosi ai fedeli riuniti in piazza san Pietro li invita a pregare “in silenzio” per qualche secondo. Come già fatto mercoledì scorso all’udienza generale, il pontefice torna dunque sulle tensioni in atto fra Russia e Ucraina, con un possibile attacco di Mosca sempre più attuale con il passare dei giorni. Da qui la rinnovata richiesta di compiere “ogni sforzo” nella direzione della pace.

Prima della preghiera dell’Angelus, commentando il passo del Vangelo dedicato alle Beatitudini, il papa ha sottolineato che esse “definiscono l’identità del discepolo di Gesù”, ma “possono suonare strane, quasi incomprensibili a chi non è discepolo”. La prima, che è “base di tutte le altre” afferma: “Beati voi, poveri. Due cose dice Gesù dei suoi: che sono beati e poveri; che sono beati perché poveri”. “In che senso?” continua il pontefice. “Nel senso - osserva - che il discepolo di Gesù non trova la sua gioia nel denaro o in altri beni materiali, ma nei doni che riceve ogni giorno da Dio: la vita, il creato, i fratelli e le sorelle, e così via. Anche i beni che possiede, è contento di condividerli, perché vive nella logica di Dio che è la gratuità. Questa povertà è anche un atteggiamento verso il senso della vita: il discepolo di Gesù non pensa di possederlo, di sapere già tutto, ma sa di dover imparare ogni giorno. Perciò è una persona umile, aperta, aliena da pregiudizi e rigidità”.

Il papa ricorda poi il Vangelo di domenica scorsa, in cui Simon Pietro “esperto pescatore” accoglie l’invito di Gesù a “gettare le reti in un’ora insolita” e poi “pieno di stupore” per la “pesca prodigiosa” lascia la barca e i suoi beni “per seguire il Signore”. Questo episodio è un monito e la via per diventare davvero discepoli di Cristo, mettendo da parte le presunte sicurezze. “Pietro si dimostra docile lasciando tutto, e così - sottolinea papa Francesco - diventa discepolo. Invece, chi è troppo attaccato alle proprie idee e alle proprie sicurezze, difficilmente segue davvero Gesù. Magari lo ascolta, ma non lo segue. E così cade nella tristezza”.

In un mondo in cui predominano ideologie e ciascuno tende a sbandierare le proprie certezze, il discepolo “sa mettersi in discussione” e “cercare Dio umilmente ogni giorno” e ciò permette di “addentrarsi nella realtà, cogliendone la ricchezza e la complessità”. Chi segue Gesù “accetta il paradosso delle Beatitudini: esse dichiarano che è beato, cioè felice, chi è povero, chi manca di tante cose e lo riconosce” e non, secondo il pensiero comune, “chi è ricco, chi è sazio di beni, chi riceve applausi ed è invidiato da molti. Gesù, al contrario, dichiara fallimentare il successo mondano, in quanto si regge su un egoismo che gonfia e poi lascia il vuoto nel cuore”.

Seguire Cristo, conclude il papa, è “un cammino, a volte faticoso”, ma “liberandoci dalla schiavitù dell’egocentrismo, scardina le nostre chiusure, scioglie la nostra durezza, e ci dischiude la felicità vera, che spesso si trova dove noi non pensiamo”. Da qui l’invito finale a farsi “scardinare dentro dal paradosso delle Beatitudini” facendoci aiutare dalla “Madonna, prima discepola del Signore” che aiuta “a vivere come discepoli aperti e gioiosi”.

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